La manifestazione
Operazpione antidroga
Scoperta la rete dello spaccio
Valentina Landucci
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La conferenza stampa sugli arresti in procura a LivornoSi rifornivano con viaggi settimanali tra l'Elba e Perugia. La rete dello spaccio, sull'isola, era ben organizzata: ad occuparsi della vendita al dettaglio sul territorio anche quattro giovani di Portoferraio, tutti denunciati a seguito di perquisizioni domiciliari
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PORTOFERRAIO. I viaggi avevano una cadenza settimanale. Un meccanismo collaudato. Furto, viaggio a Perugia, acquisto della droga e ritorno all'Elba, in taxi, per evitare controlli da parte delle forze dell'ordine. La centrale operativa, dove venivano scelte le vittime dei furti e pianificate le operazioni di acquisto e smercio delle sostanze stupefacenti, era l'abitazione elbana della famiglia Marini. Una casa di proprietà del capobanda, Marino Marini, in località La Valdana a Porto Azzurro. La rete dello spaccio, sull'isola, era ben organizzata: ad occuparsi della vendita al dettaglio sul territorio anche quattro giovani di Portoferraio, tutti denunciati a seguito di perquisizioni domiciliari.
A quarantotto ore dalla maxi operazione condotta dai carabinieri, che ha portato all'arresto di 10 componenti del clan Marini, gli inquirenti svelano nuovi retroscena dell'attività criminale che, almeno da tre anni, la famiglia di origini elbane, ma da tempo residente a Perugia, aveva organizzato.
Marino Marini, a capo della banda con i figli Andrea e Matteo, tutte le estati faceva ritorno a Porto Azzurro e gestiva il mercato della droga isolano tramite famigliari e piccoli spacciatori. Le somme necessarie all'acquisto della droga il gruppo le reperiva grazie ai furti: il più clamoroso quello alla chiesa della Misericordia, ma anche numerosi altri furti a danni di turisti italiani e stranieri. Il pool di investigatori guidato dal pm livornese Paola Rizzo è riuscito ad attribuire alla banda almeno dieci furti. Ma probabilmente, confermano i carabinieri, si tratta di non meno di 50-60 episodi del genere negli ultimi due anni.
Oltre agli arrestati, i Marini padre e figli, Ivan Markovic, fidanzato della figlia di Marino Marini, Cosmina Ciurar, fidanzata di Andrea Marini, e Marilena Barbetti, ordinanze di custodia sono state eseguite nei confronti di altri quattro portoferraiesi: Y.C. 36 anni, L.T. 26 anni, A.P. 33 anni, e C.M. 31 anni. A carico di questi ultimi due anche una denuncia per possesso di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. La droga è stata trovata all'interno delle abitazioni dei due giovani, finiti nei guai insieme ad altri due spacciatori, sempre di Portoferraio (C.C. 23 anni e L.G 38 anni) anch'essi denunciati.
Nel corso delle perquisizioni i carabinieri hanno sequestrato 5 grammi di eroina, 5 di marijuana, 5 di hashish, 10 semi di cannabis, due bilancini e un coltello. Al vaglio degli inquirenti la posizione di un'altra persona, sempre elbana, a casa della quale sarebbero stati ritrovati strumenti elettronici probabilmente rubati.
Le indagini, partite nel maggio del 2008 a seguito di alcuni decessi per overdose, sono state portate avanti attraverso appostamenti e pedinamenti, nonché il riconoscimento delle impronte digitali dei componenti del clan sui luoghi dei furti.
L'operazione di giovedì è stata portata a termine da una sessantina di militari, tra gli uomini in servizio a Portoferraio e i rinforzi arrivati da Piombino e Cecina, 20 mezzi e due unità cinofile di Firenze e San Rossore.
A quarantotto ore dalla maxi operazione condotta dai carabinieri, che ha portato all'arresto di 10 componenti del clan Marini, gli inquirenti svelano nuovi retroscena dell'attività criminale che, almeno da tre anni, la famiglia di origini elbane, ma da tempo residente a Perugia, aveva organizzato.
Marino Marini, a capo della banda con i figli Andrea e Matteo, tutte le estati faceva ritorno a Porto Azzurro e gestiva il mercato della droga isolano tramite famigliari e piccoli spacciatori. Le somme necessarie all'acquisto della droga il gruppo le reperiva grazie ai furti: il più clamoroso quello alla chiesa della Misericordia, ma anche numerosi altri furti a danni di turisti italiani e stranieri. Il pool di investigatori guidato dal pm livornese Paola Rizzo è riuscito ad attribuire alla banda almeno dieci furti. Ma probabilmente, confermano i carabinieri, si tratta di non meno di 50-60 episodi del genere negli ultimi due anni.
Oltre agli arrestati, i Marini padre e figli, Ivan Markovic, fidanzato della figlia di Marino Marini, Cosmina Ciurar, fidanzata di Andrea Marini, e Marilena Barbetti, ordinanze di custodia sono state eseguite nei confronti di altri quattro portoferraiesi: Y.C. 36 anni, L.T. 26 anni, A.P. 33 anni, e C.M. 31 anni. A carico di questi ultimi due anche una denuncia per possesso di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. La droga è stata trovata all'interno delle abitazioni dei due giovani, finiti nei guai insieme ad altri due spacciatori, sempre di Portoferraio (C.C. 23 anni e L.G 38 anni) anch'essi denunciati.
Nel corso delle perquisizioni i carabinieri hanno sequestrato 5 grammi di eroina, 5 di marijuana, 5 di hashish, 10 semi di cannabis, due bilancini e un coltello. Al vaglio degli inquirenti la posizione di un'altra persona, sempre elbana, a casa della quale sarebbero stati ritrovati strumenti elettronici probabilmente rubati.
Le indagini, partite nel maggio del 2008 a seguito di alcuni decessi per overdose, sono state portate avanti attraverso appostamenti e pedinamenti, nonché il riconoscimento delle impronte digitali dei componenti del clan sui luoghi dei furti.
L'operazione di giovedì è stata portata a termine da una sessantina di militari, tra gli uomini in servizio a Portoferraio e i rinforzi arrivati da Piombino e Cecina, 20 mezzi e due unità cinofile di Firenze e San Rossore.
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