Il Tirreno

Caso Toremar

Scontro sulla privatizzazione

Turisti in banchina in attesa di imbarco
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Turisti in banchina in attesa di imbarco

Per Bosi e Fratini l'unica garanzia sui servizi essenziali è una società mista con la partecipazione pubblica della Regione

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PORTOFERRAIO. La Regione non sarà mai un armatore. E con questo si chiude la discussione rispetto alla nascita di una società mista, pubblico-privata. Toremar verrà gestita da un privato (la base d'asta è di 15 milioni di euro stando alle stime della Regione) che potrebbe diventare proprietario dell'intera flotta.
Buone e cattive notizie dalla riunione di ieri a Firenze tra l'assessore regionale ai trasporti, Riccardo Conti, i sindaci elbani, l'unione dei Comuni, la Provincia e l'Autorità portuale. Buone perché finalmente una bozza di convenzione con il Ministero dei trasporti per il trasferimento di Toremar alla Regione c'è. Cattive perché le prospettive di gestione spaccano in due il fronte elbano. Da un lato i sostenitori della linea Conti: flotta e gestione dei servizi ai privati, come prevede che accada il sindaco di Portoferraio, Roberto Peria. Dall'altro i promotori della nascita di una società pubblico privata a garanzia dei servizi per i cittadini. Una tesi ribadita nell'incontro fiorentino da Giovanni Fratini, assessore di Rio Elba. Fratini porta gli esempi di Campania e Sardegna che, con le rispettive compagnie regionali, hanno intrapreso un percorso diverso «previsto dall'Unione Europea - spiega - e ora contenuto in un decreto legge: la costituzione di una società a capitale misto per garantire servizi che, per questo territorio, sono vitali. Non si tratta solo del traghetto per andare in ospedale a Piombino o consentire al ragazzo che studia all'università di tornare a casa. Parliamo anche dei collegamenti vitali per l'economia di questo territorio, per far sì che i nostri figli scelgano di continuare ad abitarci». Garanzie su questo fronte, per Fratini, può dare una società mista, non un privato, non un contratto di servizio, per quanto ben impostato. Una posizione condivisa dal sindaco di Rio Marina, Fancesco Bosi. «Una presenza pubblica - afferma Bosi - a garanzia di un servizio pubblico. La Regione non vuole gestire? Almeno discutiamo della flotta di cui potrebbe rimanere proprietaria». Già, la flotta. Per la quale Conti annuncia di aver attivato la possibilità di finanziamenti pubblici per rinnovarla. Finanziamenti di cui di fatto andrebbe a beneficiare il gestore privato.
«Quella sulle navi - spiega Claudio Della Lucia, presidente dell'Unione dei Comuni - è una valutazione tutt'ora in corso. Intanto siamo soddisfatti del percorso intrapreso rispetto allo spacchettamento. Ci sono ancora questioni da chiarire, come i debiti della società e il personale. Lavoriamo perché al territorio siano garantiti i servizi minimi che, stando alle anticipazioni di Conti, saranno diversi e maggiori degli attuali».
Servizi e occupazione i punti che stanno più a cuore a Roberto Peria. «Non ho dubbi sul fatto che la gestione debba essere provata - spiega - dobbiamo ancora capire cosa sia più conveniente fare per la flotta, se venderla o meno». Su una cosa, comunque, tutti gli enti sembrano essere d'accordo: la necessità di coinvolgere l'Elba in tutte le fasi che porteranno alla privatizzazione.

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