Il Tirreno

Piombino

La beffa del 5 per mille: niente soldi

Luca Centini
Giuseppe Contrani e la sede della Misericordia
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Giuseppe Contrani e la sede della Misericordia

Destinare il cinque per mille della denuncia dei redditi alle associazioni del territorio? Un'iniziativa interessante, ammesso che i soldi arrivino veramente. La maggior parte delle associazioni locali, infatti, stanno ancora aspettando di ricevere i versamenti dei cittadini, erogati in fase di dichiarazione dei redditi

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PIOMBINO. Destinare il cinque per mille della denuncia dei redditi alle associazioni del territorio? Un'iniziativa interessante, ammesso che i soldi arrivino veramente. La maggior parte delle associazioni locali, infatti, stanno ancora aspettando di ricevere i versamenti dei cittadini, erogati in fase di dichiarazione dei redditi.
Le più fortunate hanno incassato i contributi del 2006, l'anno in cui è scattata l'iniziativa del Governo. Poi il blocco totale, causato dal ritardo non giustificato nelle procedure a carico del ministero dell'economia e delle finanze.
«Quello che sta succedendo è vergognoso - spiega il presidente della Pubblica assistenza Giuseppe Contrani - i soldi li abbiamo visti una sola volta, con il pagamento dei contributi per l'anno 2006. Da due anni non abbiamo ricevuto più un euro e dal ministero non è pervenuta alcuna giustificazione. Nella legge finanziaria varata nel 2006 non sono previste scadenze tassative per l'erogazione dei versamenti, la sensazione è che Tremonti stia sfruttando questa mancanza di trasparenza a proprio vantaggio».
In molti casi le cifre detratte dalla denuncia dei redditi dei cittadini raggiungono livelli considerevoli e rappresentano un sostegno prezioso per le attività delle associazioni no-profit del territorio. Quest'anno più di trenta realtà che spaziano dallo sport al sociale si sono iscritte nel registro del fisco per il cinque per mille. «Nel 2006 abbiamo raccolto circa 14.000 euro - spiega Contrani - ma siamo certi che la somma nel 2007 e 2008 sia cresciuta sensibilmente, grazie a un'intensa attività di informazione. Indicativamente la cifra su cui dovremmo assestare è di 15-20mila euro annuali, soldi che sarebbero una manna dal cielo per garantire qualità ed efficenza dei servizi che offriamo alla cittadinanza. Abbiamo investito molto sul 5 per mille, questi ritardi complicano la nostra programmazione».
Situazione simile vissuta dalla Misericordia di Piombino. «Abbiamo ricevuto i soldi solo una volta - spiegano dall'associazione - eppure ci siamo impegnati in un'attività di comunicazione rivolta ai cittadini. La cifra del cinque per mille è importante per una realtà come la nostra, che va avanti solo con i rimborsi della Asl e con le donazioni».
Il blocco del meccanismo del 5 per mille è stato oggetto di un'interrogazione parlamentare presentata dal deputato Pd Silvia Velo lo scorso luglio, in cui si esprimono i «notevoli disagi comportati dai ritardi da parte dell'amministrazione centrale alle organizzazioni del terzo settore che confidano in tali somme per programmare le proprie attività» e infine si chiede al ministro dell'economia Tremonti «quali siano i tempi per l'erogazione dei contributi e come si intenda procedere per ridurre l'enorme ritardo finora accumulato».
«Per adesso, nonostante le sollecitazioni, non abbiamo avuto risposta dal ministero - spiega Silvia Velo - purtroppo la questione non riguarda le singole associazioni, ma è estesa su tutto il territorio nazionale. E' evidente che dalla ragioneria dello Stato emergano problemi enormi che rischiano di mettere in ginocchio l'attività vitale, svolta dalle tante associazioni di volontariato impegnate nel sociale».

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