Sicurezza
SCUOLA
Caro libri, gli istituti si adeguano
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Genitori e ragazzi in una libreria e sopra alunni all’ingresso a scuolaSono cifre perlopiù nelle norme quelle che toccano i libri di testo in programma negli istituti superiori piombinesi. Rispettate insomma le regole fissate dal Ministero della pubblica istruzione con un tetto di spesa che stabilisce una quota massima distinta per ogni classe di ogni indirizzo
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PIOMBINO. Sono cifre perlopiù nelle norme quelle che toccano i libri di testo in programma negli istituti superiori piombinesi. Rispettate insomma le regole fissate dal Ministero della pubblica istruzione con un tetto di spesa che stabilisce una quota massima distinta per ogni classe di ogni indirizzo.
E' su questa base, dunque, che il liceo classico Carducci invece dei 181 euro fissati per la quinta ginnasio prevede una spesa di 130,95. Si supera invece di poco il margine di 305 euro con i 316,35 necessari per i libri della seconda. Più pesante il bilancio per la terza: i libri richiesti costano 355,26 euro quando il Ministero fissa il tetto a 315.
Iscriversi alla prima classe del liceo scientifico comporta una spesa in libri di 298,20 euro, che passa a 208,20 per gli studenti del secondo anno: in entrambi i casi i parametri di 300 e 210 sono rispettati. Mentre gli allievi di terza si ritroveranno a spendere 320,80, supereranno di poco più di una decina di euro il tetto imposto di 310. Due euro in più per gli studenti di quarta (282,30), mentre supera addirittura di cinquanta euro il "risparmio" degli studenti di quinta, che spenderanno 244,90 contro i 300 ammessi dal Ministero. Il caso particolare di questo indirizzo scolastico comporta poi per alcune classi una diminuzione rispetto allo scorso anno quando le cifre spese dagli studenti di terza e di quinta furono rispettivamente di 332,90 e 260,35 euro.
Regole rispettate all'Itc "Einaudi", dove acquistare i libri per il primo anno comporta una spesa di 260,30 euro, per il secondo anno di 149,55, per il terzo 247,15, cifra che si ripete l'anno successivo superando però in questo caso, anche se di soli sette euro, il tetto imposto di 240. Ammonta invece 211,60 (contro i 220 imposti) la spesa per gli studenti iscritti al quinto.
Buone notizie anche per gli studenti dell'Ipsct "Ceccherelli". I limiti fissati a 245 euro per la prima classe e mediamente rispettati per gli iscritti alla 1ªA (243 contro i 247,95 della 1ªB e i 269,70 della 1ªC), diventano un margine molto ampio per la seconda, dove il tetto stabilito dal Ministero a 150 euro è largamente compreso nei 101,80 della 2ªA e 2ªB e nei 126,40 della 2ªC. Poco significativo il "sorpasso" nel caso dei 220 imposti per le terze: 229,40 è la spesa degli allievi della 3ªGA e 234,75 quella degli studenti della 3ªIT. Tetto a 180 per gli studenti di quarta, rispettato in entrambe le classi (116,85 per la 4ªGA e 162,70 per la 4ªST). Parametri soddisfatti anche per le quinte, dove i 120 stabiliti sono rispettati ampiamente dalla 5ªAST (92,75) e dalla 5ªGA (91,15), ma la spesa per la 5ªBST è di 162,70.
Parzialmente ligie alle regole le scelte operate all'Iti "Pacinotti", specie nel biennio, dove gli allievi di prima spenderanno 264,35 euro (il tetto è a 305) e quelli di seconda 227,10 (tetto a 160). Gli studenti di terza - elettrotecnici e meccanici - avranno un carico di spese rispettivamente di 290,55 e 300,05 euro rientrando nei parametri; mentre quelli di quarta affronteranno cifre di 269,40 e di 334,90 euro superando, anche con un certo margine, il tetto di 245. Agli studenti di quinta spetteranno spese di 290,90 e 344,90 euro.
Infine, l'Ipsia "Volta", dove le spese imposte rispettano perlopiù il tetto di 240 euro nelle tre classi prime (196,40, 175,50 e 248,40), con un modesto sforamento nelle seconde (169,60 e 206,70 contro i 140 imposti) e nelle terze con 190,75 e 186,55 contro i 160 previsti dal tetto ministeriale. Gli allievi delle quarte Tien e Tse, spenderanno rispettivamente 151,05 e 254,15 euro, quelli delle quinte 175,80 (5ª Tien) e 220,60 (5ªTse). Per loro i margini sono a 170 e a 125 euro.
Ridotti sforamenti insomma, eccetto qualche caso rispetto al quale sono proprio i negozianti i primi a scendere in campo, rivendicando una solidità di prezzi che, a dispetto delle polemiche, sembra aver risentito solo relativamente dei naturali movimenti di mercato, se è vero che per acquistare i libri per il primo anno del triennio del liceo classico a metà degli anni Novanta occorrevano all'incirca 6-700mila lire. «Quello che più stupisce - dicono molti librai - è semmai l'atteggiamento di molti genitori di fronte all'oggetto libro, evidentemente reputato bene di utilità molto relativa: prontissimi a spendere anche molti soldi in ricariche telefoniche, carte da gioco e altri gadget, si irrigidiscono immediatamente al momento dell'acquisto dei testi scolastici».
E' su questa base, dunque, che il liceo classico Carducci invece dei 181 euro fissati per la quinta ginnasio prevede una spesa di 130,95. Si supera invece di poco il margine di 305 euro con i 316,35 necessari per i libri della seconda. Più pesante il bilancio per la terza: i libri richiesti costano 355,26 euro quando il Ministero fissa il tetto a 315.
Iscriversi alla prima classe del liceo scientifico comporta una spesa in libri di 298,20 euro, che passa a 208,20 per gli studenti del secondo anno: in entrambi i casi i parametri di 300 e 210 sono rispettati. Mentre gli allievi di terza si ritroveranno a spendere 320,80, supereranno di poco più di una decina di euro il tetto imposto di 310. Due euro in più per gli studenti di quarta (282,30), mentre supera addirittura di cinquanta euro il "risparmio" degli studenti di quinta, che spenderanno 244,90 contro i 300 ammessi dal Ministero. Il caso particolare di questo indirizzo scolastico comporta poi per alcune classi una diminuzione rispetto allo scorso anno quando le cifre spese dagli studenti di terza e di quinta furono rispettivamente di 332,90 e 260,35 euro.
Regole rispettate all'Itc "Einaudi", dove acquistare i libri per il primo anno comporta una spesa di 260,30 euro, per il secondo anno di 149,55, per il terzo 247,15, cifra che si ripete l'anno successivo superando però in questo caso, anche se di soli sette euro, il tetto imposto di 240. Ammonta invece 211,60 (contro i 220 imposti) la spesa per gli studenti iscritti al quinto.
Buone notizie anche per gli studenti dell'Ipsct "Ceccherelli". I limiti fissati a 245 euro per la prima classe e mediamente rispettati per gli iscritti alla 1ªA (243 contro i 247,95 della 1ªB e i 269,70 della 1ªC), diventano un margine molto ampio per la seconda, dove il tetto stabilito dal Ministero a 150 euro è largamente compreso nei 101,80 della 2ªA e 2ªB e nei 126,40 della 2ªC. Poco significativo il "sorpasso" nel caso dei 220 imposti per le terze: 229,40 è la spesa degli allievi della 3ªGA e 234,75 quella degli studenti della 3ªIT. Tetto a 180 per gli studenti di quarta, rispettato in entrambe le classi (116,85 per la 4ªGA e 162,70 per la 4ªST). Parametri soddisfatti anche per le quinte, dove i 120 stabiliti sono rispettati ampiamente dalla 5ªAST (92,75) e dalla 5ªGA (91,15), ma la spesa per la 5ªBST è di 162,70.
Parzialmente ligie alle regole le scelte operate all'Iti "Pacinotti", specie nel biennio, dove gli allievi di prima spenderanno 264,35 euro (il tetto è a 305) e quelli di seconda 227,10 (tetto a 160). Gli studenti di terza - elettrotecnici e meccanici - avranno un carico di spese rispettivamente di 290,55 e 300,05 euro rientrando nei parametri; mentre quelli di quarta affronteranno cifre di 269,40 e di 334,90 euro superando, anche con un certo margine, il tetto di 245. Agli studenti di quinta spetteranno spese di 290,90 e 344,90 euro.
Infine, l'Ipsia "Volta", dove le spese imposte rispettano perlopiù il tetto di 240 euro nelle tre classi prime (196,40, 175,50 e 248,40), con un modesto sforamento nelle seconde (169,60 e 206,70 contro i 140 imposti) e nelle terze con 190,75 e 186,55 contro i 160 previsti dal tetto ministeriale. Gli allievi delle quarte Tien e Tse, spenderanno rispettivamente 151,05 e 254,15 euro, quelli delle quinte 175,80 (5ª Tien) e 220,60 (5ªTse). Per loro i margini sono a 170 e a 125 euro.
Ridotti sforamenti insomma, eccetto qualche caso rispetto al quale sono proprio i negozianti i primi a scendere in campo, rivendicando una solidità di prezzi che, a dispetto delle polemiche, sembra aver risentito solo relativamente dei naturali movimenti di mercato, se è vero che per acquistare i libri per il primo anno del triennio del liceo classico a metà degli anni Novanta occorrevano all'incirca 6-700mila lire. «Quello che più stupisce - dicono molti librai - è semmai l'atteggiamento di molti genitori di fronte all'oggetto libro, evidentemente reputato bene di utilità molto relativa: prontissimi a spendere anche molti soldi in ricariche telefoniche, carte da gioco e altri gadget, si irrigidiscono immediatamente al momento dell'acquisto dei testi scolastici».
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