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LA CRISI DELLA SIDERURGIA
Lucchini, superlavoro per un mese ma il futuro resta ancora incerto
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Sergio CardelliniOrdinativi in arrivo e accordo sugli affiancamenti: le Rsu Lucchini confermano nella sostanza le anticipazioni del Tirreno, emerse da fonti sindacali durante la trattativa. Lo fanno con una nota siglata dai coordinatori Sergio Cardellini, Mirko Lami e Nicola Zagni in cui si valutano positivamente i risultati e se ne puntualizzano gli elementi
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PIOMBINO. Ordinativi in arrivo e accordo sugli affiancamenti: le Rsu Lucchini confermano nella sostanza le anticipazioni del Tirreno, emerse da fonti sindacali durante la trattativa.
Lo fanno con una nota siglata dai coordinatori Sergio Cardellini, Mirko Lami e Nicola Zagni in cui si valutano positivamente i risultati e se ne puntualizzano gli elementi. L'arrivo di nuovi ordini annunciato dalla Lucchini vedrà impegnata tutta la fabbrica anche se in modo discontinuo, per un mese partendo da un aumento delle produzioni nel reparto acciaieria che si rifletteranno sul treno rotaie ripartito lunedì a 15 turni settimanali su 21, e sul treno medio piccolo ripartito anch'esso lunedì. La marcia è di 10 turni settimanali su 21. «In ottobre - rilevano i coordinatori - ci sarà la possibilità di impegnare tutto il personale di quei reparti, abbassando notevolmente le ore di cassa». Una buona notizia, ma ancora circoscritta ad alcune settimane. Dopo, in assenza di ulteriori arrivi, i turni saranno di nuovo ridotti. «Quasi sicuramente - proseguono - questo scenario di alti e bassi, proprio perché la crisi non è finita, porterà scompensi sulle turnazioni».
Per contenere i disagi, i sindacati hanno deciso di approfondire una proposta avanzata nei primi giorni di settembre, migliorando la legge varata nel pacchetto anticrisi. L'azienda ha accettato di sviluppare un accordo che vede l'utilizzo dei lavoratori in cassa integrazione per la formazione e l'addestramento. Il lavoratore percepirà la differenza, messa a disposizione della Lucchini, tra la cassa e la paga, a cui si aggiungono le eventuali maggiorazioni ed i ratei.
Lo fanno con una nota siglata dai coordinatori Sergio Cardellini, Mirko Lami e Nicola Zagni in cui si valutano positivamente i risultati e se ne puntualizzano gli elementi. L'arrivo di nuovi ordini annunciato dalla Lucchini vedrà impegnata tutta la fabbrica anche se in modo discontinuo, per un mese partendo da un aumento delle produzioni nel reparto acciaieria che si rifletteranno sul treno rotaie ripartito lunedì a 15 turni settimanali su 21, e sul treno medio piccolo ripartito anch'esso lunedì. La marcia è di 10 turni settimanali su 21. «In ottobre - rilevano i coordinatori - ci sarà la possibilità di impegnare tutto il personale di quei reparti, abbassando notevolmente le ore di cassa». Una buona notizia, ma ancora circoscritta ad alcune settimane. Dopo, in assenza di ulteriori arrivi, i turni saranno di nuovo ridotti. «Quasi sicuramente - proseguono - questo scenario di alti e bassi, proprio perché la crisi non è finita, porterà scompensi sulle turnazioni».
Per contenere i disagi, i sindacati hanno deciso di approfondire una proposta avanzata nei primi giorni di settembre, migliorando la legge varata nel pacchetto anticrisi. L'azienda ha accettato di sviluppare un accordo che vede l'utilizzo dei lavoratori in cassa integrazione per la formazione e l'addestramento. Il lavoratore percepirà la differenza, messa a disposizione della Lucchini, tra la cassa e la paga, a cui si aggiungono le eventuali maggiorazioni ed i ratei.
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