Il Tirreno

ELBA

C'era una volta il bus gratis

Valentina Landucci
Il servizio di scuolabus, da oggi a Campo sarà a pagamento
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Il servizio di scuolabus, da oggi a Campo sarà a pagamento

Pesanti critiche dell'opposizione: «Una delibera sbagliata e illegittima che penalizza le famiglie di Campo»

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CAMPO NELL'ELBA. Da ieri andare a scuola con il pulmino costa 25 euro al mese. Fino al giorno prima era gratis. E sempre da ieri un pasto alla mensa per un bambino delle materne costa 3 euro e 60, contro i 2 euro e 50 pagati dalle famiglie fino allo scorso anno. Lo ha deciso la maggioranza di Campo. Per il Comune un modo per venire incontro alle famiglie meno abbianti. Per l'opposizione un provvedimento illegittimo oltre che «l'ennesimo salasso nei confronti dell'istruzione».

Immediata la polemica sulla delibera approvata in consiglio comunale mercoledì sera. E i motivi della contestazione, da parte della minoranza, sarebbero più d'uno. Da un lato i costi più alti per i genitori che mandano i figli a scuola con il pulmino «una scelta inevitabile - spiega Lorenzo Lambardi della lista civica Alleanza per Campo - per le tante famiglie che vivono nelle frazioni e che, fino ad oggi, non spendevano niente». Dall'altro l'equiparazione del costo della mensa alle materne con quello delle elementari e delle medie. «Possibile che un pasto per un bambino di tre anni - si chiede Lambardi - costi la stessa cifra di quello per gli alunni delle elementari o delle medie?». Per l'opposizione, però, la cosa più grave è un'altra. «La delibera - spiega - è stata approvata intorno alle 23,30 del 30 settembre e è entrata in vigore dal primo di ottobre: non solo si cambiano le regole a scuola ormai iniziata, ma non si dà neppure il tempo alle famiglie di organizzarsi».

I motivi della protesta si legano anche al fatto che «la maggioranza - spiega Lambardi - ha cancellato tutti i provvedimenti in materia messi in atto dalla precedente amministrazione, ci chiediamo se siano spariti anche i contributi erogati agli studenti delle superiori che prendono il bus di linea».

«Per tutti queste ragioni - conclude il consigliere di minoranza - riteniamo che il provvedimento sia sbagliato, illegittimo e incoerente. Non ci basta, come spiegazione, il fatto che siccome il bus si paga anche negli altri Comuni va messo a pagamento anche a Campo».

Di tutt'altro tono le spiegazioni della giunta e della maggioranza in consiglio. «Si tratta di un atto necessario - spiega il sindaco, Vanno Segnini - di cui abbiamo già informato istituzioni scolastiche e famiglie. Un atto dovuto in linea con i principi legislativi che prevedono il pagamento dei servizi a domanda individuale come sono quelli scolastici di trasporto e refezione, applicando doverose esenzioni e riduzioni in caso di redditi Isee più contenuti. Quello che volevamo garantire ai nostri cittadini era una parità di trattamento, volevamo aiutare le famiglie in difficoltà con esenzioni totali per le fasce di reddito più svantaggiate e con importanti riduzioni dei costi per le altre».

Dato che l'introduzione delle nuove regole, sulla base del calcolo dell'Isee (un indicatore dei livelli sia reddituali che patrimoniali delle famiglie), è immediata ma non tutti gli utenti dei servizi scolastici hanno già pronta la documentazione per richiedere eventuali esenzioni o sgravi l'amministrazione ha previsto che «il sistema di riscossioni - spiega Segnini - non produca effetti immediati». Ad oggi non è ancora chiaro quanti potranno avere diritto alle agevolazioni che saranno assicurate solo ai bambini iscritti al primo anno della materna di San Piero, una scuola a rischio chiusura. «Abbiamo voluto tenere in considerazione - conclude il sindaco - anche gli impegni assunti dalla precedente amministrazione garantendo ai bambini iscritti alla prima classe della scuola Gentini il servizio mensa e trasporto scolastico gratuito a prescindere dal reddito, ciò per allargare la base dell'utenza di questo istituto».

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