Sicurezza
PIOMBINO
Scatta la corsa al vaccino
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Al via le vaccinazioni contro l’influenza ACoro sostanzialmente uniforme quello dei medici di famiglia di Piombino e della Val di Cornia riguardo all'efficacia e alla praticabilità del vaccino di prossimo arrivo destinato ad assicurare la prevenzione dal virus H1N1: il recente appello ai medici da parte del vice ministro della sanità Ferruccio Fazio a non trascurare la profilassi sembra incontrare sul nostro territorio diverse adesioni, intervallate da qualche dubbio ancora da chiarire. Sembra uniforme il punto di vista sulla bontà della vaccinazione per le categorie specificate dal ministero e, parallelamente, sul ridimensionamento complessivo del problema-influenza.
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PIOMBINO. Coro sostanzialmente uniforme quello dei medici di famiglia di Piombino e della Val di Cornia riguardo all'efficacia e alla praticabilità del vaccino di prossimo arrivo destinato ad assicurare la prevenzione dal virus H1N1: il recente appello ai medici da parte del vice ministro della sanità Ferruccio Fazio a non trascurare la profilassi sembra incontrare sul nostro territorio diverse adesioni, intervallate da qualche dubbio ancora da chiarire. Sembra uniforme il punto di vista sulla bontà della vaccinazione per le categorie specificate dal ministero e, parallelamente, sul ridimensionamento complessivo del problema-influenza.
«Certi soggetti dovranno farlo - commenta Walter Pastorella - ma l'intera vicenda non mi sembra così grave come diffuso dalla tv. È un virus nuovo, anche se meno grave di quello dell'influenza stagionale, e le persone ne sono meno protette: per questo il rischio dell'epidemia è alto. Io non mi vaccinerò, ma in genere non faccio mai vaccini».
«Siamo tutti in attesa di ulteriori notizie, c'è molta confusione - aggiunge Stefano Piacentini - per quanto mi riguarda, se un paziente è a rischio al di sotto del 65 anni lo faccio fare. Personalmente penso di non farmelo, non rientrando nelle categorie a rischio, se non dal punto di vista lavorativo».
«Ci troviamo di fronte a un 'ipotetica pandemia - spiega Luigi Casini - Qualcuno ha posto il problema e si è approntato un vaccino in tempi rapidi in una situazione non dico di emergenza, ma d'urgenza. Non ho ancora pensato se farmelo o no: noi medici siamo tra le categorie più esposte al rischio, quindi propendo più per il sì che per il no». «Non so che impatto avrà questo vaccino sulla popolazione - osserva Ivano Landi - ma penso che non saranno tante le persone che ci vaccineranno. Non so neanche quale sarà la percentuale presso la popolazione medica, paramedica e i servizi: sono ancora piuttosto in dubbio se farlo o no. Penso che da parte dei medici non ci sia grandissima voglia di vaccinarsi per una cosa che se fosse stata affrontata a livello mediatico in un altro modo avrebbe avuto un altro impatto sulla società».
Non è dello stesso avviso Stefano Musi, di Campiglia, specialmente dopo le dichiarazioni delle ultime ore da parte del viceministro: «Io penso che mi vaccinerò anche in seguito a questa polemica. Ritengo che il vaccino sia utile ed efficace e lo consiglierò anche ai miei assistiti, soprattutto alle categorie a rischio». «Il vaccino è efficace e sicuro - conclude Alessandro Barbieri, responsabile del settore igiene pubblica dell'ASL 6 - e personalmente di certo lo utilizzerò. Quanto alla posizione di chi non lo ritiene sufficientemente testato, questo mi sembra francamente esagerato».
«Certi soggetti dovranno farlo - commenta Walter Pastorella - ma l'intera vicenda non mi sembra così grave come diffuso dalla tv. È un virus nuovo, anche se meno grave di quello dell'influenza stagionale, e le persone ne sono meno protette: per questo il rischio dell'epidemia è alto. Io non mi vaccinerò, ma in genere non faccio mai vaccini».
«Siamo tutti in attesa di ulteriori notizie, c'è molta confusione - aggiunge Stefano Piacentini - per quanto mi riguarda, se un paziente è a rischio al di sotto del 65 anni lo faccio fare. Personalmente penso di non farmelo, non rientrando nelle categorie a rischio, se non dal punto di vista lavorativo».
«Ci troviamo di fronte a un 'ipotetica pandemia - spiega Luigi Casini - Qualcuno ha posto il problema e si è approntato un vaccino in tempi rapidi in una situazione non dico di emergenza, ma d'urgenza. Non ho ancora pensato se farmelo o no: noi medici siamo tra le categorie più esposte al rischio, quindi propendo più per il sì che per il no». «Non so che impatto avrà questo vaccino sulla popolazione - osserva Ivano Landi - ma penso che non saranno tante le persone che ci vaccineranno. Non so neanche quale sarà la percentuale presso la popolazione medica, paramedica e i servizi: sono ancora piuttosto in dubbio se farlo o no. Penso che da parte dei medici non ci sia grandissima voglia di vaccinarsi per una cosa che se fosse stata affrontata a livello mediatico in un altro modo avrebbe avuto un altro impatto sulla società».
Non è dello stesso avviso Stefano Musi, di Campiglia, specialmente dopo le dichiarazioni delle ultime ore da parte del viceministro: «Io penso che mi vaccinerò anche in seguito a questa polemica. Ritengo che il vaccino sia utile ed efficace e lo consiglierò anche ai miei assistiti, soprattutto alle categorie a rischio». «Il vaccino è efficace e sicuro - conclude Alessandro Barbieri, responsabile del settore igiene pubblica dell'ASL 6 - e personalmente di certo lo utilizzerò. Quanto alla posizione di chi non lo ritiene sufficientemente testato, questo mi sembra francamente esagerato».
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