La manifestazione
LA CRISI SIDERURGICA
Magona, tornano gli interinali
Luca Centini
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L’ingresso dell’Arcelor MagonaPrimi passi fuori dalla crisi. La ripresa annunciata dello stabilimento Magona ha portato i primi risultati sotto l'aspetto occupazionale. L'azienda assumerà quindici interinali per far fronte all'aumento degli ordini e per rispondere ai problemi sollevati dalle Rsu sull'organizzazione degli orari e della turnistica
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PIOMBINO. Primi passi fuori dalla crisi. La ripresa annunciata dello stabilimento Magona ha portato i primi risultati sotto l'aspetto occupazionale. L'azienda assumerà quindici interinali per far fronte all'aumento degli ordini e per rispondere ai problemi sollevati dalle Rsu sull'organizzazione degli orari e della turnistica.
«Siamo soddisfatti per il rientro in fabbrica di 15 interinali - spiegano Fim, Fiom e Uilm in una nota - l'azienda ha dato una risposta positiva ai temi sollevati dalle Rsu, confidiamo che questa scelta possa diventare un esempio per tutte le altre aziende».
Gli interinali assunti, una parte dei 28 lavoratori usciti dalla fabbrica ad aprile, saranno reinseriti nel ciclo produttivo a partire dal 14 settembre e impiegati in parte nelle procedure di avvio del nuovo reparto di zincatura 5, in parte per rispondere alle esigenze di adeguamento e copertura dell'organico.
I presupposti per la riassunzione degli interinali si sono creati grazie all'incremento dei volumi di produzione, dettato dalle esigenze dei clienti di ripristinare le scorte in vista di un aumento del prezzo dell'acciaio sul mercato mondiale. Una crescita della produzione che ha convinto l'azienda ad avviare la nuova zincatura 5 che, a novembre, dovrebbe produrre il primo rotolo di acciaio e marciare a pieno regime a inizio 2010.
Le uscite di più di cento dipendenti per mobilità incentivata e per i pensionamenti in base alla legge sull'amianto hanno fatto il resto, spianando la strada all'azzeramento della cassa integrazione per 150 operai e al reintegro di parte degli interinali usciti ad aprile. Sulla possibilità di riassorbire il totale degli interinali continua però a gravare l'incertezza per i primi mesi del 2010, che potrebbero essere segnati da un nuovo ridimensionamento produttivo.
La ripresa è stata al centro della discussione che, lunedì e martedì con la partecipazione di 268 lavoratori, si è tenuta nel corso delle assemblee presiedute dai sindacati. I responsabili Fausto Fagioli (Fim), Luciano Gabrielli (Fiom) e Vincenzo Renda (Uilm) hanno illustrato il contenuto dell'accordo quadro tra Arcelor Mittal e Fem (federazione europea dei metalmeccanici), approvato dai lavoratori con 203 voti favorevoli. L'azienda, nel tentativo di anticipare e interpretare il mercato, garantisce l'avvio di tutte le procedure per salvaguardare l'occupazione e la tenuta dei siti produttivi europei, alcuni ancora alle prese con la crisi.
I sindacati hanno chiarito infine la posizione assunta sulla vertenza del "tempo tuta". «In questa fase non è una priorità, ma comunque è necessario salvaguardare i diritti dei lavoratori - spiegano i sindacati - interromperemo i termini di prescrizione dei lavoratori e avvieremo alcune cause pilota, ma è chiaro che sarebbe preferibile un accordo con l'azienda per dare riposte positive e più rapide ai lavoratori, dato che i tempi per concludere le vertenze sono lunghi e costosi».
«Siamo soddisfatti per il rientro in fabbrica di 15 interinali - spiegano Fim, Fiom e Uilm in una nota - l'azienda ha dato una risposta positiva ai temi sollevati dalle Rsu, confidiamo che questa scelta possa diventare un esempio per tutte le altre aziende».
Gli interinali assunti, una parte dei 28 lavoratori usciti dalla fabbrica ad aprile, saranno reinseriti nel ciclo produttivo a partire dal 14 settembre e impiegati in parte nelle procedure di avvio del nuovo reparto di zincatura 5, in parte per rispondere alle esigenze di adeguamento e copertura dell'organico.
I presupposti per la riassunzione degli interinali si sono creati grazie all'incremento dei volumi di produzione, dettato dalle esigenze dei clienti di ripristinare le scorte in vista di un aumento del prezzo dell'acciaio sul mercato mondiale. Una crescita della produzione che ha convinto l'azienda ad avviare la nuova zincatura 5 che, a novembre, dovrebbe produrre il primo rotolo di acciaio e marciare a pieno regime a inizio 2010.
Le uscite di più di cento dipendenti per mobilità incentivata e per i pensionamenti in base alla legge sull'amianto hanno fatto il resto, spianando la strada all'azzeramento della cassa integrazione per 150 operai e al reintegro di parte degli interinali usciti ad aprile. Sulla possibilità di riassorbire il totale degli interinali continua però a gravare l'incertezza per i primi mesi del 2010, che potrebbero essere segnati da un nuovo ridimensionamento produttivo.
La ripresa è stata al centro della discussione che, lunedì e martedì con la partecipazione di 268 lavoratori, si è tenuta nel corso delle assemblee presiedute dai sindacati. I responsabili Fausto Fagioli (Fim), Luciano Gabrielli (Fiom) e Vincenzo Renda (Uilm) hanno illustrato il contenuto dell'accordo quadro tra Arcelor Mittal e Fem (federazione europea dei metalmeccanici), approvato dai lavoratori con 203 voti favorevoli. L'azienda, nel tentativo di anticipare e interpretare il mercato, garantisce l'avvio di tutte le procedure per salvaguardare l'occupazione e la tenuta dei siti produttivi europei, alcuni ancora alle prese con la crisi.
I sindacati hanno chiarito infine la posizione assunta sulla vertenza del "tempo tuta". «In questa fase non è una priorità, ma comunque è necessario salvaguardare i diritti dei lavoratori - spiegano i sindacati - interromperemo i termini di prescrizione dei lavoratori e avvieremo alcune cause pilota, ma è chiaro che sarebbe preferibile un accordo con l'azienda per dare riposte positive e più rapide ai lavoratori, dato che i tempi per concludere le vertenze sono lunghi e costosi».
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