Il dolore
TRATTATIVE SU TIRRENIA
Una flotta da un miliardo di euro
◗
Giuseppe CaroniaUna flotta che vale un miliardo di euro. Molti di più di quelli ipotizzati dagli armatori privati che sarebbero interessati ad acquistare la compagnia di navigazione pubblica Tirrenia
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PORTOFERRAIO. Una flotta che vale un miliardo di euro.
Molti di più di quelli ipotizzati dagli armatori privati che sarebbero interessati ad acquistare la compagnia di navigazione pubblica Tirrenia. Ma non solo indebitamenti in calo con miglioramenti finanziari rispetto allo scorso anno.
É il quadro tracciato da Franco Pecorini, amministratore delegato del gruppo Tirrenia che il Governo sta per privatizzare, nel corso di una riunione con Uiltrasporti, Fit-Cisl e Filt-Cgil. I dati indicano che l'attuale indebitamento finanziario netto del gruppo ammonta, ad oggi, a 571 milioni, era di 725 milioni a fine 2008 e di 648 milioni allo scorso agosto.
Mentre il valore di mercato della flotta di Tirrenia considerando anche le società regionali del gruppo (Siremar, Caremar, Toremar e Saremar) sarebbe di un miliardo e 80 milioni a fronte di un valore iscritto in bilancio per 855 milioni.
Escluse le regionali il valore sarebbe invece di 933 milioni. Insomma una compagniasolida nonostante la crisi (con un impatto sul traffico limitato ad una contrazione intorno al 3%). Delineato anche il percorso in attesa del bando di gara. Come primo passo il conferimento delle flotte regionali alle Regioni dove operano (Campania, Toscana, Sardegna e Sicilia. Solo per il raggiungimento dell'accordo con la Sicilia ci sarebbe ancora qualche ostacolo). Poi, dopo aver sfoltito il gruppo cedendo le flotte regionali, la gara per la privatizzazione.
Per i sindacati le indicazioni sull'indebitamento dimostrano che l'azienda può affrontare la privatizzazione a condizioni di mercato «senza svendite». Giuseppe Caronia è il segretario generale della Uiltrasporti. Dice «Abbiamo finalmente squarciato il velo sulla vera situazione finanziaria del gruppo e fatto pulizia di tante menzogne e disinformazioni. Ci auguriamo che dopo un confronto con il governo ed in particolare con il ministro Matteoli si possa procedere più speditamente». Un serrato confronto con i sindacati sarebbe utile anche per «preparare i bandi di gara nel modo più opportuno».
Per Caronia i dati indicati dimostrano che la compagnia è «sana e non piena di debiti, non siamo di fronte ad un nuovo caso Alitalia: la sola vendita delle 5 navi di tipo Bithia, del valore di 115-120 milioni l'una, basterebbe a ripianare tutto il debito. L'ipoteca sulla flotta a garanzia del debito è solo di 245 milioni di euro».
Il sindacalista ribadisce anche i dubbi sull'opportunità della privatizzazione: «Una delle cose che chiederò al governo è cosa ci guadagniamo a fare questa operazione, visto che verranno mantenute le sovvenzioni pubbliche».
Molti di più di quelli ipotizzati dagli armatori privati che sarebbero interessati ad acquistare la compagnia di navigazione pubblica Tirrenia. Ma non solo indebitamenti in calo con miglioramenti finanziari rispetto allo scorso anno.
É il quadro tracciato da Franco Pecorini, amministratore delegato del gruppo Tirrenia che il Governo sta per privatizzare, nel corso di una riunione con Uiltrasporti, Fit-Cisl e Filt-Cgil. I dati indicano che l'attuale indebitamento finanziario netto del gruppo ammonta, ad oggi, a 571 milioni, era di 725 milioni a fine 2008 e di 648 milioni allo scorso agosto.
Mentre il valore di mercato della flotta di Tirrenia considerando anche le società regionali del gruppo (Siremar, Caremar, Toremar e Saremar) sarebbe di un miliardo e 80 milioni a fronte di un valore iscritto in bilancio per 855 milioni.
Escluse le regionali il valore sarebbe invece di 933 milioni. Insomma una compagniasolida nonostante la crisi (con un impatto sul traffico limitato ad una contrazione intorno al 3%). Delineato anche il percorso in attesa del bando di gara. Come primo passo il conferimento delle flotte regionali alle Regioni dove operano (Campania, Toscana, Sardegna e Sicilia. Solo per il raggiungimento dell'accordo con la Sicilia ci sarebbe ancora qualche ostacolo). Poi, dopo aver sfoltito il gruppo cedendo le flotte regionali, la gara per la privatizzazione.
Per i sindacati le indicazioni sull'indebitamento dimostrano che l'azienda può affrontare la privatizzazione a condizioni di mercato «senza svendite». Giuseppe Caronia è il segretario generale della Uiltrasporti. Dice «Abbiamo finalmente squarciato il velo sulla vera situazione finanziaria del gruppo e fatto pulizia di tante menzogne e disinformazioni. Ci auguriamo che dopo un confronto con il governo ed in particolare con il ministro Matteoli si possa procedere più speditamente». Un serrato confronto con i sindacati sarebbe utile anche per «preparare i bandi di gara nel modo più opportuno».
Per Caronia i dati indicati dimostrano che la compagnia è «sana e non piena di debiti, non siamo di fronte ad un nuovo caso Alitalia: la sola vendita delle 5 navi di tipo Bithia, del valore di 115-120 milioni l'una, basterebbe a ripianare tutto il debito. L'ipoteca sulla flotta a garanzia del debito è solo di 245 milioni di euro».
Il sindacalista ribadisce anche i dubbi sull'opportunità della privatizzazione: «Una delle cose che chiederò al governo è cosa ci guadagniamo a fare questa operazione, visto che verranno mantenute le sovvenzioni pubbliche».
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