Gioco
Scuola
Tagli al sostegno ai disabili
Melisanda Massei Autunnali
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Bambini salgono su uno scuolabusÈ un inizio di scuola confuso per quanto riguarda l'assegnazione delle cattedre agli insegnanti di sostegno per alunni disabili: da un lato gli istituti, non tutti concordi nel parlare di situazione soddisfacente, dall'altro famiglie e associazioni che lanciano l'allarme tagli
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PIOMBINO. È un inizio di scuola confuso per quanto riguarda l'assegnazione delle cattedre agli insegnanti di sostegno per alunni disabili: da un lato gli istituti, non tutti concordi nel parlare di situazione soddisfacente, dall'altro famiglie e associazioni che lanciano l'allarme tagli.
Riduzioni di ore e di incarichi, a detta delle scuole, ci sono, ma non sembrano pesare troppo sulla qualità dei servizi. La segreteria del secondo circolo garantisce che le ore che erano state chieste al Provveditorato agli studi di Livorno sono state concesse, con l'eccezione di due nomine, che però verranno assegnate dopo una riunione fissata per domani; mentre Alberto Petrini, dirigente del primo circolo, assicura che qualche piccolo taglio non è destinato a incidere sull'adeguatezza dell'offerta.
Non è dello stesso avviso Roberta Moretti, presidente dell'associazione "Ci sono anch'io", che si occupa della tutela dei diritti dei minori con disagi psico-fisici e della relazione. «Mentre per quello che ci riguarda possiamo confermare l'assenza di particolari problemi al secondo circolo - spiega - la madre di un'alunna iscritta a una delle scuole del primo lamenta invece di avere subìto un taglio da undici ore a cinque. Questo significa che la famiglia sta prendendo seriamente in considerazione l'idea di non mandare la propria figlia a scuola e farla venire a prendere dai carabinieri, dato che stiamo parlando di una mancanza di tutela nel diritto allo studio. Certo, un caso è comunque un solo caso, ma ugualmente può essere indicativo. I direttori didattici, questo è vero, non hanno grosse responsabilità, poiché è il Provveditorato che prende in esame le certificazioni delle diagnosi funzionali dalle Asl di appartenenza, e valuta poi l'assegnazione delle ore di sostegno».
«Nella nostra scuola - aggiunge guardando i numeri Maurizio Grassi, dirigente della scuola media "Guardi" - ci sono 35 alunni certificati come disabili. Il Provveditorato ci ha assegnato 16 docenti con 18 ore ciascuno, più 9 ore di sostegno. Il che equivale, sostanzialmente, a 16 cattedre e mezzo. Ne avevamo chieste 18 per realizzare un rapporto uno a due e abbiamo ottenuto un rapporto uno a 2,12 all'incirca. Questo è accaduto perché il rapporto uno a due è stato rispettato a livello provinciale, con assegnazioni da parte del Provveditorato che hanno privilegiato la scuola dell'infanzia e la scuola primaria. E' un effetto a cascata, perché anche il Provveditorato si trova a fare i conti con quello che gli è stato assegnato dalla Regione e più su ancora dal Ministero. Fatto sta che i nostri ragazzi avranno meno ore».
Riduzioni di ore e di incarichi, a detta delle scuole, ci sono, ma non sembrano pesare troppo sulla qualità dei servizi. La segreteria del secondo circolo garantisce che le ore che erano state chieste al Provveditorato agli studi di Livorno sono state concesse, con l'eccezione di due nomine, che però verranno assegnate dopo una riunione fissata per domani; mentre Alberto Petrini, dirigente del primo circolo, assicura che qualche piccolo taglio non è destinato a incidere sull'adeguatezza dell'offerta.
Non è dello stesso avviso Roberta Moretti, presidente dell'associazione "Ci sono anch'io", che si occupa della tutela dei diritti dei minori con disagi psico-fisici e della relazione. «Mentre per quello che ci riguarda possiamo confermare l'assenza di particolari problemi al secondo circolo - spiega - la madre di un'alunna iscritta a una delle scuole del primo lamenta invece di avere subìto un taglio da undici ore a cinque. Questo significa che la famiglia sta prendendo seriamente in considerazione l'idea di non mandare la propria figlia a scuola e farla venire a prendere dai carabinieri, dato che stiamo parlando di una mancanza di tutela nel diritto allo studio. Certo, un caso è comunque un solo caso, ma ugualmente può essere indicativo. I direttori didattici, questo è vero, non hanno grosse responsabilità, poiché è il Provveditorato che prende in esame le certificazioni delle diagnosi funzionali dalle Asl di appartenenza, e valuta poi l'assegnazione delle ore di sostegno».
«Nella nostra scuola - aggiunge guardando i numeri Maurizio Grassi, dirigente della scuola media "Guardi" - ci sono 35 alunni certificati come disabili. Il Provveditorato ci ha assegnato 16 docenti con 18 ore ciascuno, più 9 ore di sostegno. Il che equivale, sostanzialmente, a 16 cattedre e mezzo. Ne avevamo chieste 18 per realizzare un rapporto uno a due e abbiamo ottenuto un rapporto uno a 2,12 all'incirca. Questo è accaduto perché il rapporto uno a due è stato rispettato a livello provinciale, con assegnazioni da parte del Provveditorato che hanno privilegiato la scuola dell'infanzia e la scuola primaria. E' un effetto a cascata, perché anche il Provveditorato si trova a fare i conti con quello che gli è stato assegnato dalla Regione e più su ancora dal Ministero. Fatto sta che i nostri ragazzi avranno meno ore».
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