Il Tirreno

«Subito uno sportello a Portoferraio»

Donne straniere, isolate due volte

Una badante straniera in compagnia di un’anziana, numerosi i casi di questi tipo sull’isola
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Una badante straniera in compagnia di un’anziana, numerosi i casi di questi tipo sull’isola

Tutta in salita la sanatoria sulle badanti straniere per chi lavora all'Elba. Vivere su quest'isola, per gli extracomunitari che l'hanno scelta come nuova casa, è quasi una forma aggiuntiva di discriminazione. Identica, del resto, a quella subita dagli elbani

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PORTOFERRAIO. Tutta in salita la sanatoria sulle badanti straniere per chi lavora all'Elba. Vivere su quest'isola, per gli extracomunitari che l'hanno scelta come nuova casa, è quasi una forma aggiuntiva di discriminazione. Identica, del resto, a quella subita dagli elbani.

E il motivo è semplice. Per un extracomunitario che vive a Livorno, Cecina o Piombino chiedere di essere regolarizzato significa, per lui e per il suo datore di lavoro, fare al massimo pochi chilometri in macchina o in bus e sbrigare le pratiche in Prefettura. Per chi lavora all'Elba si traduce in un'intera giornata di peripezie burocratiche da conciliare con viaggi in traghetto, bus e treno perché la sede distaccata della Prefettura non è in grado di sbrigare la procedura, di fatto un semplice colloquio congiunto con lavoratore e datore di lavoro. E se per il o la badante il viaggio è impegnativo, costoso ma comunque accettabile, che fare con il datore di lavoro? Del resto se non si trattasse di anziani gravemente ammalati non avrebbero bisogno della badante. Che, per la verità, potrebbe raggiungere la Prefettura anche con un familiare delegato a rappresentare il datore di lavoro. Ma a quel punto con chi resterebbe l'anziano? Un dilemma con il quale, sull'isola, dovranno fare i conti i circa sessanta cittadini stranieri che hanno chiesto di regolarizzare la propria posizione.

«Ma il problema - spiega Rosella Barbetti, responsabile dello sportello immigrati della cooperativa Arca - non riguarda solo la sanatoria: la stessa trafila di viaggi a Livorno sono costretti a farla tutti gli stranieri che chiedono ricongiungimenti familiari, regolarizzazioni, pratiche sul decreto flussi».

Tutte questioni di cui la sede distaccata della Prefettura di Portoerraio on può occuparsi. Il motivo? Manca personale. Di fatto gli impiegati sono solo due «nonostante che - continua Barbetti - l'edificio che ospita la Pfretettura ha anche gli spazi per assolvere a questi servizi».

La soluzione potrebbe arrivare dalle sollecitazioni che, sul caso, l'onorevole del Pd, Silvia Velo, ha messo nero su bianco, spedendole direttamente al Prefetto di Livorno, Domenico Mannino. La parlamentare mette in evidenza come l'attuale organizzazione non solo rappresenti un problema di costi del viaggio, ma anche un serio disagio alle persone anziane che non hanno alternative all'assistenza se non quella fornita dalle badanti. «Sono pertanto a chiedere - scrive Velo - la possibilità di abilitare almeno per un giorno a settimana lo sportello unico per l'immigrazione presso l'ufficio di Portoferraio al fine di limitare i disagi ai cittadini elbani». Un modo semplice per far sentire gli isolani meno isolati.

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