Il Tirreno

gli originali delle teste andranno al Castello

Affreschi del '600 nella volta delle Fonti

Giannitrapani e le Fonti
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Giannitrapani e le Fonti

Durante i lavori di restauro agli intonaci della volta delle Fonti di Marina sono emerse tracce di affreschi, forse seicenteschi, che contribuiscono a impreziosire ulteriormente il valore di tutto il monumento. E' una delle sorprese annunciate all'inaugurazione delle Fonti, avvenuta alla presenza di un pubblico numeroso

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PIOMBINO. Durante i lavori di restauro agli intonaci della volta delle Fonti di Marina sono emerse tracce di affreschi, forse seicenteschi, che contribuiscono a impreziosire ulteriormente il valore di tutto il monumento. E' una delle sorprese annunciate all'inaugurazione delle Fonti, avvenuta alla presenza di un pubblico numeroso.

Un intervento atteso, che riguarda il monumento attribuito a Nicola Pisano. Il costo del restauro è stato 40mila euro, compreso il rifacimento dei calchi, di cui la metà cofinanziati col contributo della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno. A queste spese si sono aggiunti i costi per il rifacimento dell'illuminazione e la pulizia delle vasche, sostenuti dalla Sant'Antimo di Marina.

Al sindaco Gianni Anselmi il compito di scoprire le 4 teste duecentesche rimaste nascoste dietro un telo durante gli interventi dell'assessore alla cultura Ovidio Dell'Omodarme, della soprintendente Maria Teresa Lazzarini, del restauratore Luca Giannitrapani, di Luciano Barsotti, presidente della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno e del sindaco.

A valorizzare il lavoro il nuovo sistema d'illuminazione che focalizza la luce su ogni scultura creando un effetto particolarmente suggestivo.

Il restauro della parte alta della fontana, come ha spiegato Giannitrapani, è consistito nella rimozione dell'intonaco e dell'arriccio utilizzati nell'ultima applicazione, rintracciando la cortina muraria e le tracce di intonaco originale. E' stato quindi eseguito un nuovo arriccio con coccio pesto arricchito con polvere di coccio pesto, il tutto preparato con calce naturale tipo romana e polvere di monte. Poi nella parte bassa del monumento si è provveduto a rimuovere le formazioni di alghe, macchie, concrezioni e depositi di vario tipo. Gli stemmi e le lapidi, 12 in totale, sono stati ripuliti con impacchi specifici evitando prodotti chimici.

I calchi delle teste, piazzati al posto degli originali, sono stati realizzati utilizzando resina acrilica mischiata a polvere di marmo. Gli originali sono stati restaurati e verranno esposti in seguito al Castello.

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