Il dolore
NELLA ZONA DI RIMIGLIANO
Come un campeggio, ma è abusivo
Nicola Stefanini
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Alcuni dei lotti di terreno trasformati in una sorta di campeggio a Poggio alle Formiche e messi sotto sequestro preventivo dalla polizia municipaleBaracche di legno o di lamiera, roulotte, container, verandine, e poi cancelletti, recinzioni, vialetti con lampioncini, tutto immerso nella discrezione del verde, riparato all'occorrenza con teli ombreggianti, in una zona un po' fuori mano, ma nemmeno troppo
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SAN VINCENZO. Baracche di legno o di lamiera, roulotte, container, verandine, e poi cancelletti, recinzioni, vialetti con lampioncini, tutto immerso nella discrezione del verde, riparato all'occorrenza con teli ombreggianti, in una zona un po' fuori mano, ma nemmeno troppo. Una specie di campeggio, o una sorta di embrionale lottizzazione, comunque in regime di abuso. Questa almeno è l'ipotesi di reato per la quale i vigili urbani di San Vincenzo hanno messo sotto sequestro penale preventivo 34 lotti di terreno, e tutto quanto vi si trova sopra, a Poggio alle Formiche, un'area verde nei pressi della Torraccia e che rientra nella zona vincolata di Rimigliano.
I 34 lotti di terreno, per complessivi 24.400 metri quadrati, fanno capo a diversi proprietari. Tutte persone residenti in varie zone della Toscana e non solo, in alcuni comuni della Val di Cornia, ma nessuna di San Vincenzo, come spiega Andrea Filippi responsabile dell'ufficio tecnico del Comune di San Vincenzo; ufficio che, insieme al sindaco e al comando della polizia municipale, ha condotto gli accertamenti che hanno portato al sequestro.
«Tutto - spiega Filippi - è partito da una segnalazione che abbiamo ricevuto dalla Guardia di finanza; nel corso dell'indagine abbiamo stabilito che le roulotte, le baracche e quant'altro era stato installato in queli lotti di terreno, era lì in modo abusivo, in totale assenza di autorizzazioni e in una posizione non sanabile in quanto la zona è tutelata e sottoposta a vincoli che non consentono l'utilizzo a scopi abitativi».
Per il Comune, dunque, i proprietari dei 34 lotti trasformati in piazzole di camping, e che venivano utilizzati come "pied a terre" per le vacanze, avrebbero violato le norme urbanistico-edilizie e anche quelle igienico-sanitarie e ambientali, visto che a Poggio alle Formiche non ci sono nè rete fognaria nè altri servizi indispensabili per abitarci. Accuse, al pari del sequestro preventivo, ora all'attenzione della magistratura livornese che dovrà pronunciarsi sul caso.
Diversi anni fa, ricordano in Comune, c'era già stato un intervento simile in quella zona, al quale erano seguite precise disposizioni per la rimessa in pristino. Ma evidentemente quell'iniziativa non era stata sufficiente.
I 34 lotti di terreno, per complessivi 24.400 metri quadrati, fanno capo a diversi proprietari. Tutte persone residenti in varie zone della Toscana e non solo, in alcuni comuni della Val di Cornia, ma nessuna di San Vincenzo, come spiega Andrea Filippi responsabile dell'ufficio tecnico del Comune di San Vincenzo; ufficio che, insieme al sindaco e al comando della polizia municipale, ha condotto gli accertamenti che hanno portato al sequestro.
«Tutto - spiega Filippi - è partito da una segnalazione che abbiamo ricevuto dalla Guardia di finanza; nel corso dell'indagine abbiamo stabilito che le roulotte, le baracche e quant'altro era stato installato in queli lotti di terreno, era lì in modo abusivo, in totale assenza di autorizzazioni e in una posizione non sanabile in quanto la zona è tutelata e sottoposta a vincoli che non consentono l'utilizzo a scopi abitativi».
Per il Comune, dunque, i proprietari dei 34 lotti trasformati in piazzole di camping, e che venivano utilizzati come "pied a terre" per le vacanze, avrebbero violato le norme urbanistico-edilizie e anche quelle igienico-sanitarie e ambientali, visto che a Poggio alle Formiche non ci sono nè rete fognaria nè altri servizi indispensabili per abitarci. Accuse, al pari del sequestro preventivo, ora all'attenzione della magistratura livornese che dovrà pronunciarsi sul caso.
Diversi anni fa, ricordano in Comune, c'era già stato un intervento simile in quella zona, al quale erano seguite precise disposizioni per la rimessa in pristino. Ma evidentemente quell'iniziativa non era stata sufficiente.
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