Il Tirreno

PORTOFERRAIO

«Toremar, non vogliamo fregature»

Valentina Landucci
Un traghetto della Tormar in porto a Piombino, accanto l’aliscafo Fabricia fermo per due mesi per un guasto
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Un traghetto della Tormar in porto a Piombino, accanto l’aliscafo Fabricia fermo per due mesi per un guasto

Proposte irricevilibi». Così l'assessore regionale ai trasporti, Riccardo Conti, bolla le ipotesi di convenzione per il passaggio di Toremar alla Regione. «Ma continuamo a trattare - afferma - è il momento decisivo». Lo fa davanti all'assemblea del convegno internazionale "Insulae". E il suo è un monito, anche nei confronti degli enti locali

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PORTOFERRAIO. «Proposte irricevilibi». Così l'assessore regionale ai trasporti, Riccardo Conti, bolla le ipotesi di convenzione per il passaggio di Toremar alla Regione. «Ma continuamo a trattare - afferma - è il momento decisivo». Lo fa davanti all'assemblea del convegno internazionale "Insulae". E il suo è un monito, anche nei confronti degli enti locali.

In gioco c'è l'intera partita della continuità territoriale, che non significa, per Conti, solo navi, ma anche aerei. Così, dopo aver rilanciato l'ipotesi del potenziamento dell'aeroporto della Pila «che vedo come un ponte - spiega Conti - per gli studenti dell'Elba verso Pisa e Firenze», entra nel merito delle scelte che dovranno essere fatte entro la fine dell'anno su Toremar. Le priorità sono tre: prendere in consegna una società senza debiti, salvaguardare i livelli occupazionali, garantire servizi di trasporto pubblico adeguati non solo per il turismo ma anche e soprattutto per i residenti. «E per fare questo - spiega - occorre un gestore che sappia fare l'armatore: noi non siamo in grado di farlo e credo neppure gli albergatori che pure si sono offerti per questo ruolo». Prima di pensare a chi, però, devono essere sciolti i nodi sul "cosa". Toremar è il tesoretto per Tirrenia: la società madre ha attinto risorse da quella regionale. Non ultimo un prestito da 18 milioni di euro che Tirrenia restituisce a tassi agevolati ma che a Toremar costa molto di più. «Questi debiti non li pagheremo noi - afferma Conti - ma non è l'unica questione finanziaria sulla quale trovare un'intesa: c'è anche il milione di euro l'anno di ammortamenti per gli investimenti da discutere in relazione al rinnovamento della flotta. L'imbarcazione più giovane è del 1991. Non ci si deve stupire se poi le navi si guastano». L'altro nodo da sciogliere è quello dell'occupazione. «Vogliamo salvaguardare i posti di lavoro - conclude Conti - ma dobbiamo prima capire quale sia la lista dei dipendenti della Toremar: non vorremmo ritrovarci con personale che ha lavorato nella società due mesi l'anno e gli altri 10 è stato impiegato con Tirrenia».
Valentina Landucci

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