Il dolore
PIOMBINO
Dalmine, oggi vertice decisivo
Luca Centini
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Un reparto produttivo del tubificio piombinese della DalmineDisponibilità a trattare, ma i nodi restano i costi delle bonifiche e le infrastrutture viarie e portuali
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PIOMBINO. Una settimana decisiva per il futuro del tubificio Dalmine e per i suoi 124 lavoratori. Stamani i responsabili di Fim, Fiom e Uilm sono attesi a Bergamo, dove nella sede dell'associazione industriali si terrà l'ultimo dei tre incontri sindacato-azienda in cui verranno chiariti i dettagli del piano shock presentato da Tenaris. L'incontro è atteso con un pizzico di ottimismo in più dopo lo spiraglio aperto dall'azienda nel corso del vertice di lunedì scorso in Regione. E' stato lo stesso assessore regionale al lavoro Simoncini a confermare la disponibilità del gruppo Tenaris a trattare le intenzioni di chiusura del sito.
Una disponibilità che l'azienda concede a patto che siano cambiate alcune condizioni su nodi quali le bonifiche ambientali, infrastrutture, porto e viabilità. Gli argomenti trattati nell'incontro di oggi saranno analizzati alnel consiglio comunale tematico in programma domani, a cui parteciperanno i sindacati, l'azienda, le associazioni di categoria e le istituzioni coinvolte.
«L'azienda ci illustrerà i dettagli del piano industriale e nello specifico della situazione di Piombino - spiega il segretario provinciale Fiom Luciano Gabrielli - visto l'impegno delle istituzioni e le manifestazioni dei lavoratori, credo che ci siano i presupposti affinché l'azienda cambi opinione e rinunci a chiudere il sito piombinese». «Ci aspettiamo già nel corso del consiglio comunale l' annuncio del mantenimento del tubificio - continua Gabrielli - ma questo non potrà bastare. Serve un piano industriale che sia in grado di riqualificare il sito piombinese sia dal punto di vista produttivo che logistico».
I possibili scenari per gli stabilimenti Tenaris Dalmine assumeranno forme più chiare il prossimo 28 ottobre, quando l'azienda, i sindacati nazionali e i responsabili delle istituzioni interessate parteciperanno al tavolo convocato dal ministro dello sviluppo economico Scajola.
«Il passaggio con il governo sarà fondamentale - commenta il segretario provinciale Fim, Fausto Fagioli - le recenti dichiarazioni rilasciate dall'azienda e la presenza dei responsabili Tenaris a tutti gli incontri tenuti in questi giorni, fanno sperare che sia nello stesso interesse del gruppo mantenere in vita, a certe condizioni, il sito piombinese. Voglio essere ottimista, nei prossimi giorni l'azienda potrebbe ridurre l'impatto su Piombino, ripensando alla chiusura del tubificio». La sensazione comune è che tuttavia non sarà l'incontro di stamani a sciogliere i dubbi sul futuro dello stabilimento. «Credo che l'azienda confermerà il piano già annunciato - spiega Fabrizio Toninelli, responsabile Uilm - le vere intenzioni di Tenaris si capiranno il 28 ottobre, nel corso dell'incontro con il governo. Riguardo alle bonifiche la rivisitazione del piano per la Mise implicherebbe un netto abbassamento dei costi, ma è chiaro che l'azienda dovrà chiarire cosa intende fare del tubificio anche sotto l'aspetto della produzione».
Nel pomeriggio di oggi l'incontro in programma il 28 ottobre sul destino della Dalmine è stato oggetto del dibattito alla Camera dei deputati, nel "question time" avviato alle 15. «Il governo ha ben presente la vertenza Tenaris Dalmine - ha spiegato il ministro del Welfare, Roberto Sacconi - vogliamo quanto più favorire il confronto tra le parti, che deve avere come obiettivo quello di modificare quel piano industriale e le sue ricadute occupazionali. Serve un piano che renda compatibili gli obiettivi di crescita dell'azienda con quelli del suo radicamento nel territorio nazionale».
Una presa di posizione che non ha conquistato la fiducia di Silvia Velo (Pd). «Per i lavoratori ci sono solo promesse - spiega - il ministro Sacconi ha annunciato l'incontro tra le parti, ma in assenza di impegni chiari da parte del governo. In particolare preoccupano molto i tagli massicci alle risorse per le bonifiche che incidono sul futuro dell'azienda».
Una disponibilità che l'azienda concede a patto che siano cambiate alcune condizioni su nodi quali le bonifiche ambientali, infrastrutture, porto e viabilità. Gli argomenti trattati nell'incontro di oggi saranno analizzati alnel consiglio comunale tematico in programma domani, a cui parteciperanno i sindacati, l'azienda, le associazioni di categoria e le istituzioni coinvolte.
«L'azienda ci illustrerà i dettagli del piano industriale e nello specifico della situazione di Piombino - spiega il segretario provinciale Fiom Luciano Gabrielli - visto l'impegno delle istituzioni e le manifestazioni dei lavoratori, credo che ci siano i presupposti affinché l'azienda cambi opinione e rinunci a chiudere il sito piombinese». «Ci aspettiamo già nel corso del consiglio comunale l' annuncio del mantenimento del tubificio - continua Gabrielli - ma questo non potrà bastare. Serve un piano industriale che sia in grado di riqualificare il sito piombinese sia dal punto di vista produttivo che logistico».
I possibili scenari per gli stabilimenti Tenaris Dalmine assumeranno forme più chiare il prossimo 28 ottobre, quando l'azienda, i sindacati nazionali e i responsabili delle istituzioni interessate parteciperanno al tavolo convocato dal ministro dello sviluppo economico Scajola.
«Il passaggio con il governo sarà fondamentale - commenta il segretario provinciale Fim, Fausto Fagioli - le recenti dichiarazioni rilasciate dall'azienda e la presenza dei responsabili Tenaris a tutti gli incontri tenuti in questi giorni, fanno sperare che sia nello stesso interesse del gruppo mantenere in vita, a certe condizioni, il sito piombinese. Voglio essere ottimista, nei prossimi giorni l'azienda potrebbe ridurre l'impatto su Piombino, ripensando alla chiusura del tubificio». La sensazione comune è che tuttavia non sarà l'incontro di stamani a sciogliere i dubbi sul futuro dello stabilimento. «Credo che l'azienda confermerà il piano già annunciato - spiega Fabrizio Toninelli, responsabile Uilm - le vere intenzioni di Tenaris si capiranno il 28 ottobre, nel corso dell'incontro con il governo. Riguardo alle bonifiche la rivisitazione del piano per la Mise implicherebbe un netto abbassamento dei costi, ma è chiaro che l'azienda dovrà chiarire cosa intende fare del tubificio anche sotto l'aspetto della produzione».
Nel pomeriggio di oggi l'incontro in programma il 28 ottobre sul destino della Dalmine è stato oggetto del dibattito alla Camera dei deputati, nel "question time" avviato alle 15. «Il governo ha ben presente la vertenza Tenaris Dalmine - ha spiegato il ministro del Welfare, Roberto Sacconi - vogliamo quanto più favorire il confronto tra le parti, che deve avere come obiettivo quello di modificare quel piano industriale e le sue ricadute occupazionali. Serve un piano che renda compatibili gli obiettivi di crescita dell'azienda con quelli del suo radicamento nel territorio nazionale».
Una presa di posizione che non ha conquistato la fiducia di Silvia Velo (Pd). «Per i lavoratori ci sono solo promesse - spiega - il ministro Sacconi ha annunciato l'incontro tra le parti, ma in assenza di impegni chiari da parte del governo. In particolare preoccupano molto i tagli massicci alle risorse per le bonifiche che incidono sul futuro dell'azienda».
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