Il dolore
CONSUMI IDRICI
Asa, il censimento è stato un flop
M. Massei Autunnali
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L’ufficio piombinese dell’AsaSono scaduti il 10 agosto i termini per la consegna della documentazione richiesta dall'Asa per il censimento bandito nei mesi scorsi. La decisione di censire le utenze condominiali relative al servizio idrico era stata presa dall'Asa a giugno per completare l'aggiornamento degli archivi e database
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PIOMBINO. Sono scaduti il 10 agosto i termini per la consegna della documentazione richiesta dall'Asa per il censimento bandito nei mesi scorsi. La decisione di censire le utenze condominiali relative al servizio idrico era stata presa dall'Asa a giugno per completare l'aggiornamento degli archivi e database. La scadenza era stata fissata per il 31 luglio, spostata poi al 10 agosto in seguito alla mancata ricezione di un altissimo numero di cartelle.
L'accordo per la proroga era stato sancito dall'Asa assieme all'Ato 5, l'autorità d'ambito che stabilisce le tariffe e vigila sulla loro applicazione. In base alle informazioni ricevute, l'Asa ha ora in progetto di partire con le relative fatturazioni, distinguendo a questo proposito gli utenti nelle categorie di uso domestico-residente e uso domestico-non residente per chi non ha inviato la documentazione, alle quali sono applicate quote fisse differenti a livello annuo: nel dettaglio, rispettivamente, 20,64 e 51,61.
L'Asa però segnala di essere ancora disponibile a ricevere i dati e dunque a evitare classificazioni inesatte e ingiustamente onerose per i propri clienti. «Gli amministratori condominiali - spiegano dall'azienda - hanno avuto un ampio margine di tempo per mettersi in regola e soprattutto sono stati avvisati non solo a mezzo stampa o tramite l'ufficio stampa dell'azienda, ma anche per posta tradizionale e per posta elettronica. Giunti adesso a fine censimento, siamo costretti a inquadrare determinati utenti nella categoria di domestico-non residente per effettiva e reale impossibilità di identificazione: abbiamo rispettato le scadenze emesse prima di emettere la fatturazione, ma non è detto che se queste informazioni ci verranno inviate al più presto, l'azienda non provveda a risalire all'identificazione e ad applicare la quota fissa relativa. Chi si vuole regolarizzare è ancora in tempo. A quel punto dalla prossima fatturazione invieremo la corretta tariffa, nonché, eventualmente, il recupero della maggiorazione della quota precedentemente pagata».
L'accordo per la proroga era stato sancito dall'Asa assieme all'Ato 5, l'autorità d'ambito che stabilisce le tariffe e vigila sulla loro applicazione. In base alle informazioni ricevute, l'Asa ha ora in progetto di partire con le relative fatturazioni, distinguendo a questo proposito gli utenti nelle categorie di uso domestico-residente e uso domestico-non residente per chi non ha inviato la documentazione, alle quali sono applicate quote fisse differenti a livello annuo: nel dettaglio, rispettivamente, 20,64 e 51,61.
L'Asa però segnala di essere ancora disponibile a ricevere i dati e dunque a evitare classificazioni inesatte e ingiustamente onerose per i propri clienti. «Gli amministratori condominiali - spiegano dall'azienda - hanno avuto un ampio margine di tempo per mettersi in regola e soprattutto sono stati avvisati non solo a mezzo stampa o tramite l'ufficio stampa dell'azienda, ma anche per posta tradizionale e per posta elettronica. Giunti adesso a fine censimento, siamo costretti a inquadrare determinati utenti nella categoria di domestico-non residente per effettiva e reale impossibilità di identificazione: abbiamo rispettato le scadenze emesse prima di emettere la fatturazione, ma non è detto che se queste informazioni ci verranno inviate al più presto, l'azienda non provveda a risalire all'identificazione e ad applicare la quota fissa relativa. Chi si vuole regolarizzare è ancora in tempo. A quel punto dalla prossima fatturazione invieremo la corretta tariffa, nonché, eventualmente, il recupero della maggiorazione della quota precedentemente pagata».
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