Il Tirreno

BILANCI COMUNALI A CONFRONTO

S. Vincenzo fa pagare le tasse più alteCampiglia, spese giù

Tiziano Rugi
S. Vincenzo fa pagare le tasse più alteCampiglia, spese giù

Il verdetto sembra chiaro: in Val di Cornia il Comune che spende di più per fornire servizi ai suoi cittadini è San Vincenzo; quello più attento ai vincoli di bilancio è Piombino, dove ogni anno si cerca di limitare la crescita della spesa pubblica e ridurre i costi della macchina burocratica

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PIOMBINO. Il verdetto sembra chiaro: in Val di Cornia il Comune che spende di più per fornire servizi ai suoi cittadini è San Vincenzo; quello più attento ai vincoli di bilancio è Piombino, dove ogni anno si cerca di limitare la crescita della spesa pubblica e ridurre i costi della macchina burocratica.

La classifica esce fuori incrociando i dati dei bilanci dei maggiori Comuni della Val di Cornia degli ultimi due anni. Una serie di cifre che permettono di capire chi spreca meno soldi, chi investe di più in servizi sociali, quanto una città punti sulle tasse o sulla buona gestione delle società partecipate. Le cifre dei bilanci sono state divise per il numero di abitanti di ciascun comune, di modo che è possibile fare un confronto sui dati pro capite, non influenzati dalla grandezza del comune.

Una degli esempi è quello che misura le spese per il funzionamento della macchina comunale, cioè la parte delle risorse pubbliche usate per pagare i dipendenti e tenere a regime gli uffici. Negli ultimi anni Piombino e Campiglia hanno ridotto le spese per il personale, che restano tuttavia circa il 38% delle spese totali, cioe circa 300 euro per ogni abitante. Percentuale alta se si considera che grandi città come Venezia, Torino e Roma utilizzano solo il 20% del bilancio a disposizione, mentre solo Napoli e Palermo spendono oltre un terzo di tutto il portafoglio in questo settore.

Altra graduatoria è quella che calcola il peso delle entrate extratributarie rispetto al totale. Al netto di tasse, imposte e trasferimenti dallo Stato e dalle Regioni, i Comuni incassano soldi dal loro patrimonio immobiliare, dalle aziende che controllano, dalle rette degli asili nidi e, non da ultimo, dalle multe: se i vigili più attivi sono quelli di Piombino, con introiti annuali in multe di 43 euro pro capite (dati del bilancio 2008), il sindaco più attento nello sfruttamento delle entrate extratributarie nel 2009 è quello di San Vincenzo.

I numeri mettono in evidenza anche le scelte politiche delle giunte. Nella Val di Cornia il Comune più "vessatorio" è San Vincenzo: tra Ici, addizionale Irpef e surplus sul consumo di energia elettrica i contribuenti pagano quasi il doppio rispetto a un cittadino di Piombino, 642 euro contro i 335 versati ogni anno da un piombinese. Soldi che comunque San Vincenzo reinveste per fornire servizi ai cittadini, perchè è al primo posto per quanto riguarda la spesa pro-capite (dunque non influenzata dalla grandezza della città) in istruzione, welfare, sicurezza e ambiente, settore questo dove invece Piombino ha ridotto le spese del 12% dal 2008 al 2009.

Un dato che emerge uguale per tutti i comuni della zona è il costante aumento delle spese correnti, soprattutto per la scuola, gli asili nido e i servizi per gli anziani, con un incremento mai al di sotto del 7%. Unica eccezione Campiglia, che ha ridotto gli investimenti per la sicurezza del 5,7% rispetto al 2008, passando da una spesa di 63 euro pro capite a 57. Spiccioli, che rappresentano però una scelta in controtendenza.

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