Il dolore
LIVORNO
Medico a giudizio per abuso sessuale
Roberto Cestari
◗
Il tribunale di Livorno dove è in corso il processoUna visita ginecologica che, secondo le accuse, si trasformò in un abuso sessuale. Ecco la vicenda avvenuta nel settembre 2003 a Portoferraio, ai danni di una giovane donna elbana. La ragazza si recò da un ginecologo omeopata bolognese, Arturo Greco, che riceveva in uno studio a Portoferraio, e dove si è svolta la vicenda rievocata ieri in tribunale
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LIVORNO. Una visita ginecologica che, secondo le accuse, si trasformò in un abuso sessuale. Ecco la vicenda avvenuta nel settembre 2003 a Portoferraio, ai danni di una giovane donna elbana.
La ragazza si recò da un ginecologo omeopata bolognese, Arturo Greco, che riceveva in uno studio a Portoferraio, e dove si è svolta la vicenda rievocata ieri in tribunale.
L'udienza, celebrata davanti al collegio composto dal presidente Grazia D'Onofrio, giudici a latere Beatrice Dani e Antonio Pirato, vedeva la pubblica accusa rappresentata dal pm Gianfranco Petralia, mentre la difesa era affidata agli avvocati Carlotta Corsani ed Emilio Bettini, e la parte civile all'avvocato Francesca Massi.
Ieri ha parlato la parle lesa, con la giovane donna che raccontato quello che era avvenuto. La giovane ha spiegato che nella prima occasione il medico le fece una visita nelle parti intime, ma senza usare il guanto, come invece fanno sempre i medici in questi casi. Una cosa di cui la ragazza parlò con alcune colleghe sul luogo di lavoro, che le confermarono che si trattava di una procedura quantomeno insolita. Poi, dopo una settimana, ci fu la seconda visita, e la giovane ha spiegato che il medico le avrebbe isegnato alcuni esercizi posturali per un problema di scolioso, ma che mentre lei era in mutandine e reggiseno, si sarebbe strofinato alla ragazza da tergo, mentre le insegnava i movimenti. Poi sarebbe seguita una nuova visita ginecologica, ancora senza guanto, e, secondo la testimonianza, il medico avrebbe indugiato ancora nelle parti intime della paziente, fino a che questa gli disse di farla finita, se ne andò e denunciò tutto ai carabinieri.
Una versione, questa, contestata già a suo tempo dal dotto Greco, che ha sempre sostenuto che non ci fu niente di quello di cui è accusato, ma che si trattava invece di pratiche ginecologiche, e che stava medicando la giovane apponendole una pomata. Il processo è stato rinviato all'11 novembre.
La ragazza si recò da un ginecologo omeopata bolognese, Arturo Greco, che riceveva in uno studio a Portoferraio, e dove si è svolta la vicenda rievocata ieri in tribunale.
L'udienza, celebrata davanti al collegio composto dal presidente Grazia D'Onofrio, giudici a latere Beatrice Dani e Antonio Pirato, vedeva la pubblica accusa rappresentata dal pm Gianfranco Petralia, mentre la difesa era affidata agli avvocati Carlotta Corsani ed Emilio Bettini, e la parte civile all'avvocato Francesca Massi.
Ieri ha parlato la parle lesa, con la giovane donna che raccontato quello che era avvenuto. La giovane ha spiegato che nella prima occasione il medico le fece una visita nelle parti intime, ma senza usare il guanto, come invece fanno sempre i medici in questi casi. Una cosa di cui la ragazza parlò con alcune colleghe sul luogo di lavoro, che le confermarono che si trattava di una procedura quantomeno insolita. Poi, dopo una settimana, ci fu la seconda visita, e la giovane ha spiegato che il medico le avrebbe isegnato alcuni esercizi posturali per un problema di scolioso, ma che mentre lei era in mutandine e reggiseno, si sarebbe strofinato alla ragazza da tergo, mentre le insegnava i movimenti. Poi sarebbe seguita una nuova visita ginecologica, ancora senza guanto, e, secondo la testimonianza, il medico avrebbe indugiato ancora nelle parti intime della paziente, fino a che questa gli disse di farla finita, se ne andò e denunciò tutto ai carabinieri.
Una versione, questa, contestata già a suo tempo dal dotto Greco, che ha sempre sostenuto che non ci fu niente di quello di cui è accusato, ma che si trattava invece di pratiche ginecologiche, e che stava medicando la giovane apponendole una pomata. Il processo è stato rinviato all'11 novembre.
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