Il dolore
Elba
«Blocchiamo i lavori di Terna»
Valentina Landucci
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Un traliccio tra gli ulivi e la centrale Enel di San GiuseppeA 48 ore dall'apertura dei cantieri si fa strada l'ipotesi di scendere in piazza e fermare i lavori che domani mattina prenderanno il via dalla sottostazione elettrica di San Giuseppe.
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PORTOFERRAIO. Bloccare i lavori e costringere Terna a trattare. Sinistra e Libertà rompe gli indugi. Dopo le prime caute reazioni di comitati cittadini e enti locali elbani, si innalzano i toni della protesta. A 48 ore dall'apertura dei cantieri si fa strada l'ipotesi di scendere in piazza e fermare i lavori che domani mattina prenderanno il via dalla sottostazione elettrica di San Giuseppe.
I primi interventi riguarderanno i tratti di elettrodotto meno problematici per l'opinione pubblica, cioè quelli interrati, sui quali né Comuni né cittadini hanno niente da dire. Quello che fa discutere è il tracciato aereo dell'elettrodotto. Dalla zona delle Picchiaie, su su fino alla provinciale del Volterraio, per sette chilometri. Un percorso aereo più corto di quello inizialmente preventivato e più distante dai centri abitati, che comunque attraverserà vallate e colline di un territorio da cartolina.
Ci siamo avventurati seguendo il tracciato dell'impianto. Raggiungere il cuore dell'Elba orientale non è facile. La viabilità lascia a desiderare: salite ripide, tratti di strada pieni di buche, in alcuni casi vere e proprie mulattiere per raggiungere i punti rossi in lontananza, i tetti dei casolari dove da anni si coltivano viti e olivi e dove sono nate aziende agricole e agriturismo.
Un'Elba distante anni luce da quella degli ombrelloni e delle spiagge, dove si respira, piuttosto, la tranquillità bucolica tipica dell'entroterra toscano. Il verde e il giallo si fondono con il celeste chiaro del cielo settembrino. Un cielo contro il quale nessuno di quelli che vivono qui vorrebbe vedere stagliarsi i tralicci di Terna.
Perché no. A chi abita in queste zone non basta sapere che i tralicci saranno "solo" 20. Né è sufficiente, come rassicurazione, il fatto che per la maggior parte non supereranno i 30 metri di altezza. Quello che vogliono i 700 sottoscrittori di una petizione contro il progetto Terna è l'interramento totale. Perché? Secondo lo studio di un agronomo i tralicci metteranno in fuga le poche specie di nibbio rimaste sull'isola. Il problema dell'impatto ambientale è quello che in ogni sede cittadini e categorie economiche portano come limite al progetto da 50 milioni redatto da Terna. Tra le ragioni del no c'è poi la tutela della salute dei cittadini e quella dell'economia locale basata sul turismo e sulla bellezza del territorio.
Perché sì. Un turismo - tuttavia - messo in crisi, anche se per poche ore, dalla mancanza di luce elettrica. Tre i black out questa estate sul versante orientale, tra Cavo e Rio Marina. Il motivo? L'inadeguatezza di un impianto che ormai non riesce più a sostenere la quantità dei consumi. Un impianto da potenziare: quello che vuole fare Terna.
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