Il Tirreno

PORTOFERRAIO

Vandali scatenati nel Parco Panchinedistrutte e segnaletica divelta

Uno dei cartelli divelti dai vandali
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Uno dei cartelli divelti dai vandali

Vandalismi sui sentieri del Parco. Panchine distrutte, paletti bruciati, segnaletica divelta. Episodi, questi, sempre più frequenti e come sottolinea la direttrice del Parco, Franca Zanichelli, sconcertanti.

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PORTOFERRAIO. Vandalismi sui sentieri del Parco. Panchine distrutte, paletti bruciati, segnaletica divelta. Episodi, questi, sempre più frequenti e come sottolinea la direttrice del Parco, Franca Zanichelli, sconcertanti.

L'ultimo, scoperto dalla stessa Zanichelli in escursione con un gruppo del Rotary, nell'area di sosta delle Panche, recentemente sistemata con finanziamenti pubblici, e ancora una volta devastata dai vandali nonostante si tratti di uno dei punti panoramici maggiormente frequentato dai turisti e non solo nella stagione estiva. «Il nuovo cartello dell'indicazione della Casa del Parco - racconta Zanichelli - giaceva spezzato, le panchine smontate, i plinti in calcestruzzo divelti, necessariamente con l'uso di micidiali macchine d'urto». Un brutto episodio che è però lo spunto per una riflessione, affidata a una lettera aperta di Zanichelli, sul valore della sentieristica elbana e sulle strategie per renderla un patrimonio di tutti. Ciò che di fatto i sentieri rappresentavano un tempo, quando «i viottoli - spiega Zanichelli - erano le uniche vie di collegamento di un'economia rurale naturalmente custode propri poderi».

Tradizioni oggi sostituite da mattoni e cemento, ben più redditizi, sottolinea la direttrice del Parco, dei grappoli d'uva, del grano e dell'olivo. E della trasformazione economica del territorio ha risentito anche la manutenzione della sentieristica elbana, affidata agli enti pubblici in continuo affanno per la mancanza di risorse economiche.
Un contesto a rischio incuria, come lo definisce Zanichelli, e al contempo un contesto dove si inserisce il fenomeno dei vandalismi che, quest'estate non hanno risparmiato anche il Santuario delle Farfalle recentemente istituito.

«Buttar giù i cartelli, prendersela con le panchine e le bacheche, spesso è solo il linguaggio della noia, ma in luoghi strategici diventa la voce della contrapposizione - afferma Zanichelli - che ha bisogno di amplificarsi attraverso la cassa di risonanza che dilaga nella lamentela collettiva. In tanti, anche in buona fede, si aspettano che scattino immediatamente i soccorsi. Non riflettono neanche un attimo che il denaro pubblico necessario per riparare i danni non sgorga come per incanto da un rubinetto, se dietro a questo non c'è un serbatoio capiente di risorse alimentate tramite le tasse dei contribuenti. L'inciviltà occulta e la perdita di denaro non vengono condannate ma invece si colpevolizza il Parco perché non mette mai a posto nulla!».

Il progetto. Da tutto questo nasce il progetto che il Parco ha in mente di avviare sui sentieri elbani. I finanziamenti, pur limitati, ci sono: 450mila euro dalla Regione Toscana per il prossimo triennio. Un'occasione per affiancare alla progettualità del Parco sulla manutenzione e valorizzazione della sentieristica le risorse e le richieste degli altri enti locali: l'Unione dei Comuni e le amministrazioni comunali anzitutto. Un'esperienza analoga a quella portata a termine per il sentiero dell'Enfola, il cui recupero è stato possibile grazie a finanziamenti del Parco, dei Comuni e del Monte dei Paschi di Siena. «Pensiamo anche a un concorso d'idee - spiega Zanichelli - per premiare i progetti originali sull'arredo dei sentieri». Un punto di partenza, insomma, perché l'ambiente sia realmente considerato una risorsa.

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