Il dolore
PORTOFERRAIO
«Terna, il Parco faccia la sua parte»
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Operai su un traliccio dell’EnelUn appello al Parco. Un appello perchè intervenga su due fronti, fonti energetiche e interramento dell'elettrodotto Terna, la linea elettrica 132 Kv da San Giuseppe a Portoferraio lunga circa 15 chilometri e sette di linea aerea
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PORTOFERRAIO. Un appello al Parco. Un appello perchè intervenga su due fronti, fonti energetiche e interramento dell'elettrodotto Terna, la linea elettrica 132 Kv da San Giuseppe a Portoferraio lunga circa 15 chilometri e sette di linea aerea. Come dire 20 tralicci, uno alto 40 metri, 10 tra 30 e 35 metri, 8 di altezza inferiore a 30 metri.
Una posizione chiara quella della Confesercenti. Mauro Quercioli è il presidente di zona dell'associazione di categoria. Dice: «É anni ormai che si parla di quest'opera e sembrava in un primo momento che i Comuni ed in particolare la società Terna avessero recepito nel progetto le necessità di questo territorio, ma evidentemente, occorre sempre tenere alta la soglia di attenzione». I motivi sono diversi. Rimarca Quercioli: «L'Elba si trova già adesso ad affrontare una situazione difficile, dal punto di vista della tenuta economica, strettamente legata alla qualità del nostro turismo e quindi anche alla qualità dell'ambiente che offriamo. Se continuiamo a deturpare quella che è la nostra risorsa di base, cioè il territorio, rischiamo di minare in modo pericoloso anche il nostro futuro economico. Ci aspettiamo che in questa vicenda il Parco e tutti gli otto Comuni isolani svolgano per intero il loro ruolo di rappresentanza degli interessi della comunità elbana evitando di lasciare isolati, come in altre occasioni, i territori comunali interessati dal progetto». La Confesercenti è convinta che non solo si debba procedere, da parte di Terna, con l'interramento completo «ma che - spiega ancora Quercioli - il problema energetico dell'isola possa ed anzi debba essere affrontato tenendo presenti tutte le possibilità offerte dalle energie rinnovabili». Da questi presupposti un invito al Parco. «Deve fare la propria parte in termini di concertazione con tutti gli enti locali ed i Comuni ad inserire nei rispettivi regolamenti urbanistici norme adeguate».
Una posizione chiara quella della Confesercenti. Mauro Quercioli è il presidente di zona dell'associazione di categoria. Dice: «É anni ormai che si parla di quest'opera e sembrava in un primo momento che i Comuni ed in particolare la società Terna avessero recepito nel progetto le necessità di questo territorio, ma evidentemente, occorre sempre tenere alta la soglia di attenzione». I motivi sono diversi. Rimarca Quercioli: «L'Elba si trova già adesso ad affrontare una situazione difficile, dal punto di vista della tenuta economica, strettamente legata alla qualità del nostro turismo e quindi anche alla qualità dell'ambiente che offriamo. Se continuiamo a deturpare quella che è la nostra risorsa di base, cioè il territorio, rischiamo di minare in modo pericoloso anche il nostro futuro economico. Ci aspettiamo che in questa vicenda il Parco e tutti gli otto Comuni isolani svolgano per intero il loro ruolo di rappresentanza degli interessi della comunità elbana evitando di lasciare isolati, come in altre occasioni, i territori comunali interessati dal progetto». La Confesercenti è convinta che non solo si debba procedere, da parte di Terna, con l'interramento completo «ma che - spiega ancora Quercioli - il problema energetico dell'isola possa ed anzi debba essere affrontato tenendo presenti tutte le possibilità offerte dalle energie rinnovabili». Da questi presupposti un invito al Parco. «Deve fare la propria parte in termini di concertazione con tutti gli enti locali ed i Comuni ad inserire nei rispettivi regolamenti urbanistici norme adeguate».
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