INCIDENTE
Muore nel fuori strada ad Acquabona
Un urto violentissimo. Le auto che vanno in testacoda e finiscono contro la siepe a bordo strada. Il Suzuki Vitara, con a bordo la famiglia Hamm, si schianta contro un pino e precipita nella scarpata, sul campo da golf. La Wolkswagen Bora finisce la sua corsa contro le siepi. Nello scontro perde la vita Susanne Ingrid Hamm, 46 anni
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PORTOFERRAIO. Un urto violentissimo. Le auto che vanno in testacoda e finiscono contro la siepe a bordo strada. Il Suzuki Vitara, con a bordo la famiglia Hamm, si schianta contro un pino e precipita nella scarpata, sul campo da golf. La Wolkswagen Bora finisce la sua corsa contro le siepi. Nello scontro perde la vita Susanne Ingrid Hamm, 46 anni. Gravissimo il marito Udo Valentin Hamm, 57 anni, trasferito d'urgenza a Livorno.
In ospedale, fortunatamente non grave, anche il figlio della coppia tedesca, in vacanza nella villa di Ripitino a Capoliveri, Nicolas (19 anni), e l'uomo alla guida della Wolkswagen, Nuri Gergesci, imprenditore edile di 31 anni residente a Lido di Capoliveri. Nonostante il grave trauma cranico le sue condizioni non destano preoccupazioni. Illesa, infine, la ragazza che viaggiava con lui, di nazionalità rumena.
Sono da poco passate le tre del pomeriggio. Una domenica di inizio autunno che la famiglia tedesca aveva deciso di trascorrere al golf Acquabona. Prima di raggiungere i campi, che si affacciano sulla provinciale tra Portoferraio e Porto Azzurro, si fermano all'ufficio di segretaria dell'impianto sportivo, chiedono alcune informazioni. Poi risalgono in macchina, ancora pochi metri per raggiungere il parcheggio del campo scuola. Udo Valentin Hamm è alla guida, deve svoltare a sinistra e non si accorge che alle sue spalle sta arrivando l'auto guidata dal giovane albanese che ha già cominciato il sorpasso. Inutile la frenata: lo schianto è violento, la carambola spinge le auto fuori strada, Susanne Ingrid Hamm, seduta sul sedile posteriore del piccolo fuoristrada viene sbalzata fuori, il marito resta incastrato tra le lamiere.
In pochi minuti, sul posto, arrivano le ambulanze della Misericordia di Porto Azzurro, della Croce Verde di Portoferraio e della Pubblica assistenza di Capoliveri, insieme a carabinieri e vigili del fuoco. Il medico della Croce verde tenta la rianimazione di Susanne. Troppo grave, però, la lesione celebrare: il violento urto le ha fracassato il cranio. Il marito della vittima, immediatamente trasferito in ospedale, è in coma e lotta tra la vita e la morte. I medici hanno lavorato l'intera giornata per cercare di stabilizzare le sue gravi condizioni, dovute a serie lezioni celebrali e polmonari e intorno alle 20 è stato allertato l'elisoccorso che ha trasferito l'uomo all'ospedale di Livorno. Solo un trauma facciale per il figlio diciannovenne della coppia tedesca soccorso, oltre che dai medici, anche dai vicini di casa della famiglia, molto conosciuta a Capoliveri.
L'albanese, che ieri si era fatto prestare la macchina da un amico rumeno per portare in giro la fidanzata, è stato sottoposto ai test per verificare se, prima di mettersi alla guida, avesse assunto sostanze stupefacenti o alcool. I risultati delle analisi saranno a disposizione soltanto oggi.
Dai primi rilievi, effettuati dai carabinieri, sembra che la Wolkswagen procedesse a velocità sostenuta. La strada che costeggia il campo da Golf è un lungo rettilineo che invita a premere sull'acceleratore. Una circostanza, in questo caso, purtroppo fatale.
V.L
In ospedale, fortunatamente non grave, anche il figlio della coppia tedesca, in vacanza nella villa di Ripitino a Capoliveri, Nicolas (19 anni), e l'uomo alla guida della Wolkswagen, Nuri Gergesci, imprenditore edile di 31 anni residente a Lido di Capoliveri. Nonostante il grave trauma cranico le sue condizioni non destano preoccupazioni. Illesa, infine, la ragazza che viaggiava con lui, di nazionalità rumena.
Sono da poco passate le tre del pomeriggio. Una domenica di inizio autunno che la famiglia tedesca aveva deciso di trascorrere al golf Acquabona. Prima di raggiungere i campi, che si affacciano sulla provinciale tra Portoferraio e Porto Azzurro, si fermano all'ufficio di segretaria dell'impianto sportivo, chiedono alcune informazioni. Poi risalgono in macchina, ancora pochi metri per raggiungere il parcheggio del campo scuola. Udo Valentin Hamm è alla guida, deve svoltare a sinistra e non si accorge che alle sue spalle sta arrivando l'auto guidata dal giovane albanese che ha già cominciato il sorpasso. Inutile la frenata: lo schianto è violento, la carambola spinge le auto fuori strada, Susanne Ingrid Hamm, seduta sul sedile posteriore del piccolo fuoristrada viene sbalzata fuori, il marito resta incastrato tra le lamiere.
In pochi minuti, sul posto, arrivano le ambulanze della Misericordia di Porto Azzurro, della Croce Verde di Portoferraio e della Pubblica assistenza di Capoliveri, insieme a carabinieri e vigili del fuoco. Il medico della Croce verde tenta la rianimazione di Susanne. Troppo grave, però, la lesione celebrare: il violento urto le ha fracassato il cranio. Il marito della vittima, immediatamente trasferito in ospedale, è in coma e lotta tra la vita e la morte. I medici hanno lavorato l'intera giornata per cercare di stabilizzare le sue gravi condizioni, dovute a serie lezioni celebrali e polmonari e intorno alle 20 è stato allertato l'elisoccorso che ha trasferito l'uomo all'ospedale di Livorno. Solo un trauma facciale per il figlio diciannovenne della coppia tedesca soccorso, oltre che dai medici, anche dai vicini di casa della famiglia, molto conosciuta a Capoliveri.
L'albanese, che ieri si era fatto prestare la macchina da un amico rumeno per portare in giro la fidanzata, è stato sottoposto ai test per verificare se, prima di mettersi alla guida, avesse assunto sostanze stupefacenti o alcool. I risultati delle analisi saranno a disposizione soltanto oggi.
Dai primi rilievi, effettuati dai carabinieri, sembra che la Wolkswagen procedesse a velocità sostenuta. La strada che costeggia il campo da Golf è un lungo rettilineo che invita a premere sull'acceleratore. Una circostanza, in questo caso, purtroppo fatale.
V.L
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