Il Tirreno

LIVORNO

Cinque in manette per spaccio

Lara Loreti
Cheval accanto alla tenda trasformata in market della droga
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Cheval accanto alla tenda trasformata in market della droga

Nascosti nella macchia con la roba. Tanto che per scovarla è dovuto intervenire Cheval, il supercane antidroga in forza alle unità cinofile di San Rossore

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LIVORNO. Nascosti nella macchia con la roba. Tanto che per scovarla è dovuto intervenire Cheval, il supercane antidroga in forza alle unità cinofile di San Rossore.
Spacciatori "bucolici" i due tunisini arrestati dai carabinieri in via del Littorale a Livorno, nella zona incolta tra i Rex e i Sama. Hanno scelto alberi e arbusti come rifugio dove stabilire la propria dimora nonché un market per l'eroina. E i clienti non mancavano: nella stessa operazione i militari della Compagnia livornese hanno arrestato anche tre acquirenti, due giovani grossetani e una piombinese residente a Campiglia.

Cinque arresti, circa un etto di eroina recuperata dall'unità cinofila (insieme a una bilancina di precisione) e un florido mercato annientato. Da almeno due settimane infatti, i residenti vedevano un frequente via vai dalla strada verso la macchia. E per questo avevano dato l'allarme al 112.
A finire in manette, i due tunisini, Maufel Ahmed, 37 anni, e Sarane Hachana, 29. Più gli altri tre che, secondo quanto accertato dai carabinieri, dovranno rispondere di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio, sono due operai grossetani e una cameriera piombinese: si tratta di Riccardo Perugini, 25 anni, Marco Amerighi, 27, e Jenny Galati, 20. Tutti e tre in auto avevano droga che, secondo i militari, avevano appena acquistato dai tunisini.
Ma vediamo i dettagli dell'operazione. Martedì pomeriggio i carabinieri del Nucleo operativo radiomobile, organizzano un servizio in borghese ad Antignano. A un tratto vedono una ragazza su una Fiat Punto arrivare da sud, fare inversione e poi parcheggiare a bordo strada, lato mare. Al limitare del bosco arrivano due magrebini: i tre si fermano a parlare un po'; quindi, uno dei due rientra nella macchia per poi tornare di nuovo fuori con un pacchetto. Scambio. Poi la piombinese riparte e i due rientrano nel verde. L'automobilista viene fermata poco più a sud: ha con sé nelle parti intime 5 grammi e mezzo di eroina.

Poco dopo, stesso copione. Questa volta però ad arrivare, sempre da sud, è un giovane alla guida di una Golf. Si tratta del 25enne di Grosseto che poi viene fermato con 16 grammi. Infine, a bordo di un'altra Golf giunge l'altro grossetano, a sua volta pizzicato con 5 grammi dai carabinieri. Tutti e tre dovranno rispondere dell'accusa di detenzione di droga ai fini di spaccio.
A quel punto, i militari si dedicano ai tunisini, che vengono seguiti proprio mentre stanno per rientrare nel proprio nascondiglio: una tenda nel folto della vegetazione, impossibile da notare. Lì i tunisini, come emerso dalle indagini dei carabinieri, trascorrevano le loro giornate in attesa di clienti. Sotto la tenda, coperte, cartoni di bevande, resti di cibo, persino un collutorio per denti e una collana da donna.

Il bosco è stato setacciato ieri mattina. Verso le 11 il militare a 4 zampe individua, negli oltre due ettari di vegetazione, un barattolo di cappuccino in polvere: solo che dentro non c'è latte solubile, ma eroina divisa in quattro grandi dosi. Le ricerche sono continuate per tutto il giorno. I carabinieri stanno indagando per capire se ci siano altre persone coinvolte nel giro e la provenienza dello stupefacente, destinato ai giovani della costa.

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