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PIOMBINO

Supermercato chiude: sette licenziamenti

La struttura che ospitava il Mercatino Meriggi
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La struttura che ospitava il Mercatino Meriggi

Non solo la crisi Dalmine, di recente, ha caratterizzato vari settori economici della città: un deflusso che è conseguenza di quello più generale, che continua a influire su mercati e vendite e che sul territorio "incontra" il Mercatino Meriggi, negozio di articoli domestici, vestiario e oggetti da regalo all'ingresso della città, più o meno in prossimità della località del Gagno.

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PIOMBINO. Non solo la crisi Dalmine, di recente, ha caratterizzato vari settori economici della città: un deflusso che è conseguenza di quello più generale, che continua a influire su mercati e vendite e che sul territorio "incontra" il Mercatino Meriggi, negozio di articoli domestici, vestiario e oggetti da regalo all'ingresso della città, più o meno in prossimità della località del Gagno.

L'esercizio ha chiuso i battenti settimane fa, col conseguente licenziamento di sette ragazze impiegate a vario titolo, alcune da diversi anni. In attesa di riconoscere spettanze che ancora, almeno in parte, tardano ad arrivare, cercano una nuova occupazione, magari attraverso il reintegro nello stesso magazzino nel momento in cui un'ulteriore ditta lo rilevasse. Ma su questo punto i pareri del Comune e del sindacato Uil, che segue le giovani, sono divergenti.

«Credo che presto il negozio verrà riaperto - dice Luca Pallini, assessore alle attività produttive - forse con la stessa merceologia: sembra ci sia già una ditta interessata. Ufficialmente, tuttavia, non ho mai avuto modo di parlare con chi lavorava nella precedente attività e non ho mai avuto una richiesta di incontro, altrimenti sarei in qualche modo intervenuto. Io sono vicino alle famiglie dei dipendenti della Dalmine, ma anche a quanti vengono licenziati in qualunque settore. I posti di lavoro sono fondamentali per tutti. Al momento attuale però la situazione non è nera come si prevedeva, anche se non so se già sia previsto il reintegro delle persone licenziate».

Di avviso diverso Carlo Salvadori, sindacalista Uil: «Le lavoratrici devono ancora ricevere le retribuzioni di settembre, tfr compreso. Le ragazze si sono iscritte all'ufficio di collocamento, anche nelle liste delle mobilità e sono in attesa di trovare nuove possibilità. Al momento tutto è fermo: al negozio sono in corso lavori si ammodernamento e probabilmente riaprirà, ma ancora siamo alla ricerca di capire chi subentrerà. Se il settore fosse lo stesso del precedente, ci faremo avanti affinché possa esserci un'occasione per vedere di ridare lavoro alle stesse persone».

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