Il Tirreno

Confronto con i sindacalisti

«Dalmine, chiusura inaccettabile»

Giorgio Pasquinucci

L'assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini incontrerà domani a Firenze i massimi dirigenti della Tenaris-Dalmine per discutere il piano dei tagli presentato dall'azienda: 1.024 esuberi nel gruppo su 2.814 dipendenti e chiusura del tubificio piombinese

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PIOMBINO. L'assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini incontrerà domani a Firenze i massimi dirigenti della Tenaris-Dalmine per discutere il piano dei tagli presentato dall'azienda: 1.024 esuberi nel gruppo su 2.814 dipendenti e chiusura del tubificio piombinese.
E proprio ieri Simoncini (candidato per Bersani all'assemblea nazionale del Pd) ha incontrato, insieme al segretario regionale del partito Andrea Manciulli (in corsa per la riconferma sempre nella lista Bersani), i rappresentanti delle Rsu Dalmine. All'incontro, introdotto dal segretario della Federazione Matteo Tortolini, erano presenti anche l'onorevole Luca Sani.
Le posizioni del sindacato sul piano Dalmine sono state ricapitolate dal segretario della Fiom Luciano Gabrielli. «Abbiamo posto all'azienda due condizioni - ha detto - L'impegno a non chiudere nessuno degli stabilimenti del gruppo e investimenti in tutti i settori di attività, compreso quello dei tubi medio-piccoli che vorrebbe abbandonare alla concorrenza cinese».
Il sindacato torna dunque a chiedere che l'azienda di investire per realizzare un polo logistico verso il qual far convergere le produzioni Tenaris dirette all'Europa. «E' una condizione questa - ha ribadito Gabrielli - anche per mantenere l'attività produttiva del tubificio piombinese».
Sul tappeto, ovviamente, anche il problema delle bonifiche, sul quale Gabrielli ha chiamato in causa il governo, a suo giudizio assente nelle politiche industriali. «E' stato giusto, negli accordi firmati dalle istituzioni, prevedere che gli investimenti delle aziende concorressero ad abbattere i costi delle bonifiche, ma il problema è che oggi non ci sono investimenti e il governo deve intervenire».
«Piombino è l'unico stabilimento europeo della Tenaris sul mare - ha spiegato Gabrielli - e ci sono tutte le condizioni, compreso l'impegno delle istituzioni per lo sviluppo del porto e la viabilità, per realizzare il polo logistico».
«I problemi per il tubificio di Piombino - ha sostenuto il segretario della Uilm Fabrizio Toninelli - sono iniziati prima della crisi siderurgica: L'azienda in questi anni non ha fatto investimenti per rinnovare e, nonostante si parli dal 2004 del polo logistico, preferisce ancora mantenere un magazzino in affitto a Carrara».
«E' necessario richiamare il governo alle sue responsabilità - ha replicato l'assessore Simoncini. Il piano Tenaris-Dalmine mette in discussione la presenza del Gruppo in Italia ed è quindi una questione nazionale. Non è accettabile la chiusura di uno stabilimento che ha fatto la storia del territorio e non devono essere disperse le professionalità dei lavoratori».
La Regione dirà dunque ai dirigenti Dalmine (all'incontro parteciperà anche l'assessore all'ambiente Annarita Bramerini) di essere disponibile ad aprire un tavolo nazionale sulle bonifiche, ribadendo tuttavia che «vanno comunque fatte e non c'è disponibilità a scambiare il risanamento ambientale con qualcos'altro. Bisogna tuttavia pensare alla necessità di mettere in gioco risorse pubbliche e predisporre un piano sostenibile».
Ma le informazioni che l'assessore Bramerini ha dato alla giunta regionale sulle bonifiche non sono davvero positive. «I soldi non ci sono più, il governo - ha riferito Simoncini - ha distolto dirottato le risorse agli interventi anticrisi, lasciando solo una promessa di rifinanziamento».
Anche per Matteo Tortolini il caso Dalmine è di interesse nazionale ed il principale obiettivo è quello di mantenere il sito produttivo. «E' in corso la rimodulazione dell'accordo di Bagnoli e si sta accelerando anche sulla 398. Ma sarebbe un errore se non si saldasse lo sviluppo al risanamento ambientale».
Andrea Manciulli si è dichiarato molto preoccupato delle ricadute sociali della crisi, che a suo giudizio imporranno l'intera ricostruzione welfare, poiché aumenteranno sempre di più la richiesta di case, servizi all'infanzia, assistenza agli anziani. «Salvare la dimensione produttiva del Paese è la priorità», ha sostenuto Manciulli, annunciando tra l'altro che incontrerà in questi giorni il segretario del Pd lombardo Maurizio Mattina per mettere a punto risposte comuni sul caso Dalmine.

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