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PIOMBINO

Rifiuti nocivi vicino al Cornia

Il materiale accumulato nella discarica sequestrata vicino al Cornia
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Il materiale accumulato nella discarica sequestrata vicino al Cornia

Due discariche abusive 34mila 500 metri quadrati sono state sequestrate dalla guardia di finanza nel comune di Suvereto, nelle località Ventoluccia e Palazzotto. Denunciati i rappresentanti legali delle società proprietarie dei terreni. Secondo quanto hanno spiegato dalle fiamme gialle, a Ventoluccia i sigilli sono scattati per alcuni terreni per una superficie di 1.500 metri quadrati.

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SUVERETO. Due discariche abusive 34mila 500 metri quadrati sono state sequestrate dalla guardia di finanza nel comune di Suvereto, nelle località Ventoluccia e Palazzotto. Denunciati i rappresentanti legali delle società proprietarie dei terreni. Secondo quanto hanno spiegato dalle fiamme gialle, a Ventoluccia i sigilli sono scattati per alcuni terreni per una superficie di 1.500 metri quadrati.

Alla Ventoluccia sono stati trovati abbandonati copertoni, parti meccaniche e automezzi in disuso, rifiuti parzialmente nascosti da arbusti e vegetazione. La guardia di finanza ha rilevato nel terreno «ingenti tracce di versamento di olio esausto proveniente dai rottami dei motori, con il conseguente rischio di inquinamento idrogeologico della zona vicinissima al fiume Cornia».

Gli accertamenti si sono sviluppati a seguito di una segnalazione trasmessa dalla sezione aerea della guardia di finanza di Pisa, dopo ricognizioni nella zona con elicotteri. Si tratta del più importante sequestro, dopo quello della discarica abusiva della Lucchini, eseguito dalla guardia di finanza in questi ultimi anni in Val di Cornia.
I rappresentanti legali delle società proprietarie degli appezzamenti di terreni - i cui nomi non sono stati resi noti dall'autorità - sui quali erano accatastati i rifiuti sono stati denunciati alla procura della Repubblica per la gestione di rifiuti non autorizzata, che prevede l'arresto da sei mesi a due anni e un'ammenda da 2.600 a 26mila euro.

Sempre con l'ausilio dell'elicottero, a Palazzotto i finanzieri hanno scoperto un'altra area di circa 33mila metri quadrati sulla quale sorgeva un impianto di estrazione di ghiaia fluviale, non più attivo da oltre 15 anni e in stato di abbandono.

Il sopralluogo, eseguito anche con l'ausilio dell'Arpat, ha permesso di rilevare - spiega sempre la guardia di finanza - la presenza, oltre che dell'impianto principale di estrazione, già in parte coperto dalla vegetazione, anche di quattro grossi mezzi meccanici pesanti fuori uso, privi di targa, con batterie esauste. Trovati anche diversi fusti metallici contenenti verosimilmente olio esausto, una cisterna per gasolio interrata e collegata a una colonnina per il rifornimento degli automezzi, per la quale non è stato possibile verificare lo stato di conservazione a causa della folta vegetazione che la ricopriva, e altre attrezzature meccaniche in stato di abbandono, secondo le fiamme gialle da considerarsi a tutti gli effetti rifiuti pericolosi e tossico-nocivi.
Anche in questo caso il rappresentante legale della società proprietaria dei terreni è stato denunciato alla procura «per avere depositato e abbandonato in modo incontrollato rifiuti pericolosi e non».

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