Il Tirreno

Toscana economia
I NUMERI DELL’ECONOMIA

Crescono le imprese turistiche

Katia Ghilli
La spiaggia di Carbonifera presa d’assalto dai turisti
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La spiaggia di Carbonifera presa d’assalto dai turisti

Nel bel mezzo della crisi economica la Val di Cornia sta cercando di reagire: il flusso turistico dell'estate ha ridato il sorriso agli operatori, mentre uno dei settori che sta soffrendo di più della contrazione dei consumi è il comparto agricolo, molto importante per la Val di Cornia

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PIOMBINO. Nel bel mezzo della crisi economica la Val di Cornia sta cercando di reagire: il flusso turistico dell'estate ha ridato il sorriso agli operatori, mentre uno dei settori che sta soffrendo di più della contrazione dei consumi è il comparto agricolo, molto importante per la Val di Cornia.

Nonostante la crisi il primo semestre di quest'anno è stato decisamente positivo per il nostro comprensorio dal punto di vista del turismo. Rispetto a un anno fa si sono registrate 16 nuove imprese, di cui 9 a Piombino e 5 a San Vincenzo (le altre due riguardano Campiglia e Suvereto). Attualmente le ditte operanti, secondo il Centro studi e ricerche della Camera di Commercio di Livorno sono 470, di cui 228 racchiuse nel solo territorio piombinese e 125 a San Vincenzo.

«L'aumento delle unità operanti in questo settore - dicono dal Centro studi - è in ogni caso sicuramente positivo se si pensa che il totale delle imprese attive livornesi è rimasto, a fine giugno 2009, in sostanza immutato rispetto allo stesso semestre del 2008 (+0,2%). Ottimo trend l'ha fatto registrare anche la bassa Val di Cecina, mentre nell'arcipelago toscano si è registrato un calo delle imprese attive».

Nonostante i dati positivi, secondo lo studio livornese, in Val di Cornia «la spinta a incrementare il tessuto imprenditoriale del settore turistico sembra aver cambiato rotta» rispetto ad altri territori più dinamici, come l'arcipelago toscano. Infatti, a fronte di una natalità d'impresa del 2,71 per cento c'è da registrare un 5% di mortalità tra le ditte turistiche. Un dato sul quale pesano anche le "cessazioni d'ufficio", operate dalla Camera di Commercio nel caso in cui da anni ci siano ditte improduttive.

Vediamo ora qualche dato per quanto riguarda il flusso turistico: secondo lo studio statistico della Camera di Commercio di Livorno, la permanenza media nella nostra zona si è ridotta a 4-5 giorni al massimo (ne è una riprova il continuo via vai di auto, anche in questi giorni di fine settembre, per l'isola d'Elba, dove spiccano tante targhe straniere). E proprio il mercato internazionale, nonostante la crisi, fa registrare il gradito ritorno di tedeschi, francesi, svizzeri, belgi, inglesi ed olandesi.
Per l'agricoltura invece il primo semestre 2009 della Val di Cornia è stato particolarmente negativo. Secondo i dati elaborati dal Centro studi e ricerche della Camera di commercio di Livorno, le iscrizioni di nuove imprese si sono ridotte del 37%, mentre le cessazioni sono state dell'11%. Adesso siamo a un totale di imprese agricole attive in Val di Cornia pari a mille e 139, 13 in meno rispetto ai sei mesi precedenti.

«Le cause che stanno alla base di questo trend - dicono dal Centro studi e ricerche - sono legate ai cambiamenti avvenuti nel modo di produrre nel settore primario negli ultimi anni: l'aumento dei costi (soprattutto dei mezzi di produzione), degli investimenti (nuove tecnologie e nuovi e costosi macchinari usati soprattutto per le colture estensive) hanno posto fuori dal mercato un gran numero di imprese. A questo si aggiunga l'imporsi della grande distribuzione sul mercato, e delle centrali di acquisto che, col loro notevole potere contrattuale, hanno tolto ulteriori margini sulle vendite degli agricoltori».

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