Il Tirreno

POLITICA

Pd, coro di consensiper Pierluigi Bersani nuovo segretario

Francesca Lenzi
Un momento del voto alle primarie Pd del 2007
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Un momento del voto alle primarie Pd del 2007

«Bersani». E' questa la pressoché unanime risposta tra i politici consultati in vista delle primarie del Partito Democratico, previste per il 25 ottobre, anticipate dai congressi di circolo, entro il 30 settembre, e la convenzione nazionale dell'11 ottobre

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PIOMBINO. «Bersani». E' questa la pressoché unanime risposta tra i politici consultati in vista delle primarie del Partito Democratico, previste per il 25 ottobre, anticipate dai congressi di circolo, entro il 30 settembre, e la convenzione nazionale dell'11 ottobre. Pierluigi Bersani dunque nettamente preferito in Val di Cornia rispetto agli altri due candidati, Dario Franceschini e Ignazio Marino. Una preferenza spiegata con le qualità politiche, culturali e di esperienza accreditate a Bersani.

«Sono tre i motivi della mia scelta - afferma Gianni Anselmi, sindaco di Piombino - Il profilo politico di Bersani, unito alla competenza sulla società e il territorio, in termini operativi attinenti anche alla nostra zona; la visione di partito, secondo un'innovazione non disgiunta dall'analisi e dall'identità; infine, per una conoscenza diretta dell'uomo che, per struttura politica e pragmatismo, ritengo adatto alla delicata fase del Pd».

Di simile impostazione, soprattutto sulla conoscenza della realtà piombinese, si presenta l'opinione di Matteo Tortolini, segretario Pd Val di Cornia-Elba: «Bersani è il candidato più idoneo a guidare un partito che possa assumere saldamente il ruolo di opposizione all'attuale governo, mantenendo al proprio interno una linea di stabile unità. Occorre ricostruire il Pd, e per farlo è necessario puntare all'innovazione, perseguita da Bersani».
«Franceschini - sostiene Silvia Velo, parlamentare ed ex sindaco di Campiglia - è elemento integrante dell'andamento di un partito nato da una grande intuizione, ma che ha rivelato, nei primi due anni, problemi di gestione. Serve un cambiamento, e ritengo Bersani adatto, per esperienza, serietà e spirito unitario, a ricoprire questo ruolo».

Anche dalle dichiarazioni degli altri sindaci, appare urgente l'esigenza di una forte unità interna: «Non devono esistere divisioni nel partito - dice Michele Biagi, sindaco di San Vincenzo - Di Bersani mi persuade non solo la linea politica, incentrata su un pragmatismo legato alla conoscenza del territorio, ma pure l'esperienza di amministratore».
Toni simili quelli espressi dal primo cittadino di Suvereto, Giampaolo Pioli:«Appoggio la mozione Bersani con un atteggiamento costruttivo e convinto, ma anche critico». Analoga sensazione di aspettativa anche da Luciano Francardi, assessore piombinese all'urbanistica: «Scelgo Bersani; in ogni caso spero in una discussione congressuale forte e approfondita, per un progetto politico compatto che possa affermarsi a livello nazionale».
Al di fuori dello stretto ambito politico, è ancora Bersani il nome più gettonato, spesso accompagnato da auspici unitari che vanno oltre la specifica selezione del candidato: «Occorre un partito più unito - sostiene ad esempio Carlo Torlai, presidente dell'Atm - Troppa attenzione alle primarie, troppa enfasi sull'individualità dei personaggi».

Marco Macchioni, vicepresidente Casalp, invece appoggia solo la designazione di Andrea Manciulli alla guida del Pd toscano, scegliendo di restar fuori dal dibattito sul segretario nazionale: «Penso sarebbe stato meglio un altro tipo di congresso per tentare di risolvere i problemi».
E se Maida Mataloni, presidente del Consiglio comunale di Piombino, non si pronuncia: «Ho la mia idea, ma essendo nella commissione garanzia, rispetto il mio ruolo superpartes, e mi astengo dal rivelarla», gli unici aperti sostenitori di Franceschini sono Riccardo Gelichi, segretario comunale del Pd, e Umberto Canovaro, leader storico prima dei Popolari e poi della Margherita. «Ho condiviso - spiega Canovaro, referente della lista Franceschini Val di Cornia-Elba - sin dal primo momento, la linea di Veltroni, quando nel 2007 si presentò in concorrenza con Letta e Bindi. Votare Franceschini mi sembra una scelta di continuità. Al di là della coerenza, comunque, la scelta è convinta, fiduciosa in un approccio che guarda avanti, attraverso il superamento di divisioni di appartenenza, nella prospettiva di uscire dall'attuale berlusconismo».

In appoggio alla mozione Marino, parla invece Davide Leonelli, referente di zona: «Ignazio Marino rappresenta il nuovo, la soluzione per il cambiamento. Prima di tutto chiede le primarie aperte, contrariamente agli avversari, e poi porta avanti il metodo della laicità dello Stato, assieme all'interesse per la persona, concepita nel valore di individualità, e al rilancio del diritto alla salute e all'ambiente».

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di Redazione web