Il Tirreno

L’allarme di Legambiente

Il Parco rischia di scomparire

Tra le conseguenze della chiusura del Parco anche il fatto che l’isola di Pianosa diverrebbe quasi inaccessibile
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Tra le conseguenze della chiusura del Parco anche il fatto che l’isola di Pianosa diverrebbe quasi inaccessibile

I parchi? A quanto pare una specie in via di estinzione. E in tempi piuttosto rapidi. Poco più di due settimane per evitarne la scomparsa prevista dal decreto sugli enti "inutili" approvato lo scorso anno dal governo. Una sorte che potrebbe toccare anche al Parco dell'Arcipelago

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PORTOFERRAIO. I parchi? A quanto pare una specie in via di estinzione. E in tempi piuttosto rapidi. Poco più di due settimane per evitarne la scomparsa prevista dal decreto sugli enti "inutili" approvato lo scorso anno dal governo. Una sorte che potrebbe toccare anche al Parco dell'Arcipelago se da Roma non arriverà una ciambella di salvataggio. In assenza della quale tra le prime inevitabili vittime ci sarà Pianosa: niente parco, niente accessibilità all'isola visto che i nulla osta per raggiungerla dovranno essere chiesti a Roma.
A lanciare l'allarme è Legambiente nazionale. L'unica fino ad aggi ad essersi resa conto delle possibili conseguenze del provvedimento inserito nella Finanziaria dello scorso anno. Gli enti "inutili" che il governo intende cancellare sono in pratica tutti i soggetti non economici con meno di 50 dipendenti. Una definizione un po' generica che, forse per una tragica svista, comprende tutti i parchi nazionali. Quello dell'arcipelago, ad esempio, ha 25 dipendenti che, se non sarà trovata una soluzione entro il 31 ottobre, saranno costretti a trovarsi un altro lavoro. «L'assurdità di tutto questo - spiega Umberto Mazzantini, responsabile di Legambiente Arcipelago - è che andrebbero a scomparire gli enti gestori dei parchi e non i parchi in sé di cui, di conseguenza, dovrebbe andare ad occuparsi direttamente il Ministero dell'ambiente. Uno scenario a dir poco catastrofico». Un esempio? Per richiedere i nulla osta di accesso all'isola di Pianosa tutti gli interessati, a cominciare dalle agenzie di viaggio che sull'isola organizzano con frequenza gite, dovrebbero rivolgersi al Ministero. «Il che equivale - aggiunge il presidente del Parco, Mario Tozzi - a rendere inaccessibile Pianosa». Tozzi sottolinea il fatto che «dagli ultimi colloqui avuti con il Ministero era emersa la volontà di andare a risolvere definitivamente questa situazione». Cosa che, come denuncia il responsabile nazionale delle aree protette di Legambiente, Antonio Nicoletti, evidentemente non è stata fatta. «Ci informeremo - continua Tozzi - e prenderemo tutti i necessari provvedimenti».
«Credo che alla fine da Roma troveranno il modo di mettere una toppa su questo errore madornale - conclude Mazzantini - sempre che l'Italia non voglia rischiare sanzioni e fare l'ennesima brutta figura nei confronti dell'Europa intera. Certo è che uno scenario di questo tipo non sarebbe auspicabile neppure per gli antiparco: la gestione delle aree protette direttamente da Roma renderebbe tutto molto più difficile».

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