Il Tirreno

Scuola

Liceo Carducci, crisi misteriosa

M. Massei Autunnali
Il professor Pablo Gorini e il liceo classico
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Il professor Pablo Gorini e il liceo classico

Il vicepreside Gorini: «Faremo di tutto per rilanciare la nostra scuola: la sua fine sarebbe un danno per la Val di Cornia»

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PIOMBINO. Liceo classico in crisi per Piombino e dintorni? Almeno in parte e con qualche riserva, ma quanto basta per lanciare comunque un allarme che - come in molti desiderano - possa tradursi rapidamente in un'apertura alla speranza. Sta di fatto che, almeno quest'anno, il "Carducci" di Piombino non avrà una propria 4ª ginnasio, caso a cui si aggiunge l'assenza della prima liceo, conseguenza diretta dell'esaurimento della 5ª ginnasio dello scorso anno.
Frangente amaro, a cui si aggiunge la constatazione desolante di una flessione che se tocca, seppur in tono minore, anche Cecina e Livorno e in qualche modo Grosseto, non rientra nei parametri di valutazione di quanto accade nel resto della Toscana, dove quasi ovunque lo stato di salute di questo indirizzo di studi può vantare condizioni di eccellenza.
Fatte le debite proporzioni, c'è l'esempio significativo del successo del liceo classico "Carducci" di Viareggio, dove le sezioni della quarta ginnasio sono addirittura sei e gli iscritti 153.
Al "Cicognini" di Prato le nuove iscrizioni arrivano a 70, a Empoli a 82, a Pisa a 105, mentre a Cortona, cittadina di fortissima tradizione culturale, ma con un'espansione demografica sensibilmente inferiore rispetto a Piombino, il liceo classico "Signorelli" conta due sezioni.
Ottime notizie, infine, anche per i quattro licei classici statali di Firenze: al "Michelangelo", addirittura, le sezioni del primo anno di corso sono nove e i neo-iscritti complessivamente 247.
Accertata quindi una richiesta di mercato ancora piuttosto forte in linea generale, resta la "querelle" piombinese, legata a un istituto di tradizione peraltro forte e soprattutto assai celebrata.
Pablo Gorini, insegnante di lettere e vicepreside, non nasconde la consapevolezza di un confronto pesante rispetto ai dati di zone anche attigue: «Il liceo classico, su tutto il territorio regionale e nazionale è in espansione. Varrebbe la pena indagare i motivi, anche politici, di questa crisi che ci riguarda e che da qualche anno si è consolidata un po' in tutta la provincia di Livorno: la quarta ginnasio di Cecina, ad esempio, si è potuta formare agevolmente solamente perché alla fine ha potuto usufruire di quei tre o quattro soggetti che si erano iscritti a Piombino ma poi hanno dovuto cambiare scuola».
Per Gorini sono in parte anche i recenti provvedimenti ministeriali sulle "maxi-classi" ad aver condizionato la situazione: «E' vero però che ci troviamo in una realtà piccola e l'erosione può essere stata progressivamente determinata da vari fattori. A giugno avevamo dodici preiscritti al ginnasio: quantità non lontanissima da un'ipotetica soglia di 18-19 alunni necessari per la formazione di una classe. La metà proveniva però da Venturina: possibile che una cittadina di 35mila abitanti come Piombino non sia capace di produrre venti alunni di liceo classico? C'è da sottolineare che la nuova sezione di indirizzo linguistico compresa nel liceo scientifico è andata molto bene, con moltissime iscrizioni che probabilmente convogliano anche alcuni soggetti che altrimenti si sarebbero iscritti al ginnasio».
«Noi quest'anno - conclude Gorini - metteremo comunque in atto tutte le strategie possibili per rilanciare il liceo classico, soprattutto affinché non si diffonda la folle notizia che questa scuola - per il fatto che quest'anno non si è formata la quarta ginnasio - sia destinata a morire. Questa evenienza sarebbe veramente un danno irreparabile per la Val di Cornia».
M. Massei Autunnali

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