Sicurezza
Antonio Di Pietro alla Lucchini
«Fabbriche in crisi, e il governo difende le banche»
Luca Centini
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La visita di Antonio Di Pietro alla LucchiniUna visita lampo nel pomeriggio, per tastare con mano i problemi legati alla crisi delle aziende siderurgiche del nostro territorio. Antonio di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, è arrivato a Piombino intorno alle 17
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PIOMBINO. Una visita lampo nel pomeriggio, per tastare con mano i problemi legati alla crisi delle aziende siderurgiche del nostro territorio. Antonio di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, è arrivato a Piombino intorno alle 17.
Ad attenderlo di fronte all'entrata della Lucchini un manipolo di simpatizzanti, responsabili delle forze dell'ordine, aziende e sindacati. Di Pietro è intervenuto sul palco improvvisato di fronte alla portineria e si è addentrato in un breve giro nello stabilimento, per poi sedersi a un tavolo col direttore delle risorse umane Enzo Di Martino e col direttore dello stabilimento Marcello Calcagni. Sorrisi e strette di mano, poi una domanda per rompere il ghiaccio: «Com'è questa situazione?».
In pochi minuti l'ex pm si è trovato immerso nei problemi che, da mesi, affliggono un territorio scosso da cassa integrazione, esuberi, chiusure degli stabilimenti e cali repentini delle produzioni.
«Oggi sono a Piombino, come nei giorni scorsi ero a Napoli, Torino, Palermo e Venezia - spiega di Pietro - il problema della crisi industriale si aggiunge alla crisi finanziaria e più in generale a una crisi di sistema. Sappiamo che non c'è cura in Italia alla crisi di sistema, perché il governo Berlusconi sta tutelando il sistema bancario e il sistema delle grandi imprese, ma non sta difendendo l'occupazione. Abbiamo scelto di intraprendere questa battaglia a difesa dei posti di lavoro, perché è una battaglia di legalità e di giustizia sociale, che mette al primo posto la dignità della persona, oltre che il diritto di arrivare a fine mese». Concluso il tour all'interno della Lucchini, Di Pietro ha raggiunto il porto per incontrare i lavoratori della compagnia portuali e in serata ha preso parte al convegno con i dirigenti e amministratori locali Idv e con una rappresentanza dei lavoratori Magona e Dalmine.
Ed è proprio riguardo alla delicata situazione della Dalmine che il partito, per voce del responsabile welfare Maurizio Zipponi, mostra il lato più duro: «Il governo deve chiamare una multinazionale come quella dei fratelli Rocca e dirgli che, oltre ad avere i soldi nei paradisi fiscali, facciano gli imprenditori e tornino a investire nel prodotto italiano. Per ogni problema, se c'è la voglia, c'è anche una soluzione. E' necessario però che il governo faccia il suo mestiere».
Ad attenderlo di fronte all'entrata della Lucchini un manipolo di simpatizzanti, responsabili delle forze dell'ordine, aziende e sindacati. Di Pietro è intervenuto sul palco improvvisato di fronte alla portineria e si è addentrato in un breve giro nello stabilimento, per poi sedersi a un tavolo col direttore delle risorse umane Enzo Di Martino e col direttore dello stabilimento Marcello Calcagni. Sorrisi e strette di mano, poi una domanda per rompere il ghiaccio: «Com'è questa situazione?».
In pochi minuti l'ex pm si è trovato immerso nei problemi che, da mesi, affliggono un territorio scosso da cassa integrazione, esuberi, chiusure degli stabilimenti e cali repentini delle produzioni.
«Oggi sono a Piombino, come nei giorni scorsi ero a Napoli, Torino, Palermo e Venezia - spiega di Pietro - il problema della crisi industriale si aggiunge alla crisi finanziaria e più in generale a una crisi di sistema. Sappiamo che non c'è cura in Italia alla crisi di sistema, perché il governo Berlusconi sta tutelando il sistema bancario e il sistema delle grandi imprese, ma non sta difendendo l'occupazione. Abbiamo scelto di intraprendere questa battaglia a difesa dei posti di lavoro, perché è una battaglia di legalità e di giustizia sociale, che mette al primo posto la dignità della persona, oltre che il diritto di arrivare a fine mese». Concluso il tour all'interno della Lucchini, Di Pietro ha raggiunto il porto per incontrare i lavoratori della compagnia portuali e in serata ha preso parte al convegno con i dirigenti e amministratori locali Idv e con una rappresentanza dei lavoratori Magona e Dalmine.
Ed è proprio riguardo alla delicata situazione della Dalmine che il partito, per voce del responsabile welfare Maurizio Zipponi, mostra il lato più duro: «Il governo deve chiamare una multinazionale come quella dei fratelli Rocca e dirgli che, oltre ad avere i soldi nei paradisi fiscali, facciano gli imprenditori e tornino a investire nel prodotto italiano. Per ogni problema, se c'è la voglia, c'è anche una soluzione. E' necessario però che il governo faccia il suo mestiere».
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