Il Tirreno

PIOMBINO

C'è crisi e il carrello cambia look

Katia Ghilli
Clienti mentre fanno la spesa
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Clienti mentre fanno la spesa

È quanto si legge nel rapporto 2009 della Coop sulla distribuzione e sulle abitudini dei consumatori

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PIOMBINO. Un avventura arrivare a fine mese in questi tempi di crisi, che falcia a centinaia - anche qui - i posti di lavoro. Da quando si fa la spesa al supermercato a quando si decide di stare in casa. Crescono i consumi di yogurt e cioccolato, calano pure gli affettati freschi.

Si comprano meno saponi e prodotti per la casa, si decide sempre più spesso di stare in casa anche per preparare dolci e biscotti (magari da mangiare a colazione). E' questa, in sintesi, la fotografia scattata dal rapporto Coop 2009 dedicato ai consumi ed alla distribuzione.

I tagli. Sul fronte alimentare, il 40% dei soci e consumatori Coop risparmia su pane, pasta, carne, frutta e verdura. Calano anche i consumi di gelati (-12%), di formaggio grana (-10%), cereali, acqua e bibite.

I numeri. Secondo il rapporto Coop vengono rimandati gli acquisti di beni durevoli. Ad esempio, le spese per l'auto caleranno del 15,1% (la stima è per fine 2009), quelle dell'arredamento del 10,6%, gli elettrodomestici del 7,4%. Per il vestiario e le calzature il calo è del 7,5% e sulle spese per il tempo libero (-46%). Diminuiscono anche le spese per la salute e l'istruzione (-45%). Secondo la ricerca a marchio Coop le contrazioni dei consumi dureranno fino al 2011. Quelli davanti a noi saranno mesi difficili, in cui le famiglie dovranno sostenere ancora dei sacrifici.

Strategie di difesa. La parola d'ordine è risparmio: si consuma meno acqua, meno gas, meno carburanti ed ora anche meno elettricità. Non solo. Gli acquisti si riducono allo stretto necessario: nella spesa quotidiana si tende ad evitare il superfluo e sempre più spesso si rincorrono le promozioni.

Beviamo di meno. Secondo dati Coop, nei primi sei mesi di quest'anno le vendite dell'acqua si sono ridotte del 4%. Ed anche il consumo di birra si è contratto, tra le quali si preferiscono quelle "light" in lattina.

Cosa scresce. Crescono invece i prodotti ad elevato contenuto nutrizionale (yogurt +16%) e ad alto contenuto di servizio, preparati per dolci (9%), surgelati (8%), piatti pronti, affettati in busta. Come spesso succede in tempo di crisi cresce il consumo di cioccolato (barrette +12%).
I succhi di frutta si acquistano solo in brick, mentre per il vino calano le vendite di quelli comuni a vantaggio di quelli doc/docg.

Cosa va giù. Crollano anche i consumi degli integratori salini e del tè in brick a vantaggio di quello in bottiglia. Chinotto, gassosa e gli "energy drink" hanno la meglio sulle aranciate zuccherate. La cola, invece, non risente della crisi.

Cibi e preferenze. Resiste la pasta secca, integrale o all'uovo. Calano i piatti pronti, mentre reggono alla crisi le minestre. Consumiamo di meno anche olio, aceto e succo di limone. Tendiamo a consumare anche meno pane, a vantaggio dei crakers non salati, i grissini, le piadine ed il pan carrè bianco. Tra i fuori pasto, i consumi di caramelle, gomme da masticare, cioccolato e wafer sono aumentati. Crollano a picco, invece, i consumi di gelato.

Reparto surgelati. Non conoscono crisi le vendite dei vegetali (spinaci, piselli, verdure miste, zuppe etc.) del pesce e dei dolci. La carne ed i piatti pronti, invece, restano un po' al palo. Nel settore alimentare, i consumatori non rinunciano al latte fresco di qualità, parzialmente scremato, ad alta digeribilità e microfiltrato.

Formaggi e salumi. Nel primo semestre di quest'anno, i primi conoscono una stagione di riscoperta (vanno bene quelli da tavola, le mozzarelle anche di bufala, le ricotte etc.) mentre i secondi si acquistano soprattutto già confezionati.

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