Il Tirreno

RIO MARINA

Capo d'Arco, ora si può costruire

Valentina Landucci
Il sindaco, Francesco Bosi
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Il sindaco, Francesco Bosi

Anche l'ultimo ostacolo alla realizzazione del piano particolareggiato di Capo d'Arco sembra superato

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RIO MARINA. Anche l'ultimo ostacolo alla realizzazione del piano particolareggiato di Capo d'Arco sembra superato. L'intervento edilizio da circa 11mila metri cubi, che prevede la realizzazione di 16 villette e alcuni edifici di servizio oltre che strade e parcheggi, supera l'ultima prova: il parere pro veritate chiesto dal Comune di Rio Marina ad un esperto dell'Università di Firenze per smentire le obbiezioni avanzate sul progetto dal Corpo Forestale di Portoferraio.
«A fronte di un primo parere favorevole alla trasformazione di un'area boscata in zona edificabile - spiega il sindaco, Francesco Bosi - la Forestale aveva avanzato un'osservazione che metteva in dubbio la compatibilità dell'intervento in questione perché non conforme alla normativa regionale vigente e al Ptc della Provincia. Per questo motivo abbiamo chiesto il parere pro veritate che conferma la legittimità della trasformazione». Dunque, visto che il piano è stato approvato in via definitiva dal consiglio comunale di Rio Marina, l'intervento potrà partire dopo un iter forse tra i più lunghi della storia per un provvedimento di questo tipo, caratterizzato da ricorsi al Tar, pareri negativi del Parco, stop da parte della Conferenza dei servizi chiamata a esaminarlo, contestazioni da parte di Legambiente. Tutti ostacoli superati nell'arco di quasi sette anni, dall'adozione - nel 2002 - del primo piano particolareggiato di iniziativa privata alla trasformazione dello stesso in piano di iniziativa pubblica, approvato definitivamente nell'agosto del 2008.

Le perplessità della Forestale sull'intervento, relativo a 7 comparti in parte in un'area boscata, risale allo scorso anno. Con una nota del 24 ottobre del 2008 il comandante della Forestale «solleva dubbi - si legge in una delle numerose delibere del Comune sulla vicenda - circa la non sussistenza di motivazioni di eccezionalità per la trasformazione delle aree». Tradotto: la cancellazione del bosco e la costruzione di villette rischiano di violare la legge forestale.
La questione, peraltro, finisce anche in Parlamento con il ministro delle politiche agricole, Luca Zaia, che risponde ad un'interrogazione dell'onorevole Tommaso Foti e fa presente che il piano «presenta illegittimità riguardanti l'iter di approvazione in violazione della legge forestale e della normativa comunitaria regionale in materia di tutela ambientale e in tema di Valutazione di impatti ambientale e Valutazione ambientale strategica».

Il parere pro veritate redatto da un esperto dell'Università di Firenze, espressamente incaricato dal Comune di Rio Marina lo scorso 10 luglio, sembra smentire anche il ministro e porre le condizioni, attese da tempo dai proprietari delle aree dove insiste il piano particolareggiato, per cominciare a costruire.

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