Il Tirreno

PORTOFERRAIO

L'Onda elbana contro la Gelmini

Stefano Bramanti
Un momento della riunione dell’unità di crisi
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Un momento della riunione dell’unità di crisi

Nasce l'"Onda" elbana. Non si tratta di studenti universitari. Ma di professori, personale della scuola e genitori mobilitati contro la riforma Gelmini e i tagli alla scuola. Una sorta di coordinamento elbano degli operatori e fruitori del settore istitutito ieri a Portoferraio

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PORTOFERRAIO. Nasce l'"Onda" elbana. Non si tratta di studenti universitari. Ma di professori, personale della scuola e genitori mobilitati contro la riforma Gelmini e i tagli alla scuola. Una sorta di coordinamento elbano degli operatori e fruitori del settore istitutito ieri a Portoferraio.
«Per i tagli di organici all'Alitalia il caso fu di livello internazionale, mentre per i 200 mila licenziamenti che si prospettano del comparto scuola cala il silenzio, una sorta di censura sui media nazionali e regna la disinformazione». Con queste parole è stata avviata l'assemblea di quelli che potremmo definire Stati generali del mondo della scuola promossi da Grazia Mazzei e Luciano Giorni, per costituire una rete, tra tutte le realtà isolane, utile a capire gli effetti della riforma e cercare di studiare un nuovo modello di scuola più vicino ai bisogni reali dell'isola.
Un movimento che nasce dal basso, senza etichette di destra o di sinistra. Mazzei, direttrice amministrativa, Giorni ex dirigente scolastico, hanno introdotto l'argomento mettendo in luce come si vada verso 200.000 licenziamenti nel prossimo futuro, una massiccia distruzione dell'apparato scolastico pubblico che non trova molta eco sul fatto che muore il tempo prolungato, si riduce il servizio di scuola materna, si perdono ore nelle varie materie e personale di sorveglianza e di sostegno. Una serie di attacchi che portano indietro di cinquant'anni la scuola che aveva fatto conquiste dal 1962 nell'ottica del diritto allo studio. «E adesso la Gelmini - ha sottolineato Mazzei - annuncia che in ogni classe non ci potranno essere più del 30% di alunni stranieri. Un'altra invenzione antidemocratica del governo e intanto per gli scarsi finanziamenti nelle scuole si devono comprare carta per fotocopie e altro, chiedendo soldi alle famiglie. Una situazione sempre più insostenibile». «E'importante creare - ha rimarcato Giorni - il collegamento tra tutte le scuole in modo trasversale: genitori, personale della scuola e studenti. E individuare i punti critici che si vengono a creare. Per poi studiare le soluzioni da proporre alle istituzioni locali e a tutti i livelli». Determinante sarà il rapporto con i media locali e tutti i convenuti hanno fatto un appello alla realizzazione di spazi di informazione costante. Il movimento avviato ha bisogno di forze ed energie per garantire, nella realtà, un'era nuova per la scuola, senza dubbio oggi fanalino di coda a livello europeo. Numerosi gli interventi nel dibattito, presenti tra gli altri il sindaco di Rio Elba Alessi e i dirigenti scolastici Battaglini e Liorre, il presidente del consiglio d'istituto Gaudenz, Marotti e Pellegrini dell'amministrazione portoferraiese.

E nelle conclusioni, tirate da Mazzei emerge il fatto di puntare all'allargamento della rete attualmente consistente in 40 adesioni, realizzare un nucleo operativo in grado di gestire il movimento che dovrà essere a carattere permanente, realizzare quindi un tabulato che raccolga dati sul personale, sui fondi, sulla sicurezza di ogni istituto scolastico elbano, per poi passare ad un'analisi esatta di tutta a situazione isolana e puntare alla realizzazione di un "Progetto Elba" che possa contare magari su fondi europei, finanziamenti specifici per andare a definire tutte le strategie necessarie al miglioramento della gestione e della qualità della vita scolastica sull'isola.

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