Il dolore
PORTO AZZURRO
Figli contesi, imprenditore arrestato in Perù
Dopo la separazione aveva portato all'estero le due bimbe
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PORTO AZZURRO. Era ricercato da un mandato di cattura internazionale lo hanno arrestato in Perù. Una richiesta della Procura della Repubblica di Torino per aver trattenuto le fglie impedendo loro persino di telefonare alla madre.
Una storia che si lega all'Elba, quella di Alberto Morelli, 43 anni, torinese. Era arrivato sull'isola quando aveva appena 29 anni. Destinazione Porto Azzurro, dove lo aveva da qualche tempo preceduto il padre che aveva iniziato una attività commerciale. A Porto Azzurro Morelli ha vissuto per nove lunghi anni. Abitava insieme ai genitori, in via Provinciale Est e aveva iniziato un'attività, quella di amministratore di condomini. Ufficio in via Marconi e un'attività svolta nel tempo anche con molti chiaro-scuri. Nel 1996 si era sposato a Oulx ma era ritornato a Porto Azzurro dove ha abitato fino al 2003 con la moglie e le sue due figlie che oggi hanno rispettivamente 7 e nove anni. Quelle figlie che sono alla base del suo arresto e che la madre ha potuto così riabbracciare dopo 3 anni, tre anni di silenzio con il padre che le aveva impedito di vederle e di sentirle.
Aveva fatto perdere le sue tracce, continuando per qualche anno a mantenere la residenza a Porto Azzurro: nel 2007 l'ufficio anagrafe del Comune lo aveva dichiarato irreperibile. Era già in Perù dove era andato con la moglie che nel 2005 era rientrata in Italia con le due figle. Una separazione legale con l'affidamento delle bambine a entrambi i genitori, stabilendo che avessero la residenza in Italia con la madre, ma con la possibilità di passare i mesi di luglio e agosto in Perù con il padre, così come le vacanze natalizie.
Ma il 31 agosto 2006, quando le bambine sarebbero dovute rintrare in Italia dopo il soggiorno presso il padre, la mamma ha perso le loro tracce: il padre risultava irreperibile (si era trasferito in una zona residenziale, Chaclacayo, a 20 km dalla capitale del Perù, mantenendo il silenzio più totale nei confronti della moglie). e, da allora, la donna non è mai riuscita a parlare con le piccole nemmeno al telefono. Dopo tre anni di battaglie legali, finalmente è stato possibile, nell'agosto scorso, emettere il mandato internazionale che ha portato all'arresto dell'uomo. Oltre al reato di maltrattamento, all'uomo è contestato anche il trattenimento indebito di minore all'estero, introdotto con la legge 94.
Una storia che si lega all'Elba, quella di Alberto Morelli, 43 anni, torinese. Era arrivato sull'isola quando aveva appena 29 anni. Destinazione Porto Azzurro, dove lo aveva da qualche tempo preceduto il padre che aveva iniziato una attività commerciale. A Porto Azzurro Morelli ha vissuto per nove lunghi anni. Abitava insieme ai genitori, in via Provinciale Est e aveva iniziato un'attività, quella di amministratore di condomini. Ufficio in via Marconi e un'attività svolta nel tempo anche con molti chiaro-scuri. Nel 1996 si era sposato a Oulx ma era ritornato a Porto Azzurro dove ha abitato fino al 2003 con la moglie e le sue due figlie che oggi hanno rispettivamente 7 e nove anni. Quelle figlie che sono alla base del suo arresto e che la madre ha potuto così riabbracciare dopo 3 anni, tre anni di silenzio con il padre che le aveva impedito di vederle e di sentirle.
Aveva fatto perdere le sue tracce, continuando per qualche anno a mantenere la residenza a Porto Azzurro: nel 2007 l'ufficio anagrafe del Comune lo aveva dichiarato irreperibile. Era già in Perù dove era andato con la moglie che nel 2005 era rientrata in Italia con le due figle. Una separazione legale con l'affidamento delle bambine a entrambi i genitori, stabilendo che avessero la residenza in Italia con la madre, ma con la possibilità di passare i mesi di luglio e agosto in Perù con il padre, così come le vacanze natalizie.
Ma il 31 agosto 2006, quando le bambine sarebbero dovute rintrare in Italia dopo il soggiorno presso il padre, la mamma ha perso le loro tracce: il padre risultava irreperibile (si era trasferito in una zona residenziale, Chaclacayo, a 20 km dalla capitale del Perù, mantenendo il silenzio più totale nei confronti della moglie). e, da allora, la donna non è mai riuscita a parlare con le piccole nemmeno al telefono. Dopo tre anni di battaglie legali, finalmente è stato possibile, nell'agosto scorso, emettere il mandato internazionale che ha portato all'arresto dell'uomo. Oltre al reato di maltrattamento, all'uomo è contestato anche il trattenimento indebito di minore all'estero, introdotto con la legge 94.
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