Il Tirreno

gestione pubblico-privata

«Anche noi dentro Toremar»

Il presidente della Provincia Giorgio Kutufà
◗
Il presidente della Provincia Giorgio Kutufà

Da un lato le spinte degli enti locali perchè la gestione dei collegamenti marittimi venga affidata ad una società pubblico privata. Dall'altro l'affacciarsi, sullo scenario della privatizzazione della Tirrenia, di armatori stranieri, a cominciare dal gruppo Buquebus

2 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO. Da un lato le spinte degli enti locali perchè la gestione dei collegamenti marittimi venga affidata ad una società pubblico privata. Dall'altro l'affacciarsi, sullo scenario della privatizzazione della Tirrenia, di armatori stranieri, a cominciare dal gruppo Buquebus.

Sono ancora molte, forse troppe, le incertezze intorno al futuro della flotta Toremar. I tempi della trattativa per il conferimento alla Regione della compagnia si allungano e gli enti locali sembrano giocare un ruolo troppo marginale per risultare, in sede di definizione del contratto di servizio per la gestione dei collegamenti, un ruolo determinante. Ciò non toglie che, con determinazione, continuino a combattere questa battaglia.

In proposito i consigli comunali di Rio Elba e Rio Marina hanno approvato due ordini del giorno per chiedere alla Regione di non escludere a priori l'ipotesi di una società di gestione pubblico privata che potrebbe, secondo il consiglio di Rio Marina, coinvolgere anche gli enti locali elbani. Un'eventualità peraltro prevista dalle recenti normative in materia.

I Comuni tornano a ribadire la necessità di mantenere livelli qualitativi e quantitativi dei trasporti adeguati e pongono come condizione il rispetto della clausola sociale, cioè il mantenimento dei posti di lavoro. La richiesta unanime è quella dell'istituzione di un tavolo di concertazione.

Un maggior coinvolgimento degli enti locali è indispensabile anche per il presidente della Provincia, Giorgio Kutufà. «Nell'ambito delle nostre limitate competenze - afferma - ci impegneremo a portare avanti le esigenze del territorio e il rispetto della clausola sociale. Riteniamo che esistano le condizioni perché la gestione dei collegamenti con le isole minori sia redditizia, possa cioè ripagare il buon servizio offerto. Tutto questo, ovviamente, garantendo un regime di concorrenza». Insomma no al monopolio e anche al duopolio, comunque dannoso per Kutufà che, sulla questione della gestione pubblico-privata ammette: «sarebbe una soluzione auspicabile là dove il contratto con il privato non desse adeguate garanzie sulla qualità e quantità di servizi per il territorio. In generale, però, la definizione di un buon contratto di servizio potrebbe essere la soluzione per poi procedere all'affidamento della gestione a privati».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze