Il dolore
per cause fino a 50mila euro
Sanità, ecco il conciliatore
Maurizio Silvestri
Chi ha subìto un danno durante un intervento chirurgico, o comunque ha avuto una controversia con la Asl, da ora in poi sarà risarcito in tempi brevi.
Viene infatti introdotto lo strumento della conciliazione, una nuova procedura per risolvere le controversie con liquidazione diretta del danno fino a 50mila euro
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PIOMBINO. Chi ha subìto un danno durante un intervento chirurgico, o comunque ha avuto una controversia con la Asl, da ora in poi sarà risarcito in tempi brevi.
Viene infatti introdotto lo strumento della conciliazione, una nuova procedura per risolvere le controversie con liquidazione diretta del danno fino a 50mila euro.
«Si tratta di una sperimentazione - spiega la direttrice generale dell'azienda sanitaria livornese, Monica Calamai - che ci vede coinvolti, a livello regionale, insieme alla struttura di Careggi».
«Siamo del resto le strutture che hanno sempre mantenuto degli uffici legali di un certo spessore - prosegue la direttrice dell'azienda sanitaria livornese - nel nostro per esempio abbiamo tre avvocati, Elena De Santi, Carmela Tassoni, Grazia Camera. Con la conciliazione ci sono le stesse garanzie per gli utenti ma con tempi e costi ridotti per tutti».
Da ora dunque chi ritiene di aver subìto dei torti potrà rivolgersi agli uffici della azienda sanitaria per chiedere il risarcimento. Ci saranno poi sessanta giorni di tempo per valutare il caso.
Al termine l'Azienda sanitaria potrà liquidare direttamente il danno oppure ricorrere al conciliatore. Si tratta di due legali, Nazzarena Simonetti e Alessandro Mosca, al di sopra delle parti.
«Non abbiamo assolutamente la veste del giudice - tengono a precisare i due legali - La conciliazione infatti è un incontro tra l'utente e l'azienda. Il conciliatore non dà colpe o responsabilità».
Il sistema, come spiega poi il direttore amministrativo Luca Cei, è stato studiato da tempo.
«Le assicurazioni che coprono i nostri rischi - spiega insieme a Calamai - hanno una franchigia sul danno di cinquantamila euro. Abbiamo visto, in questi anni, che gli stessi danni raramente superano questa cifra».
«Fino a oggi l'utente - dice Cei - danneggiato doveva prima sporgere denuncia, quindi l'assicurazione si prendeva il suo tempo per valutare ed eventualmente pagare. Così passavano anche degli anni prima di ottenere la liquidazione».
«Al momento del pagamento - conclude Cei - i costi erano ovviamente lievitati. Costi che poi, essendoci la franchigia, alla fine doveva pagare la stessa Asl. Ora la gestione della franchigia la prendiamo direttamente noi: spendiamo meno e l'utente è subito soddisfatto».
Ai conciliatori si potranno rivolgere in modo volontario tutti i cittadini. Sarà sufficiente compilare il modulo scaricabile dal sito dell'Azienda (www.usl6.toscana.it) o disponibile presso tutti gli uffici Urp e spedirlo per posta o consegnarlo a mano (segreteria del servizio di conciliazione per le controversie in ambito sanitario - c/o Azienda Usl 6 di Livorno - Ufficio relazioni con il pubblico - via di Monterotondo n. 49, 57128 Livorno).
Davanti al conciliatore si arriverà solo dopo l'espressa volontà delle due parti (azienda e utente) e solo per fatti legati a responsabilità civile sia di tipo sanitario (errata terapia, ritardata diagnosi ecc.) sia extrasanitario (smarrimento protesi, cadute accidentali ecc.) con valore stimato inferiore ai 50mila euro.
Il tentativo di conciliazione si deve comunque concludere entro il termine massimo fissato in trenta giorni.
Viene infatti introdotto lo strumento della conciliazione, una nuova procedura per risolvere le controversie con liquidazione diretta del danno fino a 50mila euro.
«Si tratta di una sperimentazione - spiega la direttrice generale dell'azienda sanitaria livornese, Monica Calamai - che ci vede coinvolti, a livello regionale, insieme alla struttura di Careggi».
«Siamo del resto le strutture che hanno sempre mantenuto degli uffici legali di un certo spessore - prosegue la direttrice dell'azienda sanitaria livornese - nel nostro per esempio abbiamo tre avvocati, Elena De Santi, Carmela Tassoni, Grazia Camera. Con la conciliazione ci sono le stesse garanzie per gli utenti ma con tempi e costi ridotti per tutti».
Da ora dunque chi ritiene di aver subìto dei torti potrà rivolgersi agli uffici della azienda sanitaria per chiedere il risarcimento. Ci saranno poi sessanta giorni di tempo per valutare il caso.
Al termine l'Azienda sanitaria potrà liquidare direttamente il danno oppure ricorrere al conciliatore. Si tratta di due legali, Nazzarena Simonetti e Alessandro Mosca, al di sopra delle parti.
«Non abbiamo assolutamente la veste del giudice - tengono a precisare i due legali - La conciliazione infatti è un incontro tra l'utente e l'azienda. Il conciliatore non dà colpe o responsabilità».
Il sistema, come spiega poi il direttore amministrativo Luca Cei, è stato studiato da tempo.
«Le assicurazioni che coprono i nostri rischi - spiega insieme a Calamai - hanno una franchigia sul danno di cinquantamila euro. Abbiamo visto, in questi anni, che gli stessi danni raramente superano questa cifra».
«Fino a oggi l'utente - dice Cei - danneggiato doveva prima sporgere denuncia, quindi l'assicurazione si prendeva il suo tempo per valutare ed eventualmente pagare. Così passavano anche degli anni prima di ottenere la liquidazione».
«Al momento del pagamento - conclude Cei - i costi erano ovviamente lievitati. Costi che poi, essendoci la franchigia, alla fine doveva pagare la stessa Asl. Ora la gestione della franchigia la prendiamo direttamente noi: spendiamo meno e l'utente è subito soddisfatto».
Ai conciliatori si potranno rivolgere in modo volontario tutti i cittadini. Sarà sufficiente compilare il modulo scaricabile dal sito dell'Azienda (www.usl6.toscana.it) o disponibile presso tutti gli uffici Urp e spedirlo per posta o consegnarlo a mano (segreteria del servizio di conciliazione per le controversie in ambito sanitario - c/o Azienda Usl 6 di Livorno - Ufficio relazioni con il pubblico - via di Monterotondo n. 49, 57128 Livorno).
Davanti al conciliatore si arriverà solo dopo l'espressa volontà delle due parti (azienda e utente) e solo per fatti legati a responsabilità civile sia di tipo sanitario (errata terapia, ritardata diagnosi ecc.) sia extrasanitario (smarrimento protesi, cadute accidentali ecc.) con valore stimato inferiore ai 50mila euro.
Il tentativo di conciliazione si deve comunque concludere entro il termine massimo fissato in trenta giorni.
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