Il Tirreno

IL CASO

«Stop all'hotel di Onorato»

Luigi Cignoni
L’albergo Garden secondo il nuovo progetto in una simulazione al computer
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L’albergo Garden secondo il nuovo progetto in una simulazione al computer

Un albergo che non si ha da fare. Parola di Legambiente. Si tratta del "nuovo" hotel Garden alle Grotte di Vincenzo Onorato, armatore della compagnia Moby Lines, che avrebbe dovuto accogliere un centro benessere, beauty farm, sala congressi e una piscina esterna da 650 metri quadrati. Inoltre 36 camere con giardino o terrazza solarium

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PORTOFERRAIO. Un albergo che non si ha da fare. Parola di Legambiente. Si tratta del "nuovo" hotel Garden alle Grotte di Vincenzo Onorato, armatore della compagnia Moby Lines, che avrebbe dovuto accogliere un centro benessere, beauty farm, sala congressi e una piscina esterna da 650 metri quadrati. Inoltre 36 camere con giardino o terrazza solarium.

E sei grandi suite per gli ospiti vip. Una struttura da ricchi vacanzieri che si affaccia sul golfo di Portoferraio.
Essa, da sola, garantirebbe 60 posti di lavoro e una ricettività per 12 mesi l'anno.

Ma sul progetto, attualmente al vaglio dell'amministrazione comunale, pesa il giudizio (negativo) di Legambiente. «Il recupero del Garden - scrivono gli ambientalisti - più che alle necessità di adeguamento dimensionale dell'esistente, sembra puntare a una completa e pesante "riscrittura" urbanistica».

L'attuale complesso dismesso negli anni '70 era ben inserito nell'ambiente costiero. Il nuovo progetto "snaturerebbe" troppo la costa.

E viene portato l'esempio della piscina. «È abbastanza incredibile - sostiene Legambiente - che si proponga di costruire una grande piscina di circa mq 650, sostenuta da una enorme struttura muraria, sulla spiaggia».

Proprio le condizioni di fortissima erosione della spiaggia e della costa che arriva dal Garden fino alle Prade e Magazzini dovrebbero consigliare, secondo gli ambientalisti, un recupero degli errori precedenti e un restauro dell'ambiente costiero con l'intento della fruizione delle spiagge naturali. Ma ci sono anche problemi che interessano la "vegetazione arbustiva". «Le probabili introduzioni di specie non endemiche da utilizzare come copertura "verde" contrasterebbe con l'ambiente».

Preoccupa gli ambientalisti la constatazione che una simile operazione andrà a raddoppiare gli attuali 3079,40 mq edificati e spazi di circolazione del Garden fino ad arrivare ai 7.010,73 metri quadri del piano. «Quello che emerge dal progetto - considera Legambiente - è la volontà di adeguare l'ambiente all'albergo e non viceversa, con il dichiarato intento di sfruttare le suggestive peculiarità del sito». Secondo il Cigno Verde si scaverà ben 35.710 mc per vani tecnico-impiantistici e piscina esterna. «Lo studio non specifica - conclude il portavoce Umberto Mazzantini - cosa ne sarà dell'imponente massa di detriti». Infine l'habitat naturale compresa la prateria di posidonia oceanica e la fauna terrestre, con riferimenti a specie migratorie che qui stazionano. Per questi motivi gli ambientalisti "bocciano" il progetto del mega albergo alle Grotte.

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