Proteste
dopo 10 anni
Dodici alloggi al posto dell'edificio esploso
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L’area del crollo in via LandiA un anno di distanza dall'abbattimento della "palazzina degli orrori" di via Landi, saltata in aria il 14 aprile 1999, ora inizia la fase della ricostruzione. La società Casalp ha pubblicato in questi giorni il bando di gara per la realizzazione di 12 nuovi alloggi
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PIOMBINO. A un anno di distanza dall'abbattimento della "palazzina degli orrori" di via Landi, saltata in aria il 14 aprile 1999, ora inizia la fase della ricostruzione. La società Casalp ha pubblicato in questi giorni il bando di gara per la realizzazione di 12 nuovi alloggi.
Oltre 800mila euro i soldi investiti in questa operazione per dare una nuova casa alle famiglie che persero la loro 10 anni fa, ed a sette nuove famiglie in lista d'attesa per averne una pubblica.
Una vicenda che, oltre ad essere lunga, è stata soprattutto molto complessa. Fin da quella mattina del 14 aprile 1999, in cui persero la vita una bambina di 4 anni, sua madre e la zia, uccisi da Simone Cantaridi che poi fece esplodere la casa per mascherare il triplice delitto con una fuga di gas. Il caso volle che al momento in cui le mura si sbriciolarono, nel palazzo si trovassero solo le vittime. Per i sopravvissuti, però, si aprì un capitolo dove la burocrazia c'ha messo del suo in più di un'occasione. All'indomani della tragedia per le altre famiglie del condominio di via Landi fu trovata una soluzione che doveva essere "tampone". In realtà quelle famiglie ritroveranno un alloggio solo a distanza di dieci anni.
La svolta della vicenda è avvenuta nel corso del 2008, quando Casalp firmò due atti decisivi davanti al notaio: l'acquisizione dell'area e l'assegnazione degli alloggi ai vecchi proprietari, operazione resa possibile sopraelevando di un piano i volumi del vecchio edificio.
Gli accordi prevedono la ricostruzione di 12 alloggi, di cui 5 andranno ai vecchi proprietari, mentre gli altri sette saranno gestiti da Casalp.
Prima di dare il via ai lavori bisognerà superare le procedure d'assegnazione dell'appalto. Il nome della ditta si conoscerà intorno agli inizi di dicembre. Poi occorreranno circa 16 mesi per tirar su il nuovo edificio.
K.G.
Oltre 800mila euro i soldi investiti in questa operazione per dare una nuova casa alle famiglie che persero la loro 10 anni fa, ed a sette nuove famiglie in lista d'attesa per averne una pubblica.
Una vicenda che, oltre ad essere lunga, è stata soprattutto molto complessa. Fin da quella mattina del 14 aprile 1999, in cui persero la vita una bambina di 4 anni, sua madre e la zia, uccisi da Simone Cantaridi che poi fece esplodere la casa per mascherare il triplice delitto con una fuga di gas. Il caso volle che al momento in cui le mura si sbriciolarono, nel palazzo si trovassero solo le vittime. Per i sopravvissuti, però, si aprì un capitolo dove la burocrazia c'ha messo del suo in più di un'occasione. All'indomani della tragedia per le altre famiglie del condominio di via Landi fu trovata una soluzione che doveva essere "tampone". In realtà quelle famiglie ritroveranno un alloggio solo a distanza di dieci anni.
La svolta della vicenda è avvenuta nel corso del 2008, quando Casalp firmò due atti decisivi davanti al notaio: l'acquisizione dell'area e l'assegnazione degli alloggi ai vecchi proprietari, operazione resa possibile sopraelevando di un piano i volumi del vecchio edificio.
Gli accordi prevedono la ricostruzione di 12 alloggi, di cui 5 andranno ai vecchi proprietari, mentre gli altri sette saranno gestiti da Casalp.
Prima di dare il via ai lavori bisognerà superare le procedure d'assegnazione dell'appalto. Il nome della ditta si conoscerà intorno agli inizi di dicembre. Poi occorreranno circa 16 mesi per tirar su il nuovo edificio.
K.G.
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