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LA CRISI SIDERURGICA
Dalmine, la Tenarisapre al confronto sul futuro del tubificio
Luca Centini
Un vertice in Regione per approfondire gli aspetti legati alla vertenza Tenaris Dalmine. Ieri i vertici dell'azienda hanno partecipato all'incontro convocato dall'assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini. Presente il sindaco Gianni Anselmi, il presidente della Provincia Giorgio Kutufà e l'assessore provinciale al lavoro Ringo Anselmi
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PIOMBINO. Un vertice in Regione per approfondire gli aspetti legati alla vertenza Tenaris Dalmine. Ieri i vertici dell'azienda hanno partecipato all'incontro convocato dall'assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini. Presente il sindaco Gianni Anselmi, il presidente della Provincia Giorgio Kutufà e l'assessore provinciale al lavoro Ringo Anselmi.
La riunione ha riaperto il confronto tra azienda e istituzioni, riaccendendo le speranze legate al mantenimento del sito piombinese. «Registriamo una disponibilità di Tenaris Dalmine a ripensare e trattare le sue intenzioni di chiusura del tubificio - spiega l'assessore al lavoro Gianfranco Simoncini - a patto che siano cambiate alcune condizioni su cui possiamo lavorare come enti locali. Ribadiamo la nostra disponibilità a mettere in campo tutti gli strumenti per mantenere la presenza del tubificio».
Sul piatto ci sono gli interventi su infrastrutture, porto e viabilità, oltre al tema delle bonifiche ambientali, una delle cause centrali del piano di ristrutturazione presentato dall'azienda. «Su infrastrutture e porto esistono progetti in stato di avanzamento - spiega Simoncini - quanto alla situazione ambientale invierò, in accordo con l'assessore all'ambiente Bramerini, una lettera ai ministeri dell'Ambiente e Sviluppo economico per riavviare il confronto sui piani di messa in sicurezza e bonifiche, valutando le possibilità a disposizione per abbattere i costi».
Il coinvolgimento diretto del governo è una delle priorità individuate da Regione, Provincia e Comune che il 28 ottobre saranno ricevuti dal ministro Scajola, in un vertice aperto alla partecipazione dei sindacati nazionali e dei vertici aziendali.
«Con la lettera concordata con Regione e Provincia e inviata al ministero dell'Ambiente vogliamo far ripartire il tavolo per la Mise - spiega il sindaco Gianni Anselmi - l'obiettivo è rivisitare complessivamente l'accordo sulle bonifiche, svuotato in precedenza da Tremonti con l'azzeramento dei fondi Fas».
Oneri per le bonifiche ambientali che sono stati indicati dall'amministratore delegato del gruppo Tenaris, Vincenzo Capranzano, tra le cause principali alla base del piano di ristrutturazione annunciato dall'azienda. Un piano motivato inoltre dalla riduzione dei volumi produttivi e dalle caratteristiche specifiche del sito piombinese, che in questa fase soffre in modo particolare la concorrenza nei mercati internazionali.
«Offriamo un sostegno pubblico ma in un quadro in cui l'azienda ci metta del suo - commenta il sindaco - il tema della Dalmine può essere un detonatore utile a far ripartire il tavolo sulle bonifiche, ma ciò non esime Tenaris Dalmine dal giocare un ruolo aziendale chiaro. Noi abbiamo sviluppato un dibattito sfociato nell'accordo di pianificazione e nell'attivazione di importanti finanziamenti pubblici. E'la parte privata che si è tirata indietro per effetto della crisi, fino a quando il settore siderurgico ha fatto profitti da capogiro questi problemi non sono mai stati posti».
La riunione ha riaperto il confronto tra azienda e istituzioni, riaccendendo le speranze legate al mantenimento del sito piombinese. «Registriamo una disponibilità di Tenaris Dalmine a ripensare e trattare le sue intenzioni di chiusura del tubificio - spiega l'assessore al lavoro Gianfranco Simoncini - a patto che siano cambiate alcune condizioni su cui possiamo lavorare come enti locali. Ribadiamo la nostra disponibilità a mettere in campo tutti gli strumenti per mantenere la presenza del tubificio».
Sul piatto ci sono gli interventi su infrastrutture, porto e viabilità, oltre al tema delle bonifiche ambientali, una delle cause centrali del piano di ristrutturazione presentato dall'azienda. «Su infrastrutture e porto esistono progetti in stato di avanzamento - spiega Simoncini - quanto alla situazione ambientale invierò, in accordo con l'assessore all'ambiente Bramerini, una lettera ai ministeri dell'Ambiente e Sviluppo economico per riavviare il confronto sui piani di messa in sicurezza e bonifiche, valutando le possibilità a disposizione per abbattere i costi».
Il coinvolgimento diretto del governo è una delle priorità individuate da Regione, Provincia e Comune che il 28 ottobre saranno ricevuti dal ministro Scajola, in un vertice aperto alla partecipazione dei sindacati nazionali e dei vertici aziendali.
«Con la lettera concordata con Regione e Provincia e inviata al ministero dell'Ambiente vogliamo far ripartire il tavolo per la Mise - spiega il sindaco Gianni Anselmi - l'obiettivo è rivisitare complessivamente l'accordo sulle bonifiche, svuotato in precedenza da Tremonti con l'azzeramento dei fondi Fas».
Oneri per le bonifiche ambientali che sono stati indicati dall'amministratore delegato del gruppo Tenaris, Vincenzo Capranzano, tra le cause principali alla base del piano di ristrutturazione annunciato dall'azienda. Un piano motivato inoltre dalla riduzione dei volumi produttivi e dalle caratteristiche specifiche del sito piombinese, che in questa fase soffre in modo particolare la concorrenza nei mercati internazionali.
«Offriamo un sostegno pubblico ma in un quadro in cui l'azienda ci metta del suo - commenta il sindaco - il tema della Dalmine può essere un detonatore utile a far ripartire il tavolo sulle bonifiche, ma ciò non esime Tenaris Dalmine dal giocare un ruolo aziendale chiaro. Noi abbiamo sviluppato un dibattito sfociato nell'accordo di pianificazione e nell'attivazione di importanti finanziamenti pubblici. E'la parte privata che si è tirata indietro per effetto della crisi, fino a quando il settore siderurgico ha fatto profitti da capogiro questi problemi non sono mai stati posti».
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