Attenzione
PIOMBINO
Ammalato un bimbo su tre
M. Massei Autunnali
◗
La vaccinazione di un bambinoQualsiasi sia la natura gli specialisti concordano sul fatto che si tratta di forme che si curano facilmente
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PIOMBINO. Che siano casi di influenza da virus H1n1 o di influenza stagionale è ancora da stabilire, specie in mancanza di particolari complicazioni: quel che è certo, però, è che i pediatri della zona sono sostanzialmente concordi nel sostenere che il picco di febbri che ha colpito la città in questi giorni, mettendo a letto un numero assai significativo di bambini, non possa essere ricondotto ai fenomeni influenzali solitamente associati a questo periodo dell'anno. In quali forme e in quali modi, però, pare difficile da chiarire.
«Presumiamo che l'influenza A sia arrivata - dice il dottor Fabio Pratesi - Personalmente ho potuto riscontrare diversi casi di febbre a 39º con una forte tosse. E tutto questo prima non accadeva in ottobre: erano fenomeni che era molto più frequente riscontrare in gennaio. Per questo si presume di trovarsi di fronte a una sindrome influenzale diversa rispetto a quella degli anni passati, anche se alla fine le caratteristiche sono simili: l'influenza A non è immediatamente riconoscibile, se non attraverso esami che si è deciso di non fare. Sapere però se si tratti di questa o di normale influenza stagionale avrebbe solo un significato di curiosità. Certo è - conclude - che stiamo parlando di diversi casi, che ammontano a varie decine di ammalati, soprattutto nella fascia che va dai 4 agli 8 anni. Personalmente ricevo dalle sette alle dieci chiamate al giorno».
«Una grossa epidemia non c'è - evidenzia il dottor Marco Marsili - Certo, si ammala un bambino su tre, sia che frequenti l'asilo, o la scuola elementare o la media. Non sappiamo di quale virus possa trattarsi. Noi clinicamente non possiamo avere la certezza che si tratti dell'uno o dell'altro virus».
«Non possiamo parlare di una vera e propria impennata - aggiunge il dottor Paolo Corsini, per lo più dello stesso avviso - Sicuramente i bambini ammalati stanno aumentando e siamo solamente a ottobre. Forse si tratta di forme parainfluenzali o forse di influenza A, ma quel che è sicuro è che questi virus si curano comunque bene. Non siamo di fronte a una situazione di allarme. Diciamo che stiamo lavorando con un numero di bambini superiore rispetto agli anni precedenti, e che per questo pensiamo di essere di fronte a qualcosa di diverso. Quantificare però è impossibile: i tamponi che si vendono in farmacia sono poco attendibili, visto che i virus si assomigliano e la cura non cambia».
Un quadro simile si registra anche a Venturina e Campiglia, dove la dottoressa Vincenza Campana non esita a sottolineare un incremento di casi influenzali piuttosto anomalo rispetto agli anni precedenti: «I casi di bambini con sospette forme di influenza sono in aumento. Dai sintomi si intuisce che sono quadri di tipo influenzale, ma personalmente non posso dire quale virus ci sia alla base, perché non essendo stato necessario ospedalizzare nessuno bambino fino a oggi, non ne ho potuto avere la certezza. Più che nel numero, il comportamento che hanno queste febbri è abbastanza tipico di un andamento epidemico di tipo influenzale. E da noi in ottobre l'influenza non si presenta, manifestandosi di più verso dicembre-gennaio. In questo momento i soggetti più colpiti sono soprattutto i bambini delle scuole medie: ci sono delle classi in cui ho visto diversi ragazzini in cui il quadro tipico è più vicino a quello influenzale, ma influenzale generico».
«Presumiamo che l'influenza A sia arrivata - dice il dottor Fabio Pratesi - Personalmente ho potuto riscontrare diversi casi di febbre a 39º con una forte tosse. E tutto questo prima non accadeva in ottobre: erano fenomeni che era molto più frequente riscontrare in gennaio. Per questo si presume di trovarsi di fronte a una sindrome influenzale diversa rispetto a quella degli anni passati, anche se alla fine le caratteristiche sono simili: l'influenza A non è immediatamente riconoscibile, se non attraverso esami che si è deciso di non fare. Sapere però se si tratti di questa o di normale influenza stagionale avrebbe solo un significato di curiosità. Certo è - conclude - che stiamo parlando di diversi casi, che ammontano a varie decine di ammalati, soprattutto nella fascia che va dai 4 agli 8 anni. Personalmente ricevo dalle sette alle dieci chiamate al giorno».
«Una grossa epidemia non c'è - evidenzia il dottor Marco Marsili - Certo, si ammala un bambino su tre, sia che frequenti l'asilo, o la scuola elementare o la media. Non sappiamo di quale virus possa trattarsi. Noi clinicamente non possiamo avere la certezza che si tratti dell'uno o dell'altro virus».
«Non possiamo parlare di una vera e propria impennata - aggiunge il dottor Paolo Corsini, per lo più dello stesso avviso - Sicuramente i bambini ammalati stanno aumentando e siamo solamente a ottobre. Forse si tratta di forme parainfluenzali o forse di influenza A, ma quel che è sicuro è che questi virus si curano comunque bene. Non siamo di fronte a una situazione di allarme. Diciamo che stiamo lavorando con un numero di bambini superiore rispetto agli anni precedenti, e che per questo pensiamo di essere di fronte a qualcosa di diverso. Quantificare però è impossibile: i tamponi che si vendono in farmacia sono poco attendibili, visto che i virus si assomigliano e la cura non cambia».
Un quadro simile si registra anche a Venturina e Campiglia, dove la dottoressa Vincenza Campana non esita a sottolineare un incremento di casi influenzali piuttosto anomalo rispetto agli anni precedenti: «I casi di bambini con sospette forme di influenza sono in aumento. Dai sintomi si intuisce che sono quadri di tipo influenzale, ma personalmente non posso dire quale virus ci sia alla base, perché non essendo stato necessario ospedalizzare nessuno bambino fino a oggi, non ne ho potuto avere la certezza. Più che nel numero, il comportamento che hanno queste febbri è abbastanza tipico di un andamento epidemico di tipo influenzale. E da noi in ottobre l'influenza non si presenta, manifestandosi di più verso dicembre-gennaio. In questo momento i soggetti più colpiti sono soprattutto i bambini delle scuole medie: ci sono delle classi in cui ho visto diversi ragazzini in cui il quadro tipico è più vicino a quello influenzale, ma influenzale generico».
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