Il dolore
Via libera del consiglio provinciale al waterfront
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Una veduta dall’alto del golfo di San Giovanni, area interessata al progetto per il nuovo porto di PortoferraioAdesso c'è anche l'ok del consiglio provinciale all'accordo di programma per il nuovo porto. Una ratifica approvata a maggioranza, con l'astensione del Pdl e dei Comunisti italiani, che apre la strada alla realizzazione del così detto waterfront di Portoferraio. Di fatto la riorganizzazione degli spazi a terra e a mare tra le Darsene medicee e San Giovanni
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PORTOFERRAIO. Adesso c'è anche l'ok del consiglio provinciale all'accordo di programma per il nuovo porto. Una ratifica approvata a maggioranza, con l'astensione del Pdl e dei Comunisti italiani, che apre la strada alla realizzazione del così detto waterfront di Portoferraio. Di fatto la riorganizzazione degli spazi a terra e a mare tra le Darsene medicee e Sna Giovanni, con la creazione di quasi mille posti barca. «Con questo atto - spiega l'assessore allo sviluppo economico, Piero Nocchi - si conclude la fase di recepimento dei contenuti da parte degli enti interessati: Regione, Provincia e Comune. E si apre quella di attuazione concreta degli indirizzi di pianificazione previsti dall'accordo». Un'intesa che secondo l'assessore pone le basi per la riqualificazione urbanistica e lo sviluppo di tutta l'area, anche per quegli aspetti legati alla cantieristica e al diporto nautico. Non a caso Nocchi cita Esaom. «Le imprese già presenti sul territorio - sottolinea - potranno predisporre adeguati piani industriali per il consolidamento delle attività con i quali dare un futuro allo sviluppo produttivo e dell'occupazione».
Non tutti la pensano come lui. Il piano in questione è già stato fortemente criticato da Legambiente che, questa estate con Goletta Verde, lo ha bollato come un esempio di cementificazione della costa. E ora arrivano le critiche del Wwf. Eccessivo l'impatto ambientale, fa presente l'associazione: manca un serio studio delle correnti marine E non si tiene conto della pericolosità del progetto per le praterie di Posidonia. «Del tutto negativo - continua il Wwf - lo spostamento dei depositi di carburante nella zona del fosso della Madonnina, una zona individuata dalla Regione come area a pericolosità idraulica. Bisogna anche considerare che qualsiasi incidente all'area carburanti così collocata avrebbe effetti devastanti per la piccola zona umida di San Giovanni e per le terme». Il Wwf esclude che i depositi possano essere collocati anche lungo la provinciale per Mola e critica l'insediamento residenziale a Punta della Rena. Bocciata anche la localizzazione della piazzola di atterraggio degli elicotteri nella zona di San Giovanni e le previsioni di servizi e arredi la cui collocazione non è ben definita nel piano.
Non tutti la pensano come lui. Il piano in questione è già stato fortemente criticato da Legambiente che, questa estate con Goletta Verde, lo ha bollato come un esempio di cementificazione della costa. E ora arrivano le critiche del Wwf. Eccessivo l'impatto ambientale, fa presente l'associazione: manca un serio studio delle correnti marine E non si tiene conto della pericolosità del progetto per le praterie di Posidonia. «Del tutto negativo - continua il Wwf - lo spostamento dei depositi di carburante nella zona del fosso della Madonnina, una zona individuata dalla Regione come area a pericolosità idraulica. Bisogna anche considerare che qualsiasi incidente all'area carburanti così collocata avrebbe effetti devastanti per la piccola zona umida di San Giovanni e per le terme». Il Wwf esclude che i depositi possano essere collocati anche lungo la provinciale per Mola e critica l'insediamento residenziale a Punta della Rena. Bocciata anche la localizzazione della piazzola di atterraggio degli elicotteri nella zona di San Giovanni e le previsioni di servizi e arredi la cui collocazione non è ben definita nel piano.
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