Il dolore
Vertice tra sindacati e direzione
Dalmine, nuovi spiragli
Luca Centini
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Una manifestazione dei lavoratori Dalmine contro l’ipotesi di chiusura del tubificioTenaris Dalmine conferma il piano di esuberi, ma gli spiragli per una soluzione positiva sembrano potersi aprire. Nel vertice che si è tenuto ieri mattina a Bergamo, a cui hanno partecipato le segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm, i responsabili del gruppo Tenaris hanno confermato le linee guida della riorganizzazione annunciata a settembre
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PIOMBINO. Tenaris Dalmine conferma il piano di esuberi, ma gli spiragli per una soluzione positiva sembrano potersi aprire. Nel vertice che si è tenuto ieri mattina a Bergamo, a cui hanno partecipato le segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm, i responsabili del gruppo Tenaris hanno confermato le linee guida della riorganizzazione annunciata a settembre.
Il piano prevede la chiusura dello stabilimento piombinese e 1024 esuberi nella totalità dei presidi del gruppo.
Resta cupo, dunque, il clima che avvolge la Dalmine, sebbene non siano mancati negli ultimi giorni segnali incoraggianti, a partire dall'incontro convocato a inizio settimana dall'assessore regionale Gianfranco Simoncini.
Notizie positive, confermate anche nel vertice di Bergamo. Pare infatti più vicino l'accordo con il Demanio che porterebbe ad un alleggerimento delle somme richieste all'azienda per la concessione dei terreni. «Entro la fine del mese - fanno sapere i sindacati - si dovrebbe tenere l'incontro tra azienda e Demanio, in cui verrà messo nero su bianco l'accordo. Non sono state comunicate le cifre, ma si tratta di un'intesa di 6+6 anni, che stabilisce l'entità dei canoni demaniali fino al 2020».
La soluzione del contenzioso con il Demanio è un altro tassello che, con la rimodulazione degli oneri per le bonifiche ambientali, potrebbe convincere il gruppo industriale a rinunciare alla dismissione del tubificio piombinese, fino a pochi mesi fa indicato dall'azienda come potenziale polo logistico per il mercato nazionale e del Sud Europa. «E' chiaro che l'accordo sui canoni demaniali - commentano i sindacati - offre uno spiraglio per tutta la questione dello stabilimento».
I temi legati al demanio e alle bonifiche ambientali, i problemi dell'azienda e le possibilità percorribili per modificare il piano Tenaris saranno prese in considerazione nell'incontro con il governo, in programma il prossimo 28 ottobre. Il tavolo, convocato dal ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola, sarà fondamentale per delineare in modo più chiaro il futuro del tubificio piombinese. «Dopo aver incontrato il governo formuleremo una controproposta al piano Tenaris - sostengono Fim, Fiom e Uilm - in cui non saranno escluse le ipotesi di chiusura di qualsiasi stabilimento».
Stamani la vertenza Dalmine sarà ancora al centro del dibattito politico. A partire dalle 8,30, in sala consiliare, si terrà il consiglio comunale tematico con gli interventi dei sindacati, associazioni, istituzioni e del gruppo Tenaris, rappresentato dall'amministratore delegato Vincenzo Capranzano.
Il piano prevede la chiusura dello stabilimento piombinese e 1024 esuberi nella totalità dei presidi del gruppo.
Resta cupo, dunque, il clima che avvolge la Dalmine, sebbene non siano mancati negli ultimi giorni segnali incoraggianti, a partire dall'incontro convocato a inizio settimana dall'assessore regionale Gianfranco Simoncini.
Notizie positive, confermate anche nel vertice di Bergamo. Pare infatti più vicino l'accordo con il Demanio che porterebbe ad un alleggerimento delle somme richieste all'azienda per la concessione dei terreni. «Entro la fine del mese - fanno sapere i sindacati - si dovrebbe tenere l'incontro tra azienda e Demanio, in cui verrà messo nero su bianco l'accordo. Non sono state comunicate le cifre, ma si tratta di un'intesa di 6+6 anni, che stabilisce l'entità dei canoni demaniali fino al 2020».
La soluzione del contenzioso con il Demanio è un altro tassello che, con la rimodulazione degli oneri per le bonifiche ambientali, potrebbe convincere il gruppo industriale a rinunciare alla dismissione del tubificio piombinese, fino a pochi mesi fa indicato dall'azienda come potenziale polo logistico per il mercato nazionale e del Sud Europa. «E' chiaro che l'accordo sui canoni demaniali - commentano i sindacati - offre uno spiraglio per tutta la questione dello stabilimento».
I temi legati al demanio e alle bonifiche ambientali, i problemi dell'azienda e le possibilità percorribili per modificare il piano Tenaris saranno prese in considerazione nell'incontro con il governo, in programma il prossimo 28 ottobre. Il tavolo, convocato dal ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola, sarà fondamentale per delineare in modo più chiaro il futuro del tubificio piombinese. «Dopo aver incontrato il governo formuleremo una controproposta al piano Tenaris - sostengono Fim, Fiom e Uilm - in cui non saranno escluse le ipotesi di chiusura di qualsiasi stabilimento».
Stamani la vertenza Dalmine sarà ancora al centro del dibattito politico. A partire dalle 8,30, in sala consiliare, si terrà il consiglio comunale tematico con gli interventi dei sindacati, associazioni, istituzioni e del gruppo Tenaris, rappresentato dall'amministratore delegato Vincenzo Capranzano.
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