La manifestazione
PIOMBINO
Un tavolo per Dalmine e bonifiche
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L’interno del tubificio Dalmine a Ischia di Crociano«Una riunione utile dalla quale è emerso come la questione Piombino, dentro la vertenza nazionale del gruppo Tenaris-Dalmine, ci consente di porre temi che riguardano tutto il sito, le nuove infrastrutture e la questione delle risorse».
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PIOMBINO. «Una riunione utile dalla quale è emerso come la questione Piombino, dentro la vertenza nazionale del gruppo Tenaris-Dalmine, ci consente di porre temi che riguardano tutto il sito, le nuove infrastrutture e la questione delle risorse».
Il sindaco Gianni Anselmi esprime un giudizio sostanzialmente positivo sull'esito dell'incontro avvenuto ieri al ministero dello Sviluppo economico a cui hanno partecipato i dirigenti del gruppo Tenaris Dalmine, i rappresentanti sindacali nazionali e locali, l'assessore regionale Gianfranco Simoncini e la Regione Lombardia, insieme a dirigenti e tecnici del ministero.
Nell'incontro, dopo gli interventi dell'azienda, dei sindacati e di Simoncini, che ha delineato la necessità del ruolo della Dalmine di Piombino nel contesto produttivo toscano, il sindaco Anselmi ha ribadito l'importanza dell'azienda come asset patrimoniale irrinunciabile per il territorio e ha tratteggiato un quadro degli accordi e delle progettualità in essere, sia le infrastrutture che per le bonifiche. In questo contesto il sindaco ha ricordato gli accordi sottoscritti anche dall'attuale governo, che prevedevano lo stanziamento di 72 milioni di fondi Fas per Piombino, poi dirottati con la manovra di luglio.
Al suo intervento ha fatto seguito la proposta del direttore generale del Ministero, di convocare a breve, forse già la prossima settimana, un tavolo interministeriale, a cui partecipino anche il ministero dell'Ambiente e quello delle Infrastrutture, per un nuovo approfondimento sui temi legati alle infrastrutture, collegati allo sviluppo portuale, alle bonifiche e all'industria.
«Un nuovo incontro che dovrebbe servire anche a fare il punto sugli accordi e sulle risorse disponibili - ha spiegato il sindaco - e definire nel dettaglio le azioni future».
Sulla questione delle bonifiche, Anselmi replica poi Legambiente, che aveva espresso una serie di dubbi: «Noi abbiamo creato le condizioni senza compromessi ambientali - dice il sindaco - perché la Tenaris-Dalmine non avesse più alibi a favore della dismissione sul nostro territorio. Legambiente invece se la prende con le istituzioni senza motivo, travisando il senso di quello che è stato fatto».
«Il quadro progettuale delle bonifiche rimane infatti invariato - spiega Anselmi - Lo Stato si assume il 50% dei costi per la Mise, riducendo il contributo di Dalmine. Per il resto, a fronte della liberazione della metà delle aree occupate, da 77 a 33 ettari, si prevede il ridimensionamento complessivo degli oneri di bonifica, compensabili, tra l'altro, con investimenti di tipo ambientale e sulla falda idrica. Si tratta quindi di un accordo che non cede minimamente sulla questione ambientale e che allo stesso tempo crea i presupposti per il mantenimento di un'importante realtà produttiva. L'unico elemento di incertezza - conclude il sindaco - è legato alla disponibilità delle risorse destinate dal governo alle bonifiche e ora dirottate su altri interventi. Ma questo rappresenta un altro punto di trattativa col ministero».
Il sindaco Gianni Anselmi esprime un giudizio sostanzialmente positivo sull'esito dell'incontro avvenuto ieri al ministero dello Sviluppo economico a cui hanno partecipato i dirigenti del gruppo Tenaris Dalmine, i rappresentanti sindacali nazionali e locali, l'assessore regionale Gianfranco Simoncini e la Regione Lombardia, insieme a dirigenti e tecnici del ministero.
Nell'incontro, dopo gli interventi dell'azienda, dei sindacati e di Simoncini, che ha delineato la necessità del ruolo della Dalmine di Piombino nel contesto produttivo toscano, il sindaco Anselmi ha ribadito l'importanza dell'azienda come asset patrimoniale irrinunciabile per il territorio e ha tratteggiato un quadro degli accordi e delle progettualità in essere, sia le infrastrutture che per le bonifiche. In questo contesto il sindaco ha ricordato gli accordi sottoscritti anche dall'attuale governo, che prevedevano lo stanziamento di 72 milioni di fondi Fas per Piombino, poi dirottati con la manovra di luglio.
Al suo intervento ha fatto seguito la proposta del direttore generale del Ministero, di convocare a breve, forse già la prossima settimana, un tavolo interministeriale, a cui partecipino anche il ministero dell'Ambiente e quello delle Infrastrutture, per un nuovo approfondimento sui temi legati alle infrastrutture, collegati allo sviluppo portuale, alle bonifiche e all'industria.
«Un nuovo incontro che dovrebbe servire anche a fare il punto sugli accordi e sulle risorse disponibili - ha spiegato il sindaco - e definire nel dettaglio le azioni future».
Sulla questione delle bonifiche, Anselmi replica poi Legambiente, che aveva espresso una serie di dubbi: «Noi abbiamo creato le condizioni senza compromessi ambientali - dice il sindaco - perché la Tenaris-Dalmine non avesse più alibi a favore della dismissione sul nostro territorio. Legambiente invece se la prende con le istituzioni senza motivo, travisando il senso di quello che è stato fatto».
«Il quadro progettuale delle bonifiche rimane infatti invariato - spiega Anselmi - Lo Stato si assume il 50% dei costi per la Mise, riducendo il contributo di Dalmine. Per il resto, a fronte della liberazione della metà delle aree occupate, da 77 a 33 ettari, si prevede il ridimensionamento complessivo degli oneri di bonifica, compensabili, tra l'altro, con investimenti di tipo ambientale e sulla falda idrica. Si tratta quindi di un accordo che non cede minimamente sulla questione ambientale e che allo stesso tempo crea i presupposti per il mantenimento di un'importante realtà produttiva. L'unico elemento di incertezza - conclude il sindaco - è legato alla disponibilità delle risorse destinate dal governo alle bonifiche e ora dirottate su altri interventi. Ma questo rappresenta un altro punto di trattativa col ministero».
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