Il Tirreno

ESPERTI E POLITICI A CONFRONTO

«Strategie comuni per sopravvivere»

Stefano Taglione
I delegati dell’Esin, la federazione europea delle isole minori, ospiti al De Laugier
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I delegati dell’Esin, la federazione europea delle isole minori, ospiti al De Laugier

Isole di tutta Europa unitevi. E' questo il messaggio del nono meeting annuale dell'Esin, l'European Small Island Federation, ospitato a Portoferraio. L'associazione, nata nel 2001, vuole incentivare tutte le piccole isole europee a superare i gap legati all'emarginazione, all'insularità e allo sviluppo incentrato solo esclusivamente sul turismo stagionale

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PORTOFERRAIO. Isole di tutta Europa unitevi. E' questo il messaggio del nono meeting annuale dell'Esin, l'European Small Island Federation, ospitato a Portoferraio. L'associazione, nata nel 2001, vuole incentivare tutte le piccole isole europee a superare i gap legati all'emarginazione, all'insularità e allo sviluppo incentrato solo esclusivamente sul turismo stagionale.
Nel dibattito tenutosi ieri sono stati messi in luce obiettivi e problematiche che accomunano l'Elba con molte altre realtà, come le isole greche e quelle del nord Europa. La parola d'ordine è attrattività. A pronunciarla è il professor Ioannis Spilanis, che ha dato vita all'Espon, un progetto di ricerca sulle isole minori. Ogni realtà insulare dovrebbe riuscire ad essere attrattiva sia per gli abitanti stessi, che fuggono perché le possibilità di impiego e carriera sono pressoché nulle, che per le aziende, le quali non possono reggere la competizione con la terraferma. «Dobbiamo puntare tutto sulla qualità, non potendo competere sul prezzo e quindi sulla produzione di massa. Ogni settore deve eccellere. Dai prodotti locali ai servizi per la popolazione, come la sanità», dice il professore. «Poi bisogna fare in modo che i giovani non se ne vadano e quindi creare lavoro, non solo stagionale, ma durante tutto l'anno».

Un obiettivo non facilmente raggiungibile visto che le politiche sono state concepite più che altro per il continente. L'impegno dell'Unione Europea per la coesione territoriale, ovvero sviluppare quasi allo stesso livello tutto il territorio, c'è. «E deve essere uno sviluppo sostenibile - sostiene Catalina Schezzini, presidente dell'Associazione Nazionale Comuni Isole Minori - non vogliamo uno sviluppo ad ogni costo come a Maiorca.»
La cosa più difficile è sensibilizzare gli organi europei al problema dell'insularità. In questo senso si sta adoperando l'Esin, che è in costante contatto con alcuni parlamentari, una trentina dei quali, otto italiani, provengono proprio da queste realtà.
Oggi "Insulae" prosegue, con la seconda conferenza europea sulle isole minori. Sarà presente anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli.

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