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Droga

Tre chili di droga sul furgone del mercato

Valentina Landucci
Tre chili di droga sul furgone del mercato

Tre chili di hashish sequestrati dagli uomini della guardia di finanza a un marocchino di 32 anni, Abdellatif El Karkouri, appena sbarcato da un traghetto a Portoferraio. Erano ben nascosti in una borsa da donna, una delle 200 contenute nel furgone carico di accessori per l'abbigliamento destinati al mercato settimanale portoferraiese

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PORTOFERRAIO. Tre chili di hashish sequestrati dagli uomini della guardia di finanza a un marocchino di 32 anni, Abdellatif El Karkouri, appena sbarcato da un traghetto a Portoferraio. Erano ben nascosti in una borsa da donna, una delle 200 contenute nel furgone carico di accessori per l'abbigliamento destinati al mercato settimanale portoferraiese.
L'uomo, un clandestino senza licenza per la vendita ambulante, è finito in manette. E oltre alla droga le Fiamme Gialle, al comando del capitano Marco Marricchi, hanno sequestrato il furgone (di proprietà di un altro cittadino marocchino) e tutta la merce a bordo. Come detto 200 borse, insieme a 25 cappelli, 11 cinture, 50 portachiavi, 42 borselli, 126 paia di occhiali, 50 paia di scarpe. Al "bottino" dei finanziari si aggiungono anche due telefoni cellulari e 525 euro.
Il carico di fatto era una copertura. L'ambulante clandestino doveva sì andare al mercato. Ma lo scopo principale del viaggio era quello di piazzare sul mercato della droga elbano i 3 chili di droga: circa 10mila dosi che avrebbero fruttato qualcosa come 140mila euro.
L'uomo è stato fermato dai finanziari appena sbarcato sull'isola. Ignari del contenuto della borsa da donna, confusa tra le tante altre nel furgone, i finanziari lo hanno accompagnato in caserma per verificare se la merce a bordo del furgone era contraffatta e perché il marocchino era sprovvisto del permesso di soggiorno.
Dai successivi accertamenti, sulla base delle impronte digitali, è emerso che il trentaduenne si trovava da tempo illegalmente in Italia e che nei suoi confronti era già stato emesso un ordine di espulsione da parte del questore di Bologna.
Negli anni era riuscito a evitare l'espulsione (era fuggito anche da un centro di identificazione e accoglienza) anche fornendo alle forze dell'ordine numerosi alias. Ad inchiodarlo sono stati i finanziari di Portoferraio e, naturalmente, le sue impronte digitali contenute nella banca dati delle forze dell'ordine.
Come accertato dalle Fiamme gialle, però, non era tanto la condizione di clandestino a innervosire l'uomo, per la quale rischia comunque da uno a quattro anni di reclusione. Piuttosto a mettere in agitazione il marocchino era l'hashish nascosto nel furgone, poi perquisito dai finanziari, insospettiti dal comportamento del giovane.
E' stato necessario scaricare l'intera merce e aprire una a una le borse destinate al mercato settimanale prima di scoprire i tre chili di droga: 30 panetti marchiati con una stella a cinque punte, probabile contrassegno d'origine della droga: il Marocco.

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