Sicurezza
MARCIANA
In cucina arriva il curry made in Elba
Stefano Bramanti
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Donato CretiIl primo curry elbano nasce dall'andar per sentieri. Da oggi piatti di pesce o di carne potranno avere aromi Doc. L'inventore è Donato Creti, aromatiere, responsabile tecnico della Giotti di Firenze, che ha lavorato con lo chef Michele Nardi del Cernia di Sant'Andrea
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MARCIANA. Il primo curry elbano nasce dall'andar per sentieri. Da oggi piatti di pesce o di carne potranno avere aromi Doc. L'inventore è Donato Creti, aromatiere, responsabile tecnico della Giotti di Firenze, che ha lavorato con lo chef Michele Nardi del Cernia di Sant'Andrea.
«Da tempo esploro l'isola- dice Creti - grazie ai contatti con il club Le Macinelle di Carpinacci, il circolo Pertini e la mia guida speciale: Renato Giombini. Ho scoperto le potenzialità della vegetazione elbana. E con Nardi, che già stava compiendo azioni simili, ho elaborato un curry isolano, che altro non è che una miscela di spezie. Abbiamo fatto emulsioni in olio con varie componenti vegetali e dopo vari tentativi abbiamo calibrato il tutto per condire il pesce o la carne nei vari menu».
Il curry è caratterizzato da elicriso, una pianta che si trova diffusa in varie parti dell'isola. «Un'erba fondamentale - prosegue Creti - con un'aroma dolce simile al fieno greco, con il quale viene fatto il curry internazionale, quindi cipolla, rosmarino, salvia, finocchio selvatico, timo e nepitella.
Questa miscela è adatta a piatti di pesce, con minori quantità di finocchio, come suggerisce Nardi, si può fare il curry elbano per menu di carne, con aggiunta di aglio. In futuro pensiamo di dare una colorazione naturale al composto con petali di calendula e nasturzio.
Per rendere ancora più locale il curry, si potrà miscelarlo con l'olio extra vergine dell'isola». E Donati non finisce qui: ipotizza anche un intervento con Domenico Lucchesi delle Coti Nere, il birrificio di Marciana. «É possibile - conclude l'aromatiere - caratterizzare la birra isolana con numerosi ingredienti vegetali locali come miele, castagne, ancora l'elicriso, fiori di sambuco e acacia».
«Da tempo esploro l'isola- dice Creti - grazie ai contatti con il club Le Macinelle di Carpinacci, il circolo Pertini e la mia guida speciale: Renato Giombini. Ho scoperto le potenzialità della vegetazione elbana. E con Nardi, che già stava compiendo azioni simili, ho elaborato un curry isolano, che altro non è che una miscela di spezie. Abbiamo fatto emulsioni in olio con varie componenti vegetali e dopo vari tentativi abbiamo calibrato il tutto per condire il pesce o la carne nei vari menu».
Il curry è caratterizzato da elicriso, una pianta che si trova diffusa in varie parti dell'isola. «Un'erba fondamentale - prosegue Creti - con un'aroma dolce simile al fieno greco, con il quale viene fatto il curry internazionale, quindi cipolla, rosmarino, salvia, finocchio selvatico, timo e nepitella.
Questa miscela è adatta a piatti di pesce, con minori quantità di finocchio, come suggerisce Nardi, si può fare il curry elbano per menu di carne, con aggiunta di aglio. In futuro pensiamo di dare una colorazione naturale al composto con petali di calendula e nasturzio.
Per rendere ancora più locale il curry, si potrà miscelarlo con l'olio extra vergine dell'isola». E Donati non finisce qui: ipotizza anche un intervento con Domenico Lucchesi delle Coti Nere, il birrificio di Marciana. «É possibile - conclude l'aromatiere - caratterizzare la birra isolana con numerosi ingredienti vegetali locali come miele, castagne, ancora l'elicriso, fiori di sambuco e acacia».
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