Il Tirreno

PORTOFERRAIO

Differenziata, Elba ancora fanalino di coda

L’impianto del Buraccio dove vengono trattati i rifiuti elbani
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L’impianto del Buraccio dove vengono trattati i rifiuti elbani

L'Elba rimane il fanalino di coda della Provincia per la raccolta differenziata dei rifiuti. I dati, non ancora ufficiali, relativi all'ultimo anno testimoniano un incremento generale nelle quantità di materiale destinato al riciclo

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PORTOFERRAIO. L'Elba rimane il fanalino di coda della Provincia per la raccolta differenziata dei rifiuti. I dati, non ancora ufficiali, relativi all'ultimo anno testimoniano un incremento generale nelle quantità di materiale destinato al riciclo. Ma non sufficienti a sanare un deficit frutto, sull'isola, di ritardi e - indubbiamente - di difficoltà strutturali. Perchè fare la differenziata qui costa comunque di più che nel resto della Provincia.
Ad oggi i dati relativi alla differenziata vedono in testa, tra gli otto Comuni elbani, Portoferraio, con una percentale che si assesta sul 25%. Va meglio, rispetto al passato, anche Marciana Marina con un 19%. Più basse le percentuali nel resto dell'isola, in alcuni casi inferiori al 10%. Così, anche per quest'anno, i cittadini si troveranno a pagare, insieme alla tariffa di smaltimento, anche l'ecotassa.

Per i Comuni, però, non è tanto la "penale" a incidere suoi costi, quanto l'annoso problema del trasporto dei rifiuti via mare dato che sul territorio non ci sono impianti per il trattamento. «In pratica - spiega il sindaco di Portoferraio, Roberto Peria - il 60% del costo di smaltimento è dovuto proprio al trasferimento dei rifiuti in continente. Il resto copre la raccolta e lo spazzamento oltre che la percentuale dell'ecotassa che incide per il 7-8%».
Una tonnellata di rifiuti elbani costa, oggi, 160 euro: è la più cara in Provincia e tra le più elevate in tutto il territorio dell'Ato Costa. E non aiuta a abbassare le tariffe la situazione isolana in tema di gestione dei servizi di raccolta e smaltimento: troppo frammentaria. Esa, la principale società pubblica del settore, non si occupa di tutti i Comuni elbani che in motli casi fanno da soli. Come ad esempio Porto Azzurro dove, sul tema della differenziata, si è scelta la strategia delle isole ecologiche «che entro la fine dell'anno - spiega Banfi - potrebbero diventare cinque». Lo stesso Banfi, però, sottolinea come sia necessario unire le forze per affrontare il problema dei costi.

«Il futuro di questo settore - spiega Peria - ci obbliga a riorganizzare la gestione dei rifiuti r fare di Esa una società elbana a tutti gli effetti, anche in vista della gara per l'affidamento della gestione da parte di Ato Costa». Dopo di che per il sindaco occorre, una volta per tutte, mettere mano a progetti concreti: per la differenziata, pwer gli impianti e sulle politiche per la riduzione della produzione di rifiuti.

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