Il Tirreno

PIOMBINO

Dalmine in sciopero Le Rsu: inaccettabili i ricatti sulle bonifiche

I lavoratori Dalmine ieri davanti al gazebo in piazza Gramsci, sopra l’interno del tubificio
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I lavoratori Dalmine ieri davanti al gazebo in piazza Gramsci, sopra l’interno del tubificio

Ieri incontro dei sindacati col sindaco Anselmi Fissato per mercoledì il vertice in Provincia

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PIOMBINO. Hanno incrociato le braccia e sono scesi in strada per difendere il proprio futuro, minacciato dal piano industriale annunciato da Tenaris. I 124 lavoratori Dalmine hanno aderito ieri allo sciopero proclamato dalle Rsu e dalle segreterie di Fim, Fiom e Uilm.

Gli addetti del primo turno si sono fermati dalle 9 fino alle 14 e si sono riversati nelle strade di Follonica e Venturina, dove sono state organizzate due manifestazioni. Gli operai hanno distribuito volantini durante lo svolgimento dei mercati settimanali. In serata, dalle 18 fino alle 22, si sono fermati i lavoratori del secondo turno che hanno raggiunto il centro di Piombino e hanno allestito un gazebo informativo in piazza Gramsci. La protesta delle tute blu della Dalmine, con gli operai delle altre aziende del territorio, proseguirà con lo sciopero comprensoriale di due ore in programma il 14 ottobre.

La mobilitazione dei lavoratori si sviluppa in parallelo alle attività dei sindacati e delle istituzioni, che hanno avviato un percorso comune per impedire la chiusura del sito produttivo. Ieri pomeriggio i segretari di Fim, Fiom e Uilm hanno incontrato il sindaco Gianni Anselmi. «Abbiamo condiviso l'inaccettibilità del piano industriale presentato - spiegano Fim, Fiom e Uilm - i sindacati e le istituzioni si muoveranno per raggiungere gli stessi obiettivi, nel rispetto dei propri ruoli». Nella riunione è stato affrontato il nodo delle bonifiche, alla base della scelta di dismissione del tubificio. «Gli impegni per le bonifiche devono essere rispettati, ma è chiaro che in una fase di difficoltà economica il governo debba trovare nuovi equilibri sulle somme richieste - sostengono i sindacati - Detto questo non possiamo accettare alcun ricatto da parte dell'azienda».

La situazione della Dalmine approderà in Provincia mercoledì prossimo, quando i responsabili sindacali incontreranno il presidente Giorgio Kutufà. Il confronto si riaprirà l'8 ottobre a Bergamo con il primo dei tavoli previsti tra l'azienda e il coordinamento sindacale del gruppo. Gli altri incontri si svolgeranno il 15 e il 19 ottobre, quando verrà affrontato nello specifico il caso del sito piombinese. Il 20 ottobre si terrà un consiglio comunale aperto sulla Dalmine, mentre il 13 ottobre si riunirà a Piombino una commissione anticrisi. «Più che al ridimensionamento siamo davanti a una smobilitazione - spiega Michele Mazzola, presidente della commissione speciale anticrisi della Provincia - è inaccettabile che l'azienda intenda recuperare competitività sulla pelle dei lavoratori. Tenaris deve molto a Piombino e non può eludere le proprie responsabilità sociali».

Sulla stessa linea il commento del leader Uil, Luigi Angeletti: «Siamo convinti che ci siano tutte le condizioni per dare continuità all'attività degli stabilimenti del gruppo, mantenendo inalterati i livelli occupazionali».

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di Redazione web