Il Tirreno

IL FUTURO DELLA TOREMAR

«Nessun marittimo resterà a casa»

Valentina Landucci
Passeggeri e auto sbarcano da una nave Toremar a Portoferraio
◗
Passeggeri e auto sbarcano da una nave Toremar a Portoferraio

I Comuni reclamano, la Regione risponde. E se le prospettive sui dipendenti e i conti della Toremar creano qualche maldipancia a Portoferraio, da Firenze arriva l'invito a pazientare. La partita è aperta, sia per i precari sia per quei 18 milioni di debiti che la "nuova" Toremar si troverà sul groppone

3 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO. I Comuni reclamano, la Regione risponde. E se le prospettive sui dipendenti e i conti della Toremar creano qualche maldipancia a Portoferraio, da Firenze arriva l'invito a pazientare. La partita è aperta, sia per i precari (nessuno resterà a casa secondo l'assessore Riccardo Conti) sia per quei 18 milioni di debiti che la "nuova" Toremar si troverà sul groppone: saranno restituiti alla compagnia regionale dal privato che acquisterà Tirrenia.

La partita è ovviamente quella del passaggio di Toremar dallo Stato alla Regione e delle pesanti condizioni dello stesso passaggio. Conti non nega le difficoltà, soprattutto sul piano economico. Ma vuole anche rassicurare rappresentanti dei lavoratori e amministratori locali. Anzitutto sul fronte occupazionale Riccardo Conti: dal primo gennaio 179 dipendenti di Toremar passeranno alla Regione, tutti quelli in forza alla società stando «agli elenchi agli atti dell'istruttoria condotta oltre che con Toremar con il Ministero e Fintecna. Abbiamo lavorato perchè la convezione rispetti le priorità del nostro territorio e quindi la clausola sociale». E che fine faranno i precari? Quella ventina di marittimi che la Filt Cgil definisce indispensabili per il mantenimento degli attuali servizi ma che mancano all'appello dei dipendenti "trasferiti" alla Regione? Sarà probabilmente una seconda trattativa, quella sulla garanzia della continuità territoriale e sui servizi a salvarli. Potenziare i collegamenti, istituirne anche di notturni significherà, per il privato che andrà a gestire Toremar, doversi servire di un numero di marittimi adeguato. «Martedì prossimo abbiamo un nuovo incontro con i sindacati Toremar - spiega Conti - in cui cercheremo di approfondire tutti questi nodi ed è chiaro che per gli addetti partiamo dall'accordo sottoscritto dai sindacati sul piano industriale il 31 gennaio 2007. Si tratta di un punto alto di mediazione che in nessun caso potrà essere smentito e non solo perchè il governo ha dato assicurazioni, almeno questo, sugli ammortizzatori sociali ma perchè intanto la Regione ha assicurato un'integrazione di risorse per recuperare il taglio operato dal governo».

Sul fronte economico, poi, la Regione è ben consapevole delle difficoltà legate alla gestione Toremar. Ma le condizioni poste dal governo, ribadisce Conti, non signiicano che la Toscana getterà la spugna, come nel caso della Sicilia che ha deciso di lasciare al governo il compito di prvatizzare Siremar. «Lasciare ora la partita al governo - spiega Conti - non avrebbe avuto senso, a parte i tagli che verrebbero effettuati sui servizi, ci sarebbe un ulteriore rinvio della possibilità per la Regione di svolgere pienamente la competenza sull'ultima parte di trasporto pubblico rimasta, dopo il trasferimento dei servizi di linea e quelli ferroviari. In questo senso abbiamo certamente l'opportunità di inserire questi servizi nell'offerta integrata regionale (tariffa unica con gli altri servizi, programmazione coordinata degli orari traghetto-bus-treno)». Ciò detto, per Conti, non devono neppure spaventare i 18 milioni di debiti lasciati in eredità a Toremar. «A questi - conclude l'assessore - corrispondono crediti in egual misura nei confronti di Tirrenia, ed il governo ha garantito che fra gli obblighi che saranno imposti a chi compra Tirrenia il debito nei confronti delle società regionali siano interamente saldati».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa